Dopo gli ispettori crolla il titolo Bff Bank. Non bastano le rassicurazioni dell’ad Sica
di Emma BonottiLe rassicurazioni dell’amministratore delegato Giuseppe Sica non bastano a contenere le vendite: all’indomani della nomina dei commissari da parte di Banca d’Italia, Bff Bank ha dimezzato il valore di Borsa. Il titolo ha chiuso la seduta di ieri a -54,9%, portando la capitalizzazione a 270 milioni di euro. Erano oltre 2 miliardi fino a due anni fa. Il mercato ha punito anche i bond At1 convertibili, scesi di 16 centesimi a quota 78.
Le (vane) rassicurazioni del management
Dopo l’affiancamento temporaneo dei due commissari al cda, avvenuto nel fine settimana, Sica, succeduto a febbraio allo “storico” ad Massimiliano Belingheri, ha parlato agli analisti in una call straordinaria. «Nello scenario peggiore», ovvero nel caso in cui la riclassificazione di crediti a past due…
Le rassicurazioni dell’amministratore delegato Giuseppe Sica non bastano a contenere le vendite: all’indomani della nomina dei commissari da parte di Banca d’Italia, Bff Bank ha dimezzato il valore di Borsa. Il titolo ha chiuso la seduta di ieri a -54,9%, portando la capitalizzazione a 270 milioni di euro. Erano oltre 2 miliardi fino a due anni fa. Il mercato ha punito anche i bond At1 convertibili, scesi di 16 centesimi a quota 78.
Le (vane) rassicurazioni del management
Dopo l’affiancamento temporaneo dei due commissari al cda, avvenuto nel fine settimana, Sica, succeduto a febbraio allo “storico” ad Massimiliano Belingheri, ha parlato agli analisti in una call straordinaria. «Nello scenario peggiore», ovvero nel caso in cui la riclassificazione di crediti a past due (scaduti) riguardi 1,3 miliardi di esposizioni, il Total Capital Ratio si troverebbe «di pochi punti base sopra o sotto il minimo regolamentare». Tradotto, per il manager la banca resta solida.
Interrogato sulla possibilità di un aumento di capitale, l’ad ha assicurato che allo studio ci sarebbero «opzioni più semplici», come cartolarizzazioni. Adesso il lavoro del cda e dei commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto dovrà concentrarsi sul «sistema dei controlli interni e dei presidi organizzativi, con particolare riferimento ai sistemi contabili e di gestione del credito», recita la nota di domenica.
«Non voglio uscire con un bilancio dove ci sono ancora rilevanti fattori di incertezza», ha concluso Sica: l’obiettivo è fare chiarezza sugli impatti dei rilievi di Bankitalia «entro il 30 aprile», limite massimo per presentare i conti del 2025, che già includono rettifiche per 95 milioni.
Bnp Paribas sale al 3,64%
Intanto sul mercato c’è chi sfrutta i corsi azionari a sconto per arrotondare la propria quota. La francese Bnp Paribas è salita al 3,64% del capitale. Dietro questi acquisti però, precisa l’istituto, non ci sarebbe «né l’intenzione di attuare una strategia, né la volontà di esercitare un’influenza specifica sulla gestione» della banca.