Mfe utili raddoppiati nel 2025, e raccolta che sale a marzo e aprile
di Sara BennewitzMILANO – A dispetto dei terremoti di Borsa e della volatilità registrata dopo lo scoppio del conflitto in Iran, Mfe va avanti nel suo progetto di creare il leader europeo della tv commerciali, chiude un 2025 record, non vede particolari criticità sulla raccolta pubblicitaria, ed è più avanti del previsto nel realizzare le sinergie da costi della neo acquisita Prosiebensat.
"E' scoppiata un'altra guerra, una cosa terribile per il mondo e che ha un impatto inevitabile sull'economia e quindi sui media, soprattutto quelli che vivono di pubblicità – ha detto ieri il presidente e ad di Mfe Pier Silvio Berlusconi - tuttavia ad oggi non abbiamo grandi warning per quanto riguarda il prossimo futuro dal punto di vista della pubblicità. Intanto il 2025 è stato un anno straordinario, chiuderemo il bilancio il 15 di aprile e possiamo dire che l'utile contabile, considerato tutto, è più che raddoppiato rispetto a quello 2024 che era stato di 138 milioni di euro". Con utili contabili raddoppiati, …
MILANO – A dispetto dei terremoti di Borsa e della volatilità registrata dopo lo scoppio del conflitto in Iran, Mfe va avanti nel suo progetto di creare il leader europeo della tv commerciali, chiude un 2025 record, non vede particolari criticità sulla raccolta pubblicitaria, ed è più avanti del previsto nel realizzare le sinergie da costi della neo acquisita Prosiebensat.
"E' scoppiata un'altra guerra, una cosa terribile per il mondo e che ha un impatto inevitabile sull'economia e quindi sui media, soprattutto quelli che vivono di pubblicità – ha detto ieri il presidente e ad di Mfe Pier Silvio Berlusconi - tuttavia ad oggi non abbiamo grandi warning per quanto riguarda il prossimo futuro dal punto di vista della pubblicità. Intanto il 2025 è stato un anno straordinario, chiuderemo il bilancio il 15 di aprile e possiamo dire che l'utile contabile, considerato tutto, è più che raddoppiato rispetto a quello 2024 che era stato di 138 milioni di euro". Con utili contabili raddoppiati, anche il monte dividendi – che Mfe si è impegnata a distribuire ai soci in una misura pari ad almeno la metà dei profitti netti – dovrebbe salire di conseguenza.
Finita la fase dell’M&A, inizia quella delle alleanze europee
“Anche sotto il profilo della cassa, che è il vero metro per misurare la salute di un azienda – ha detto Berlusconi – a fine 2015 dovrebbe essere di circa mezzo miliardo di euro”. Risorse che verranno utilizzate per ridurre i debiti legati all’acquisizione di Prosiebensat perché dopo aver rilevato il 32,9% della portoghese Impresa, e aver messo piede in Spagna, Germania Austria e Svizzera, per ora Mfe non ha alle viste nuove acquisizioni.”C’è monto interesse per il nostro progetto paneuropeo – ha aggiunto Berlusconi – sia da parte dei grandi inserzionisti pubblicitari, sia da parte di altre aziende del settore. Abbiamo appena intrapreso colloqui con un gruppo francese e uno dell’est Europa, per raccogliere la pubblicità anche per loro”. Il gruppo dell’Est Europa, è la Ppf con cui Mfe ha rivaleggiato fino allo scorso agosto, per la conquista della prima emittente della tv tedesca. “Se il 2025 i primi mesi del 2026 per la raccolta sono stati sfidati – ha detto Berlusconi – Marzo ha dato segnali di miglioramento”. E anche aprile, secondo il responsabile della raccolta, Stefano Sala, è stato molto positivo nonostante il conflitto in Iran, con l’Italia che nel primo trimestre ha comunque marcato una raccolta positiva.
Prosiebensat taglia i costi, dismissioni e piano rinviati
Quanto all’integrazione di Prosiebensat, procedo meglio dei piani, ma le dismissioni delle attività non strategiche, richieste da Mfe alla precedente gestione guidata da Bert Habets, al momento quelle più importanti, che generano cassa, sono rinviate. “Ad oggi abbiamo già realizzate tutte le sinergie sui costi previste per il 2026- senza considerare 20 milioni di risparmi sugli acquisti che siamo già riusciti a portare avanti – ha detto Berlusconi – quanto alle dismissioni, sul sito di incontri vogliamo trovare l’offerta giusta, mentre per il sito dei profumi Falconi, stiamo pensando di lanciarlo anche in Italia”. Per il piano industriale del nuovo gruppo, dovremmo invece aspettare ancora l’evoluzione della situazione in corso. “Stiamo lavorando tanto – ha detto Berlusconi – il piano è in continua evoluzione, lo presenteremo quando sarà ultimato”.
Infine a maggio scadrà il lock up di Vivendi, che direttamente e attraverso Simon Fiduciaria, controlla oltre il 22% del capitale di Mfe. Fonti finanziarie riferiscono che al momento i francesi non avrebbero intenzione di vendere, ma come sempre le decisioni saranno prese a tempo debito, anche in considerazione della cedola 2025 che sarà annunciata e del prezzo di Borsa che il titolo raggiungerà alla fine del lock up.