ROMA – Quasi 20 miliardi all’anno per sostenere le famiglie, ma sempre meno figli a cui pagarli. A gennaio l’assegno unico ha coperto 256mila bambini e ragazzi in meno rispetto a un anno fa. I beneficiari sono scesi a 9,29 milioni, sotto di quasi tre punti percentuali. Se la tendenza continuasse per tutto il 2026, il risparmio per lo Stato supererebbe il mezzo miliardo di euro.
L’inverno demografico
È uno degli effetti più visibili della denatalità italiana, che l’Inps fotografa nell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sull’assegno unico universale. Dietro la riduzione della platea c’è la crisi delle culle. Nel 2023 sono nati in Italia solo 379mila bambini, scesi a 370mila nel 2024, nuovo minimo storico destinato a essere aggiornato quando usciranno i dati 2025. L…
ROMA – Quasi 20 miliardi all’anno per sostenere le famiglie, ma sempre meno figli a cui pagarli. A gennaio l’assegno unico ha coperto 256mila bambini e ragazzi in meno rispetto a un anno fa. I beneficiari sono scesi a 9,29 milioni, sotto di quasi tre punti percentuali. Se la tendenza continuasse per tutto il 2026, il risparmio per lo Stato supererebbe il mezzo miliardo di euro.
L’inverno demografico
È uno degli effetti più visibili della denatalità italiana, che l’Inps fotografa nell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sull’assegno unico universale. Dietro la riduzione della platea c’è la crisi delle culle. Nel 2023 sono nati in Italia solo 379mila bambini, scesi a 370mila nel 2024, nuovo minimo storico destinato a essere aggiornato quando usciranno i dati 2025. La conseguenza è inevitabile. Ogni anno più giovani escono dall’assegno unico quando compiono 21 anni, mentre i nuovi nati non bastano a rimpiazzarli.
Assegni da 58 a 223 euro per figlio
Nel primo mese di quest’anno sono stati erogati 1,6 miliardi di euro a 5,89 milioni di famiglie, circa 139mila in meno rispetto a gennaio 2025 (-2,3%). L’importo medio resta sostanzialmente stabile: 174 euro al mese per figlio, con assegni che vanno da circa 58 euro per chi non presenta l’Isee o supera la soglia massima fino a 223 euro per le famiglie con redditi più bassi.
Di più al Nord, ma più alti al Sud
La distribuzione territoriale riflette la geografia demografica del Paese. I figli che ricevono l’assegno sono 4,17 milioni al Nord, 1,75 milioni al Centro e 3,36 milioni nel Sud e nelle Isole. Ma proprio nel Mezzogiorno l’importo medio è più alto: 188 euro al mese per figlio, contro 166 euro al Nord e 168 al Centro, effetto diretto dei redditi familiari mediamente più bassi.
Oltre la metà ai redditi bassi
La misura resta fortemente concentrata sui redditi inferiori: oltre 4,8 milioni di figli appartengono a famiglie con Isee sotto i 17.500 euro (52%), che ricevono in media 223 euro al mese. All’estremo opposto 1,6 milioni di figli senza Isee percepiscono invece l’importo minimo, 58 euro (17%).