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Dazi Usa, ancora aperta la partita dei rimborsi. Dubbi e strategie per le aziende

(reuters)

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La priorità è aprire un conto presso il portale della dogana statunitense con le funzionalità per trasferire denaro. E inoltrare un reclamo entro la scadenza dei 180 giorni. Domande e risposte sulla questione dei rimborsi
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Mentre il Parlamento europeo approva l’accordo Usa-Ue sui dazi, congelato a gennaio quando Trump minacciava di prendersi la Groenlandia e corredato dalla richiesta di diverse garanzie sul comportamento degli Stati Uniti, sui rapporti commerciali delle imprese verso gli Usa incombono altre problematiche ben pesanti, dopo che la Corte Suprerma degli Stati Uniti ha deciso, il 20 febbraio scorso, la cancellazione delle tariffe.

Da allora si è aperta come una voragine la questione rimborsi. In tanti si chiedono se il sistema di rimborso annunciato dalla dogana Usa, la Customs and border protection sarà davvero automatico ed efficiente. “Le aziende dovrebbero prepararsi a presentare reclami tempestivamente per accelerare i rimborsi – spiega Gabriel Monzon-Cortarelli, head of International practice group dello studio di diritto americano Becker - È possibile che si verifichino dei ritardi a causa dell'elevato numero di reclami previsti”.

Mentre il Parlamento europeo approva l’accordo Usa-Ue sui dazi, congelato a gennaio quando Trump minacciava di prendersi la Groenlandia e corredato dalla richiesta di diverse garanzie sul comportamento degli Stati Uniti, sui rapporti commerciali delle imprese verso gli Usa incombono altre problematiche ben pesanti, dopo che la Corte Suprerma degli Stati Uniti ha deciso, il 20 febbraio scorso, la cancellazione delle tariffe.

Da allora si è aperta come una voragine la questione rimborsi. In tanti si chiedono se il sistema di rimborso annunciato dalla dogana Usa, la Customs and border protection sarà davvero automatico ed efficiente. “Le aziende dovrebbero prepararsi a presentare reclami tempestivamente per accelerare i rimborsi – spiega Gabriel Monzon-Cortarelli, head of International practice group dello studio di diritto americano Becker - È possibile che si verifichino dei ritardi a causa dell'elevato numero di reclami previsti”.

Si parla tanto dell'enorme mole di dati da gestire, pari a oltre 70 milioni di dichiarazioni doganali: quali sono i principali rischi?

I rischi tecnici sono il sovraccarico del sistema e i ritardi per coloro che non dispongono attualmente di un conto ACE (il portale sicuro della dogana statunitense) o ACH (rete finanziaria statunitense che consente trasferimenti di denaro tra banche). Inoltre, i reclami richiedono dati precisi a livello di inserimento in formato .CSV, ossia Comma-Separated Values, valori separati da virgola, un tipo di file di testo utilizzato negli Usa per archiviare dati. Eventuali discrepanze nei codici del sistema armonizzato di tariffazione o nella prova di pagamento potrebbero comportare il rifiuto del reclamo o lunghe verifiche manuali.

Oltre a questo, quali incertezze regnano ancora?

Sebbene i dazi siano illegali, il diritto al rimborso non è ancora automatico per tutti. Rimane incerto, dal punto di vista legale, se la CIT, la Commissione per il Commercio Internazionale, abbia l'autorità di ordinare rimborsi 'universali' per le aziende che non hanno aderito al contenzioso. Si prevede, inoltre, che il governo Usa presenterà ricorso questo potrebbe sospendere il procedimento per mesi o anche per anni.

Quali sono i termini di tempo?

Gli importatori hanno 180 giorni dalla data di liquidazione per presentare un reclamo al CBP (Customs and Border Protection): affidarsi esclusivamente al procedimento amministrativo, senza presentare un reclamo cautelare o intentare una causa presso il CIT , il Customs and Taxation Office, potrebbe comportare la perdita dei diritti qualora l'ordinanza 'universale' venisse ribaltata in appello.

Quali sono i rischi per i rivenditori?

Prima di tutto, il rischio di "trasferimento" dei costi: azioni collettive da parte dei consumatori i quali sostengono che, poiché i costi tariffari sono stati trasferiti ai clienti, i rimborsi dovrebbero essere condivisi. Nelle recenti acquisizioni aziendali, le disposizioni fiscali standard potrebbero non definire chiaramente chi, ossia se l'acquirente o il venditore, ha diritto al rimborso, con il rischio di controversie post-chiusura.

Il fatto che l’amministrazione stia valutando di reintrodurre dazi su altre basi giuridiche rappresenta una strategia legittima?

L'utilizzo della Sezione 301 del Trade Act del 1974, anziché di un "Commerce Act" o della Sezione 232 viene percepito da sostenitori come un legittimo esercizio di autorità delegata. Il Congresso ha concesso al presidente Trump ampi poteri per affrontare pratiche commerciali estere "irragionevoli o discriminatorie" (Sezione 301) o minacce alla sicurezza nazionale (Sezione 232). L'uso di uno strumento diverso per raggiungere un obiettivo politico è spesso considerato una normale flessibilità amministrativa.

Quali passi concreti devono compiere oggi per non perdere i rimborsi le aziende italiane?

I passaggi chiave includono l'identificazione dell'importatore registrato (IOR), l'apertura di un conto ACE con funzionalità ACH, l'iscrizione ai sistemi di rimborso elettronici, il monitoraggio dello sviluppo del sistema di rimborso CAPE e l'agire prima della scadenza dei 180 giorni per presentare reclami.

Quali rischiano di essere gli errori a cui vanno incontro le aziende italiane che chiedono rimborsi?

Prima di tutto, presumere rimborsi automatici. La sentenza della Corte Suprema non attiva automaticamente il pagamento; è necessaria la presentazione di un reclamo. In secondo luogo, altro errore, mancare le scadenze di liquidazione: consentire che le importazioni vengano 'liquidate definitivamente' senza reclamo può bloccare il recupero. Terzo, affidarsi ad accordi informali: le assicurazioni verbali per il trasferimento dei dazi con gli IOR potrebbero non essere sufficienti; sono necessari accordi scritti e documentati per il recupero.

Quali potrebbero essere le conseguenze economiche e politiche di un’eventuale ondata di richieste di rimborso nei confronti del governo federale?

I rimborsi totali potrebbero raggiungere 175 miliardi di dollari, con ulteriori 10 miliardi di dollari di interessi dovuti. Logico che, tra le conseguenze economiche, vi possa essere un aumento del debito pubblico, un'inflazione più elevata e una crescita del Pil più lenta, nonché rischi legati agli audit della catena di approvvigionamento.

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