Terna, balzo negli investimenti sulla rete. “Consumi e data center spingono la domanda elettrica”
di Emma BonottiMILANO – Balzo negli investimenti per rafforzare la sicurezza del sistema elettrico italiano, a fronte di un contesto internazionale sempre più instabile. Terna chiude il 2025 con oltre 3,5 miliardi di euro investiti, in rialzo del 30,6% rispetto all’anno precedente, convinta che lo sviluppo della rete e delle rinnovabili sia l’unica soluzione nel medio termine per ridurre il prezzo dell’energia e la dipendenza dall’estero.
Più debito per sostenere gli investimenti
I ricavi 2025 ammontano a 4 miliardi (erano 3,68 nel 2024), di cui oltre 750 milioni riconducibili alle attività non regolate. Il margine operativo lordo migliora da 2,57 a 2,75 miliardi (+7,2%), mentre l’utile netto di gruppo sale del 4,7% a 1,1 miliardi. Cresce anche il debito, raggiungendo …
MILANO – Balzo negli investimenti per rafforzare la sicurezza del sistema elettrico italiano, a fronte di un contesto internazionale sempre più instabile. Terna chiude il 2025 con oltre 3,5 miliardi di euro investiti, in rialzo del 30,6% rispetto all’anno precedente, convinta che lo sviluppo della rete e delle rinnovabili sia l’unica soluzione nel medio termine per ridurre il prezzo dell’energia e la dipendenza dall’estero.
Più debito per sostenere gli investimenti
I ricavi 2025 ammontano a 4 miliardi (erano 3,68 nel 2024), di cui oltre 750 milioni riconducibili alle attività non regolate. Il margine operativo lordo migliora da 2,57 a 2,75 miliardi (+7,2%), mentre l’utile netto di gruppo sale del 4,7% a 1,1 miliardi. Cresce anche il debito, raggiungendo i 13 miliardi di euro (contro gli 11,16 dell’esercizio precedente) per supportare i maggiori investimenti.
Tra questi spiccano l’avanzamento del Tyrrhenian Link (il collegamento elettrico sottomarino fra Campania, Sicilia e Sardegna), del Sa.Co.I.3 (tra Toscana, Corsica e Sardegna) e dell’Adriatic Link, l’elettrodotto sottomarino fra Abruzzo e Marche. Si aggiungono, tra gli altri, gli interventi per incrementare la sicurezza e l’efficienza della rete elettrica in alta e altissima tensione nelle aree in cui si sono svolti i giochi di Milano Cortina 2026.
Cedola da quasi 40 centesimi per azione
“Forti dei risultati conseguiti nel 2025 e delle basi costruite negli anni precedenti, siamo pronti ad affrontare sfide sempre più complesse e a contribuire all'indipendenza energetica del Paese e alla sicurezza ed efficienza del sistema elettrico”, commenta l’ad, Giuseppina Di Foggia. “Siamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del piano industriale al 2028”.
Riunito per approvare i conti, il cda ha proposto un dividendo ordinario di 39,62 centesimi di euro per azione, in linea con la politica di remunerazione dei soci del gruppo.
Consumi e data center spingono la domanda elettrica
Nel 2025 Terna ha registrato una crescente domanda di energia elettrica, spinta dall’elettrificazione dei consumi e dai data center. “Le richieste di allaccio alla rete – spiega Di Foggia agli analisti – hanno raggiunto gli 80 gigawatt, confermando l’alto livello di affidabilità che gli investitori attribuiscono all’infrastruttura italiana”.
Effetti positivi dal decreto bollette
Un’ulteriore spinta dovrebbe provenire dal decreto bollette, precisa l’ad, grazie all’articolo sulla saturazione virtuale della rete. “Non ci sono reali colli di bottiglia e i 15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile venduti negli ultimi due anni ne sono la prima prova”, sottolinea. Ma le novità introdotte dal testo “dovrebbero produrre diversi effetti positivi”, accelerando i processi di connessione, semplificando le procedure amministrative e consentendo infine una pianificazione e un’allocazione del capitale più efficienti. Per le rinnovabili, inoltre, Di Foggia si aspetta una nuova asta Fer X nel 2026.
Numeri ancora in crescita nel 2026
Guardando al 2026, il management punta a raggiungere 4,41 miliardi di ricavi e un utile netto di gruppo di 1,12 miliardi, a fronte di un margine operativo lordo di 2,93 miliardi di euro. Quanto agli investimenti, l’obiettivo da centrare è circa 4,2 miliardi.