Un mini-prestito immediato, da ripagare quasi sempre in tre rate e a interessi zero: chiunque abbia fatto shopping in Rete negli ultimi anni si è imbattuto nella possibilità del cosiddetto Buy now pay later (Bnpl), una formula proposta da venditori e piattaforme per stimolare i consumi. Strumento di cui abbiamo parlato spesso su Repubblica - vantaggi e rischi compresi - e sul quale un nuovo studio di Bankitalia offre uno spaccato più recente. L’analisi è a firma di Giovanni D’Aiuto, del dipartimento Tutela ed educazione finanziaria, Silvia Magri e Raffaella Pico del dipartimento Economia e statistica.
Indebitati, sempre di più
Nel giro di tre anni, in Italia lo scenario è cambiato parecchio: se nel 2022 il Buy now pay later era utilizzato soprattutto da famiglie con redditi medio-alti e senza particolari difficoltà economiche, al 2025 si è diffuso anche tra nuclei più fragili, con redditi bassi e difficoltà ad arrivare a fine mese. Anzi, oggi è molto usato tra chi è già indebitato -…
Un mini-prestito immediato, da ripagare quasi sempre in tre rate e a interessi zero: chiunque abbia fatto shopping in Rete negli ultimi anni si è imbattuto nella possibilità del cosiddetto Buy now pay later (Bnpl), una formula proposta da venditori e piattaforme per stimolare i consumi. Strumento di cui abbiamo parlato spesso su Repubblica - vantaggi e rischi compresi - e sul quale un nuovo studio di Bankitalia offre uno spaccato più recente. L’analisi è a firma di Giovanni D’Aiuto, del dipartimento Tutela ed educazione finanziaria, Silvia Magri e Raffaella Pico del dipartimento Economia e statistica.
Indebitati, sempre di più
Nel giro di tre anni, in Italia lo scenario è cambiato parecchio: se nel 2022 il Buy now pay later era utilizzato soprattutto da famiglie con redditi medio-alti e senza particolari difficoltà economiche, al 2025 si è diffuso anche tra nuclei più fragili, con redditi bassi e difficoltà ad arrivare a fine mese. Anzi, oggi è molto usato tra chi è già indebitato - e soprattutto con le carte di credito revolving - lo usa una famiglia su due, piuttosto che tra chi non lo è (una su cinque).
Il Bnpl sta diventando una sorta di bottone di emergenza per chi si è visto rifiutare un prestito tradizionale: il 21% vi ricorre, contro circa l’8% di chi ha ottenuto il credito richiesto. Al 2025, in Italia sono soprattutto le famiglie più giovani (capofamiglia under 44) a sfruttare il mini-prestito: la probabilità di utilizzo è superiore di oltre 20 punti percentuali.
Tutto questo ha delle conseguenze: il dato non è aggiornatissimo (2023) ma Bankitalia ha registrato che il tasso di crediti deteriorati legati al Bnpl è stato intorno al 5%, superiore a quello medio del credito al consumo (3,5%).
Troppo facile?
Il rischio del Bnpl, che è stato già sottolineato nel recente passato, è proprio nella facilità con cui lo si può ottenere. Procedura rapida e tasso zero spingono sempre più consumatori ad accumulare acquisti su acquisti a rate, con possibilità via via maggiori di non essere più in grado di onorare l’impegno. L’indagine di Banca d’Italia rileva che circa il 70% delle richieste viene accettato, perché la valutazione del merito creditizio, spesso semplificata, non sempre tiene conto dell’insieme dei debiti del consumatore. Solo in pochi casi vengono consultate le banche dati delle società di informazione creditizia, con il rischio di sottovalutare situazioni di sovraindebitamento già in atto. E questo è un problema sia per il cliente - che può andare incontro a penali anche pesanti - sia per chi lo emette, che potrebbe ritrovarsi con un credito deteriorato.
Verso nuove tutele
Lo studio di Bankitalia si sofferma sulla normativa che segnerà un prima e un dopo per il sistema solare Bnpl: la direttiva europea sul credito al consumo - cosiddetta Ccd2 - che pone fine al far west. Finora infatti questi prestiti sono rimasti, in sostanza, fuori dalle regole del credito al consumo praticamente in ogni caso: quando l’importo era sotto i 200 euro, quando non erano previsti interessi o quando il rimborso avveniva entro tre mesi con costi minimi.
La nuova direttiva, che in Italia è stata già recepita ma che entrerà pienamente in vigore solo nel novembre 2026, include esplicitamente il Bnpl tra i crediti ai consumatori. L’obiettivo è quello di evitare pratiche troppo disinvolte nella concessione del credito e rafforzare la tutela di chi compra. La principale novità è che le società che offriranno il Bnpl dovranno valutare con maggiore attenzione la capacità di rimborso considerando reddito, spese e situazione finanziaria complessiva.
Ma è molto rilevante anche quanto stabilito in merito alla trasparenza: le informazioni precontrattuali e contrattuali dovranno essere più chiare. E dovranno spiegare che il Bnpl è, a tutti gli effetti, un debito, anche quando non prevede interessi immediati. Un punto non secondario, perché finora molti consumatori hanno percepito queste formule come poco impegnative.
Restano solo due eccezioni:
- se il prestito è gestito direttamente dal venditore, senza intermediari, viene completato entro 50 giorni e non prevede interessi o costi significativi; se è gestito da una grande piattaforma online, ma la dilazione deve essere di massimo 14 giorni e non può essere ceduta a soggetti finanziari.
Al di fuori di questi casi, le regole diventano molto più rigide. Dopo gli eccessi delle prime fasi, per il prestito rapido online sembra davvero arrivato il momento della maturità.