Milano – Andrea Orcel procede spedito verso la Germania, forse più di quanto lo si percepisca dall’esterno. Le sue parole di ieri mattina alla Morgan Stanley european financial conference mostrano grandi segni di apertura verso un accordo con il management di Commerzbank e le autorità tedesche. “L’unico modo per risolvere la situazione, in un modo o nell’altro, è attraverso un confronto diretto e costruttivo in cui tutte le parti mettano sul tavolo le proprie preoccupazioni, i propri limiti inderogabili, e cerchiamo tutti insieme di risolverli”, ha detto.
Unicredit ha poco meno del 30% di azioni Commerzbank acquistate nel 2025 e lunedì scorso ha lanciato una Ops sul 100% del capitale a un prezzo basso con l’intento di superare la soglia del 30% ma senza prendere il controllo. Una mossa che permette a Orcel di aprire un tavolo negoziale con i tedeschi nelle prossime 12 settimane per vedere se si riesce a trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in campo.
Milano – Andrea Orcel procede spedito verso la Germania, forse più di quanto lo si percepisca dall’esterno. Le sue parole di ieri mattina alla Morgan Stanley european financial conference mostrano grandi segni di apertura verso un accordo con il management di Commerzbank e le autorità tedesche. “L’unico modo per risolvere la situazione, in un modo o nell’altro, è attraverso un confronto diretto e costruttivo in cui tutte le parti mettano sul tavolo le proprie preoccupazioni, i propri limiti inderogabili, e cerchiamo tutti insieme di risolverli”, ha detto.
Unicredit ha poco meno del 30% di azioni Commerzbank acquistate nel 2025 e lunedì scorso ha lanciato una Ops sul 100% del capitale a un prezzo basso con l’intento di superare la soglia del 30% ma senza prendere il controllo. Una mossa che permette a Orcel di aprire un tavolo negoziale con i tedeschi nelle prossime 12 settimane per vedere se si riesce a trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in campo.
Il titolo Commerz si è infiammato in Borsa (+6,3%) quando Orcel ha detto che «se passeremo da una situazione di rottura dello stallo ad avere avuto un confronto con un risultato positivo, con il sostegno a una visione comune, a una strategia comune, allora sicuramente potremo rivedere i termini dell’ops su Commerzbank migliorando il premio offerto agli azionisti». Gli scenari sono diversi, almeno tre secondo il numero uno di Unicredit, ma è evidente che quello che l’ad preferisce sarebbe quello che prevede una fusione tra i due istituti. "Siamo pronti a impegnarci in modo proattivo perché vogliamo concentrarci molto di più sui punti di forza principali - ha detto ancora Orcel ad analisti ed investitori -, in cui rientrano anche la Polonia e la Germania, dove i risultati eccezionali di Hvb sono un esempio”.
Secondo quanto risulta a Repubblica Orcel è molto determinato a trovare un accordo con i tedeschi, anche per una sorta di rivalsa nei confronti del governo italiano, che l’anno scorso ha fatto fallire l’Ops che Unicredit aveva lanciato su Banco Bpm. E dunque sarebbe anche disposto a parlare della carta che accontenterebbe sicuramente i tedeschi, cioé lo spostamento della sede fuori dall’Italia. Anche perché, secondo Orcel, il consolidamento in Italia è in una fase di stallo. “Al momento non abbiamo visto, specialmente nei nostri confronti, nessuna apertura per negoziare alcunché», ha proseguito Orcel. Pensiamo inoltre che sarebbe difficile negoziare perché quando si ha il controllo di fatto tutti vogliono qualcosa ed è difficile trovare una situazione in cui tutti sono contenti”. Le parole finali dell’ad di Unicredit a Londra suonano come un avvertimento al governo italiano. “Se ragioniamo in primo luogo con un’ottica paneuropea allora una potenziale combinazione con Commerzbank spingerebbe il gruppo con decisione in quella direzione e cambierebbe la natura del gruppo una volta per tutte”.
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