Con il gas qatarino bloccato a causa della guerra, Giorgia Meloni chiede aiuto al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, che l’accoglie tra gli stucchi del palazzo presidenziale El Mouradia di Algeri. Quella della premier è una visita lampo. Minata dalle dimissioni (all’inizio negate) di Daniela Santanchè. Nonostante gli impacci sul fronte interno, Meloni doveva esserci, per evitare contraccolpi sul fronte energetico, vista la crisi in Medio Oriente e la volontà di non riaprire in questa fase alla Russia, come invece chiede la Lega.
Cosa porta a casa la premier, in quattro ore di visita, con pranzo e fugace punto stampa (senza domande)? Eni e l’algerina Sonatrach lavorano su nuovi fronti, come lo shale gas (il gas naturale intrappolato all’in…
Con il gas qatarino bloccato a causa della guerra, Giorgia Meloni chiede aiuto al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, che l’accoglie tra gli stucchi del palazzo presidenziale El Mouradia di Algeri. Quella della premier è una visita lampo. Minata dalle dimissioni (all’inizio negate) di Daniela Santanchè. Nonostante gli impacci sul fronte interno, Meloni doveva esserci, per evitare contraccolpi sul fronte energetico, vista la crisi in Medio Oriente e la volontà di non riaprire in questa fase alla Russia, come invece chiede la Lega.
Cosa porta a casa la premier, in quattro ore di visita, con pranzo e fugace punto stampa (senza domande)? Eni e l’algerina Sonatrach lavorano su nuovi fronti, come lo shale gas (il gas naturale intrappolato all’interno di rocce sedimentarie a grande profondità, sfruttato grazie alla fratturazione idraulica) e l’esplorazione offshore. Davanti alle telecamere, la presidente del Consiglio conferma: «Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione, che è una collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali: Eni e Sonatrach. Anche lavorando su nuovi fronti come l’esplorazione off shore e questo consentirà di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia». I prezzi? «Gli algerini sono buoni amici», trapela da fonti italiane. Come dire: saranno in linea con gli attuali.
Per l’Italia non è tutto in discesa. C’è la concorrenza della Spagna. Ad Algeri è atteso a ore il ministro degli Esteri José Manuel Albares. Trasferta che mette fine a una crisi diplomatica che dura da un paio di anni e riapre un canale di forniture energetiche chiuso in fretta.
Intanto la cooperazione tra Roma e Algeri va avanti anche sul fronte delle rinnovabili e delle infrastrutture strategiche. Nel faccia a faccia si discute anche di piano Mattei (c’è un progetto per recuperare oltre 36mila ettari di terreno desertico), fino alle grandi crisi, dalla Libia che preoccupa per i migranti all’Ucraina e all’Iran. «Credo che l’ipotesi di colloqui in corso tra Washington e Teheran costituirebbe un’ottima notizia», commenta Meloni.
Con la ricerca di nuovo gas, il governo prova a smuovere la strategia contro i rincari energetici. Ma le risposte alla questione più urgente – i prezzi – si fanno attendere. Un nuovo intervento sulle accise dei carburanti non arriverà prima di aprile, in attesa di capire nel frattempo se l’extragettito Iva di marzo sarà in grado di garantire un nuovo sconto, dopo quello da 24,4 centesimi che scadrà tra due settimane.
Si capirà solo all’ultimo, a ridosso del Consiglio dei ministri atteso tra oggi e domani, se il decreto fiscale riuscirà a contenere i costi delle bollette delle imprese attingendo dai fondi di Transizione 4.0 delle aziende non in regola. Un aiuto che servirebbe anche a compensare un taglio in arrivo con il decreto energia all’esame della commissione Attività produttive della Camera.
Palazzo Chigi, Mef e Ambiente – apprende Repubblica – hanno dato il via libera agli emendamenti fotocopia di Fratelli d’Italia, Lega, FI e Noi Moderati che attenuano la riduzione degli incentivi agli impianti a bioliquidi, biogas e biomassa. A pagare il conto sono famiglie e imprese: lo sconto in bolletta promesso dal governo appena un mese fa si è già ristretto.