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OnlyFans che fine farà? Chi è Yekaterina Chudnovsky, la donna che deciderà il destino del sito

Moglie del defunto Leonid Radvinsky, secondo The Guardian avrebbe ereditato il controllo della società attraverso il trust di famiglia. Finora però i suoi interessi si sono concentrati su altro
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MILANO – Yekaterina Chudnovsky ama dedicarsi alla filantropia. Di origini ucraine e madre di quattro bambini, secondo alcune biografie online, nelle interviste parla del suo supporto alla ricerca contro il cancro e del suo lavoro come avvocata per una società tecnologica. Non una parola sulla pornografia. Sarà lei adesso a dettare le sorti della piattaforma che consente di vendere contenuti per adulti e che grazie a incassi record ha reso il marito miliardario prima del quarantesimo compleanno. Parliamo di OnlyFans.

Alla moglie il controllo della piattaforma

Il proprietario, Leonid Radvinsky, era malato da tempo. Con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, nel 2024 trasferì le sue azioni al trust di famiglia. Negli scorsi mesi erano in cor…

MILANO – Yekaterina Chudnovsky ama dedicarsi alla filantropia. Di origini ucraine e madre di quattro bambini, secondo alcune biografie online, nelle interviste parla del suo supporto alla ricerca contro il cancro e del suo lavoro come avvocata per una società tecnologica. Non una parola sulla pornografia. Sarà lei adesso a dettare le sorti della piattaforma che consente di vendere contenuti per adulti e che grazie a incassi record ha reso il marito miliardario prima del quarantesimo compleanno. Parliamo di OnlyFans.

Alla moglie il controllo della piattaforma

Il proprietario, Leonid Radvinsky, era malato da tempo. Con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, nel 2024 trasferì le sue azioni al trust di famiglia. Negli scorsi mesi erano in corso trattative con un fondo di investimento americano, Architect Capital, per cedere il 60% dell’azienda. Ma nessun accordo è stato raggiunto prima della morte del magnate, avvenuta la scorsa settimana all’età di 43 anni. Secondo quanto ricostruito da The Guardian, adesso Chudnovsky dovrebbe detenere attraverso il trust il controllo del sito. La partecipazione della famiglia è valutata circa 5,5 miliardi di dollari.

Un business da capogiro

Fondata nel 2016 da una famiglia di Essex, Inghilterra, OnlyFans incoraggia gli utenti, chi guarda o acquista foto e video, a pagare un abbonamento mensile ai creator, coloro che vendono contenuti, con cifre che oscillano dai 5 ai 50 dollari al mese. Radvinsky entra in scena nel 2018, rilevando la società quando era ancora relativamente piccola ma in crescita per una somma mai divulgata. Il vero cambio di passo arrivò con la pandemia.

Oggi OnlyFans connette 377,4 milioni di utenti con i 4,6 milioni di creator. In cambio, la piattaforma trattiene il 20% dei loro guadagni. Grazie alle rotonde commissioni gli affari procedono a gonfie vele: dal bilancio depositato lo scorso anno nel Regno Unito dalla società madre, la Fenix International Ltd, emergono ricavi per 1,4 miliardi di dollari con appena 46 dipendenti. Parlando con The Guardian, l’analista del settore tecnologico e dei media Benedict Evans spiega che l'azienda ha avuto successo perché il suo personale “dedica tutto il proprio tempo a pensare a sistemi di dati su larga scala, all'ottimizzazione del traffico e alle metriche di conversione, non al porno”.

Un business controverso

In principio l’iniziativa fu accolta con favore da alcune performer del settore per adulti perché permetteva loro di eliminare gli intermediari – i registi e i produttori di film pornografici – di stabilire i propri limiti su ciò che vogliono condividere online e di guadagnare denaro dalla sicurezza delle proprie camere da letto. Ma con il passare degli anni il controverso business ha attirato non poche critiche, sia per i contenuti sia per le condizioni di lavoro dei creator. Alcune – sono soprattutto donne – hanno guadagnato milioni grazie al proprio lavoro sulla piattaforma, ma gli analisti del settore stimano che la maggior parte delle persone che aprono una pagina incassi poco più di 100 sterline al mese.

“Produrre contenuti con abiti o prodotti costosi non significa per forza che con la piattaforma si diventi ricchi potendosi permettere qualsiasi cosa. La realtà è molto diversa, spesso si guadagna molto meno di quello che ci si immagina”, racconta a Repubblica Beatrice Segreti, 28 anni, uno dei volti più noti di OnlyFans in Italia. “Si legge di creator che dicono di incassare 100 mila euro al mese ma sono pochissime le realtà di questo tipo, una su un milione. Il resto, la maggior parte delle ragazze, guadagna molto ma molto meno”.

I tentativi (falliti) di diversificazione

Nel 2024 un’inchiesta di Reuters diede ragione agli oppositori: l’agenzia aveva individuato sulla piattaforma contenuti diffusi senza consenso e 26 casi di materiale pedopornografico. Da allora, il gruppo ha messo in evidenza le proprie misure di sicurezza, sottolineando di adottare una politica di tolleranza zero nei confronti dei contenuti illegali.

In più di un'occasione, OnlyFans ha cercato di allontanarsi dai contenuti per adulti, in parte mosso dalla preoccupazione che le banche tradizionali potessero interrompere la collaborazione con il sito. Cinque anni fa, ad esempio, l’azienda aveva annunciato il divieto di tutti i contenuti per adulti sessualmente espliciti, salvo poi fare marcia indietro nel giro di pochi giorni, prima ancora che il divieto fosse stato applicato. Recentemente ha lanciato un sito spin-off, denominato OFTV (OnlyFansTV), limitato a contenuti di lifestyle, fitness e cucina, nel tentativo di ampliare il proprio appeal. Per il momento, è ancora il business “tradizionale” a trainare i profitti.

Un nuovo inizio?

Adesso il colosso potrebbe essere a un nuovo punto di svolta. L’azienda ha fatto sapere che la morte del proprietario non avrà alcun impatto tangibile sulla gestione. L’amministratore delegato, Keily Blair, rimarrà al suo posto, mentre continua il periodo di esclusiva con il fondo americano. Ma la prossima mossa spetterà a Chudnovsky. Lei, che si definisce una fan di Downton Abbey e Love Actually, e che ora si trova tra le mani uno dei capisaldi della nuova industria pornografica.

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