Iran, Sánchez batte Meloni: carburanti a meno 30 centesimi al litro. E blocca il caro affitti
di Massimo Ferraro , Benedetta PerilliROMA – Dopo Roma anche Madrid mette in campo un pacchetto di misure per rispondere ai rincari di carburanti ed energia provocati dalla guerra in Medio Oriente. Dopo il blocco dello stretto di Hormuz, l’escalation del conflitto con il bombardamento delle infrastrutture nei pressi dei giacimenti di gas e petrolio rischia di accelerare l’impennata dei prezzi, al distributore e in bolletta. Per rispondere alla crisi, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha preparato un pacchetto di misure da 5 miliardi di euro che entreranno in vigore già domani, e sulla carta, hanno un impatto maggiore rispetto a quelle approvate dal governo Meloni. Si tratta di interventi non soltanto sul costo dell’energia per i consumatori e per gli automobilisti, ma anche per contrastare l’emergenza abitativa con un blocco temporaneo dell’aumento degli affitti, per i quali l’esecutivo socialista stima una spesa di 5 miliardi di euro.
ROMA – Dopo Roma anche Madrid mette in campo un pacchetto di misure per rispondere ai rincari di carburanti ed energia provocati dalla guerra in Medio Oriente. Dopo il blocco dello stretto di Hormuz, l’escalation del conflitto con il bombardamento delle infrastrutture nei pressi dei giacimenti di gas e petrolio rischia di accelerare l’impennata dei prezzi, al distributore e in bolletta. Per rispondere alla crisi, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha preparato un pacchetto di misure da 5 miliardi di euro che entreranno in vigore già domani, e sulla carta, hanno un impatto maggiore rispetto a quelle approvate dal governo Meloni. Si tratta di interventi non soltanto sul costo dell’energia per i consumatori e per gli automobilisti, ma anche per contrastare l’emergenza abitativa con un blocco temporaneo dell’aumento degli affitti, per i quali l’esecutivo socialista stima una spesa di 5 miliardi di euro.
Rincaro carburanti, la risposta di Madrid
Fra le misure approvate dal Consiglio dei ministri straordinario, circa 80 provvedimenti per circa 5 miliardi di euro, la riduzione dell’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e l'eliminazione dell'imposta speciale sugli idrocarburi, con un calo stimato di 30-40 centesimi al litro su diesel e benzina. E la riduzione delle imposte sull'elettricità, con la cancellazione della tassa speciale del 5% e la riduzione dell'imposta sul valore della produzione elettrica (che è al 7%). Sul fronte sociale, previsto il rafforzamento del bonus sociale elettrico e il divieto di sospensione delle fornitura per i nuclei familiari vulnerabili. Oltre al divieto di licenziamento e il controllo dei margini aziendali, come richiesto da Sumar.
Sánchez: “Maggior scudo sociale della Ue”
Davanti alla crisi, ha commentato durante la conferenza stampa il presidente del Governo Pedro Sánchez, "Madrid è meglio preparata di quasi tutti gli altri Paesi limitrofi”. E ha poi aggiunto che con l’entrata in vigore del piano – che coinvolgerà 3 milioni di imprese e 20 milioni di famiglie - la Spagna “sarà il Paese ad aver dispiegato il maggior scudo sociale ed economico in tutta l'Ue in risposta a questa guerra illegale", rimarcando la posizione già espressa duramente con il “no alla guerra” e dichiarandosi “molto arrabbiato per la situazione che sta vivendo il mondo e a cui ci stanno portando determinate decisioni e governi".
Il blocco degli affitti e le tensioni con Sumar
L’approvazione dello scudo sociale di Sánchez rischiava di mettere in crisi la tenuta del governo se al suo interno non fossero confluiti, come richiesto da tempo dal socio minoritario dell’alleanza Sumar, i provvedimenti per l’emergenza abitativa. La sinistra progressista guidata dalla vicepremier e ministra del Lavoro Yolanda Díaz, con i suoi quattro ministri, ha bloccato l’inizio della seduta per due ore minacciando di non prendere parte al Consiglio se non fosse stato trovato un accordo sul congelamento degli affitti: da qui l’approvazione di un doppio decreto, uno con le misure sull’energia, l’altro – separato e che potrebbe essere bocciato in Parlamento da Junts come ammesso dallo stesso presidente – con il blocco temporaneo dei contratti di affitto che prevede la proroga straordinaria di 2 anni per tutti i contratti in scadenza prima del 31 dicembre 2027 e gli adeguamenti annuali di tutti i contratti di locazione limitati al 2%.
"I cittadini non possono pagare il prezzo della guerra illegale di Trump. Abbiamo raggiunto un accordo per evitare aumenti abusivi da parte delle aziende e per prorogare i contratti di locazione. Un governo che protegge la gente. Questa è l'unica opzione”, ha commentato Sira Rego, la ministra Sumar per l’Infanzia e la gioventù.
Quali sono le misure del decreto energia nel dettaglio
Nel dettaglio, tra le 80 misure previste dal decreto che riguardano i consumi energetici sono previste: la riduzione delle tasse sull’elettricità del 60%, grazie al taglio dell’Iva dal 21% al 10% la riduzione allo 0,5% della tassa speciale sull’elettricità e la sospensione temporanea della tassa sul valore della produzione di energia elettrica.
Gas naturale, pellet e legna avranno una riduzione dell’Iva del 10%; la vendita di butano e propano riceverà il blocco del prezzo massimo mentre con la diminuzione dell’Iva al 10% per gasolio, benzina e altri idrocarburi e la riduzione della tassa sugli idrocarburi fino al minimo consentito nell’Ue un litro di carburante arriverà a costare fino a 30 centesimi in meno.
Previsto inoltre un aiuto di 20 centesimi per litro di carburante per trasportatori, agricoltori, allevatori e pescatori, oltre a un aiuto equivalente per l’acquisto di fertilizzanti.