Bollette, vertice Meloni-Giorgetti: allo studio nuovi aiuti a famiglie e imprese
di Giuseppe ColomboROMA - L’emergenza preme. Soprattutto si allarga. Dopo la benzina, tocca alle bollette. Quando si ritrovano a parlare dei nuovi aiuti a famiglie e imprese contro il caro energia, Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti prendono atto della necessità di ampliare il perimetro degli interventi.
A dodici giorni dal taglio delle accise sui carburanti, la premier e il ministro dell’Economia si scoprono allineati sulla strategia da adottare nei prossimi giorni. Recita grosso modo così: massima attenzione ai prezzi di luce e gas, pronti a intervenire per evitare un salasso a giugno.
I segnali negativi stanno già venendo a galla: ieri l’Arera ha certificato un aumento dell’8,1% per la bolletta elettrica dei clienti vulnerabili nel secondo trimestre. L’effetto domino è a vista. Il tim…
ROMA - L’emergenza preme. Soprattutto si allarga. Dopo la benzina, tocca alle bollette. Quando si ritrovano a parlare dei nuovi aiuti a famiglie e imprese contro il caro energia, Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti prendono atto della necessità di ampliare il perimetro degli interventi.
A dodici giorni dal taglio delle accise sui carburanti, la premier e il ministro dell’Economia si scoprono allineati sulla strategia da adottare nei prossimi giorni. Recita grosso modo così: massima attenzione ai prezzi di luce e gas, pronti a intervenire per evitare un salasso a giugno.
I segnali negativi stanno già venendo a galla: ieri l’Arera ha certificato un aumento dell’8,1% per la bolletta elettrica dei clienti vulnerabili nel secondo trimestre. L’effetto domino è a vista. Il timore è legato agli importi delle fatture estive, che saranno investite in pieno dai rincari causati dal conflitto in Medio Oriente.
Ecco perché si studia un nuovo intervento. Aggiuntivo al decreto bollette che oggi sarà votato dalla Camera (prima la fiducia, poi gli articoli) per poi passare al Senato. Il perché è presto detto: i 5 miliardi di sconti stimati a metà febbraio, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento, sono già a rischio.
Lo stesso ragionamento vale per la misura sui carburanti: l’aumento del petrolio ha bruciato 19,6 dei 24,4 centesimi di riduzione di accise e Iva, asciugando lo sconto effettivo a 4,8 centesimi. La proroga richiede altre centinaia di milioni (il taglio dal 19 marzo al 7 aprile è costato circa 500 milioni), ma un allungamento appare inevitabile. In caso contrario, infatti, il prezzo alla pompa potrebbe salire a 2,30-2,40 euro.
L’agenda dei sostegni deve misurarsi con le risorse a disposizione. A calmierare le bollette potrebbero essere i 763 milioni destinati inizialmente ai crediti d’imposta delle imprese: i fondi resterebbero sempre alle aziende, ma per il travaso serve l’ok di Confindustria.
Alla riunione della Lega, dove Giorgetti parla della necessità di «aiutare le persone», più di un dirigente del Carroccio affaccia lo scostamento di bilancio. Ma l’idea è incompatibile con l’obiettivo del deficit al 3%.
Intanto il titolare del Tesoro si fa sentire ai tavoli internazionali. Al G7 finanze-energia sottolinea la necessità di «una rapida, coordinata e proporzionata risposta politica» alle conseguenze economiche «tenendo ben presenti gli insegnamenti del 2022-2023», ai tempi dell’attacco russo in Ucraina. Chiede misure «mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso». E avverte: il caro energia è «un problema critico per le industrie energivore, che rappresentano il 20% della manifattura italiana».