Lusetti: “Non ci sediamo con chi compete sfruttando il lavoro”
di Valentina ConteROMA – «Non abbiamo più voglia si sederci e discutere con chi firma contratti “pirata” e fa concorrenza sleale sulla pelle di imprese e lavoratori». Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con delega alla contrattazione non ci sta.
Cos’è successo?
«Abbiamo deciso, assieme a Confindustria e Confesercenti, di non partecipare al tavolo sulle pmi al ministero delle Imprese. Non ha più senso farlo con sigle poco rappresentative che firmano contratti legali, ma che sfruttano i lavoratori e pagano 8-12mila euro all’anno meno dei nostri contratti. Riducendo tutele e diritti. Ne ho approfittato per fare cose più utili».
Cosa c’è di più utile?
«Lavorare con Cgil, Cisl e Uil ai tavoli tecnici sulla rappresentanza avviati dopo i due incontri avuti con i loro segretari generali».
Un messaggio al governo che potrebbe esercitare la delega entro il 18 aprile, tra un mese?
«Speriamo non intervenga. Sarebbe improprio fare una legge che passa sulle teste di chi lavora a un accordo che speriamo ar…
ROMA – «Non abbiamo più voglia si sederci e discutere con chi firma contratti “pirata” e fa concorrenza sleale sulla pelle di imprese e lavoratori». Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con delega alla contrattazione non ci sta.
Cos’è successo?
«Abbiamo deciso, assieme a Confindustria e Confesercenti, di non partecipare al tavolo sulle pmi al ministero delle Imprese. Non ha più senso farlo con sigle poco rappresentative che firmano contratti legali, ma che sfruttano i lavoratori e pagano 8-12mila euro all’anno meno dei nostri contratti. Riducendo tutele e diritti. Ne ho approfittato per fare cose più utili».
Cosa c’è di più utile?
«Lavorare con Cgil, Cisl e Uil ai tavoli tecnici sulla rappresentanza avviati dopo i due incontri avuti con i loro segretari generali».
Un messaggio al governo che potrebbe esercitare la delega entro il 18 aprile, tra un mese?
«Speriamo non intervenga. Sarebbe improprio fare una legge che passa sulle teste di chi lavora a un accordo che speriamo arrivi entro l’estate. Sarebbe un grande risultato. In tempo per il rinnovo del nostro contratto del terziario che scade a marzo 2027 e riguarda 2,5 milioni di lavoratori».
La visione del governo non è la vostra sul contratto da applicare.
«Per noi si tratta dei contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. In termini quantitativi: numero di iscritti ai sindacati e di votanti, numero delle imprese e occupati. Ma anche in termini qualitativi: rispetto delle norme sulla sicurezza, sistema di bilateralità, presenza sui territori. Il governo invece guarda ai contratti maggiormente applicati».
Perché non va bene?
«Perché così si legittimano contratti al ribasso che sfruttano i lavoratori».
Quale sarà il punto di caduta?
«Non partiamo da zero. Guardiamo all’accordo sul codice degli appalti. Sono fiducioso».