Economia

Il saluto di Elkann: “Garantito un futuro di libertà e sviluppo”

John Elkann, ceo di Exor

John Elkann, ceo di Exor

 

Il ceo di Exor nel giorno dei conti e della lettera agli azionisti spiega le ragioni che hanno portato alla cessione

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ROMA – L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in regola. La mia famiglia e io stesso abbiamo sempre considerato l’editoria come un mestiere che vive grazie ai suoi lettori, ma purtroppo in Italia avere un giornale è considerato uno strumento di influenza e di potere, non una professione». John Elkann spiega così all’Ansa la scelta di uscire dal settore dell’editoria e i motivi che hanno portato alla cessione del gruppo Gedi, a partire da Repubblica e Stampa rispettivamente ai gruppi Antenna, con un respiro internazionale, e Sae, legato più al territorio.

Vendita che «garantirà un futuro di sviluppo e libertà ai giornalisti delle due testate». Il ceo di Exor, la holding della famiglia, risponde anche a chi critica la scelta di non cedere a gruppi italiani: «A me interessa l’Italia, più che l’italianità. Come abbiamo dimostrato con le operazioni di Comau e Iveco, l’Italia è rimasta centrale e le due aziende in gruppi più grandi possono rafforzarsi e svilupparsi nel nostro Paese. Stesso ragionamento vale per Gedi». E poi aggiunge: «In tutte le mie scelte di questi anni — prosegue Elkann — ho guardato agli interessi dell’Italia, perché una bandiera in sé non garantisce il bene del nostro Paese». Elkann non nega di essere dispiaciuto. La scelta, dopo 100 anni di attività nel settore, mette la famiglia fuori dall’editoria italiana, ma dice di «credere profondamente nella professione giornalistica, nel suo ruolo fondamentale per la società».

Per Exor ieri è stato anche il giorno dei conti: a fine 2025 riporta un valore lordo degli attivi di 37,1 miliardi di euro. Il valore netto degli attivi è diminuito dell’8,1%, a fronte di un aumento del 5,4% dell’indice Msci World. Pertanto agli azionisti sarà proposto un dividendo pari a 0,49 euro per azione, per circa 100 milioni. Exor ha in cassa 4,2 miliardi.

Elkann, nella lettera agli azionisti, punta l’attenzione proprio sulle capacità di investimento e sulla semplificazione del portafoglio di partecipazioni realizzato tra il 2025 e l’inizio del 2026. «Affinando le nostre priorità e concentrandoci sulle nostre società di maggiori dimensioni — spiega il ceo — dove riteniamo che Exor possa creare il massimo valore». Oltre a Gedi, sono state cedute le quote di Lifenet, Iveco e Nuo: «Operazioni che dovrebbero generare quest’anno proventi per 2 miliardi di euro». Per ciascuna società Elkann rivendica di non aver accettato «l’offerta più elevata» ma di aver garantito «che queste realtà trovassero i giusti acquirenti a lungo termine, in grado di accompagnarle nella loro crescita e nel loro sviluppo».

Rispetto alla strategia di Exor il ceo dice che «insieme ai proventi realizzati nel 2025 e a quelli attesi per quest’anno, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro bilancio, riducendone al contempo la complessità. Mantenere un bilancio solido resta una priorità per noi, sia in ottica difensiva che offensiva». La liquidità disponibile per investimenti è salita «a oltre 3,5 miliardi di euro, un elemento che ci pone inoltre in una posizione di forza per intraprendere un nuovo investimento significativo, simile per portata e ambizione a quello in Philips», sottolinea Elkann.

Se il 2025 è stato difficile tra «incertezze normative», «dazi» e «volatilità del mercato», il 2026, iniziato all’insegna delle instabilità geopolitiche e di mercato a livello globale, sarà «un altro anno impegnativo, ma siamo fiduciosi sul percorso intrapreso». Elkann indica «un approccio prudente». Investire sì, ma con disciplina e al momento giusto. Il ceo invita alla cautela: «Le società più lungimiranti stanno scegliendo di ridurre l’esposizione al rischio, preservare il capitale e attendere che la situazione diventi più chiara». E poi scrive nella lettera agli azionisti: «Questo è il momento di salvaguardare la liquidità ed essere pronti ad agire con decisione quando si presenteranno le giuste opportunità».

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