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Sports card, la febbre dell’oro: carte da gioco che valgono milioni e conquistano anche l’Italia

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Le carte sportive non sono più solo un ricordo d’infanzia: tra crescita delle vendite, live shopping e quotazioni record, il mercato vive una nuova stagione d’oro. Italia in linea con il boom globale, mentre certificazioni e giovani talenti ridisegnano il valore delle collezioni
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Il collezionismo di carte sportive sta vivendo una fase di trasformazione profonda: da hobby nostalgico è ormai da diversi anni diventato un vero e proprio asset d’investimento alternativo, capace di attrarre collezionisti, appunto investitori e affascinare le nuove generazioni. Anche in Italia il fenomeno sta accelerando, sostenuto da piattaforme digitali e da una crescente consapevolezza del valore economico delle cards.

Secondo i dati più recenti, nel 2025 le vendite di sports card su eBay.it sono per esempio cresciute di oltre il 7%, con un interesse costante che si misura anche nelle ricerche: 34 all’ora per le carte singole e fino a 4 al minuto considerando l’intera categoria. Numeri che raccontano un mercato sen«’altro vivace…

Il collezionismo di carte sportive sta vivendo una fase di trasformazione profonda: da hobby nostalgico è ormai da diversi anni diventato un vero e proprio asset d’investimento alternativo, capace di attrarre collezionisti, appunto investitori e affascinare le nuove generazioni. Anche in Italia il fenomeno sta accelerando, sostenuto da piattaforme digitali e da una crescente consapevolezza del valore economico delle cards.

Secondo i dati più recenti, nel 2025 le vendite di sports card su eBay.it sono per esempio cresciute di oltre il 7%, con un interesse costante che si misura anche nelle ricerche: 34 all’ora per le carte singole e fino a 4 al minuto considerando l’intera categoria. Numeri che raccontano un mercato sen«’altro vivace, alimentato da una doppia leva: la passione sportiva, certo, ma anche la prospettiva di rivalutazione nel tempo.

In Italia il calcio resta senza troppe sorprese il principale motore della domanda, con nomi come Lamine Yamal, Maradona e Messi ai vertici delle ricerche. Ma il fenomeno si sta rapidamente diversificando: il basket, la Formula 1 e persino il tennis - trainato dall’effetto Jannik Sinner - stanno ampliando il bacino di collezionisti, portando nuovi segmenti di pubblico e nuove dinamiche di prezzo. Avvicinano insomma al fenomeno.

Questo fermento si inserisce in un contesto globale ancora più complesso. Il mercato mondiale delle trading card sportive vale oggi diversi miliardi di dollari - le stime più accreditate lo collocano tra i 10 e i 15 miliardi - con previsioni di crescita sostenuta nei prossimi anni grazie alla digitalizzazione e all’ingresso di nuovi investitori. Alcuni record aiutano a capire la portata del fenomeno: una rookie card autografata di Michael Jordan del 1986 ha superato i 2,7 milioni di dollari, mentre anche in Italia non mancano cifre significative, con carte che superano i 9mila dollari per singoli pezzi certificati.

Professione certificatore

Un elemento centrale di questa evoluzione è il cosiddetto “grading”, ovvero la certificazione dello stato di conservazione e dell’autenticità della carta (ne abbiamo parlato qui in relazione ai videogame). Sempre più imprescindibile nelle transazioni di valore, il grading – pratica in cui sono specializzate diverse società - trasforma le cards in oggetti comparabili a qualcosa di simile a opere da collezione, con standard condivisi e quotazioni più trasparenti. Le principali società di grading sono Psa (Professional Sports Authenticator), leader globale e riferimento per le valutazioni più alte, Bgs (Beckett Grading Services), nota per i sub-grades dettagliati, e Sgc (Sportscard Guaranty Corporation), forte soprattutto sul vintage. In crescita anche Cgc Cards, mentre per le carte di maggior valore il mercato continua a riconoscere Psa e Bgs come standard di riferimento.

A sostenere il trend contribuisce anche l’evoluzione delle modalità di acquisto. Il live shopping, ad esempio, introduce una dimensione esperienziale e comunitaria: eventi in diretta in cui collezionisti e venditori interagiscono in tempo reale, osservano i pezzi e concludono transazioni in modo immediato. Un formato che replica online le dinamiche delle aste tradizionali ma con una platea globale e mediamente più giovane.

Al traino del collezionismo

Il boom delle sports card si inserisce inoltre in una crescita più ampia del collezionismo. In Italia, secondo i dati di Assogiocattoli, il comparto dei prodotti collezionabili - che include anche le carte - è cresciuto del 37% arrivando a rappresentare il 13% del fatturato totale del settore. Un dato che evidenzia come il collezionismo sia sempre più trasversale e capace di coinvolgere pubblici diversi per età e capacità di spesa. Anche gli eventi fisici in crescita rispondono a questo interesse. Per l'anno in corso sono già infatti in calendario due appuntamenti incentrati sulle carte collezionabili (sportive e non): il CardFest di Milano, fissato per l’11 aprile che si svolgerà al Quark Hotel, vecchia sede storica del calciomercato italiano, e Collect IT, in programma il 23 maggio alla Fiera di Roma. Si tratta, in questo caso, dell’appuntamento più importante per gli appassionati di carte collezionabili in Italia che lo scorso anno ha coinvolto oltre 2mila appassionati.

Interessante anche il fattore generazionale: molti collezionisti arrivano dalle figurine tradizionali ma oggi si muovono in un ecosistema completamente diverso fatto di marketplace globali, community online e strumenti di valutazione sofisticati. Allo stesso tempo, nuovi utenti entrano attratti da fenomeni contemporanei: giovani talenti, sport emergenti e contenuti social che amplificano la visibilità delle carte più rare.

“Il mercato delle carte collezionabili sportive è un settore in forte crescita a livello globale che negli ultimi anni ha attirato non solo collezionisti storici ma anche nuovi appassionati e investitori – spiega a Repubblica Omar Aamoum, imprenditore e fondatore di SportyCards - Si tratta di un mercato guidato dalla passione per lo sport ma sempre più influenzato anche da dinamiche simili a quelle dell’arte o degli oggetti da collezione: rarità, stato di conservazione e rilevanza dell’atleta fanno la differenza nel determinare il valore di una carta. Tra le carte più ambite ci sono generalmente le rookie card, cioè le prime carte ufficiali di un atleta, soprattutto se prodotte in tirature limitate o autografate. Nel calcio, per esempio, carte rare di giocatori iconici o di grandi talenti emergenti possono raggiungere quotazioni molto alte, soprattutto se certificate da società di grading che ne attestano autenticità e qualità. Il consiglio per chi vuole avvicinarsi a questo mondo è semplice: partire dalla passione. Collezionare ciò che si ama è sempre la scelta migliore, perché il valore economico può cambiare nel tempo, ma il valore emotivo resta. Informarsi, seguire il mercato e affidarsi a venditori e piattaforme affidabili è fondamentale per costruire una collezione nel modo giusto”.

Insomma, le sports card si confermano insomma un punto di incontro tra cultura pop, sport e, sì, finanza. Non più semplici oggetti da raccogliere ma beni con una propria e a volte complessa dinamica di mercato – lo sanno bene, fuori dal comparto sportivo, gli appassionati di Pokémon - dove rarità, condizioni e storytelling dell’atleta possono fare la differenza tra pochi euro e cifre da capogiro. E dove, sempre più spesso, il collezionista assomiglia a un investitore.

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