Crisi energia, l’avviso di Bruxelles: “Shock prolungato, prepariamoci ai razionamenti”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Prepararsi a «un’interruzione delle forniture» che potrebbe anche rivelarsi lunga. E quindi anche a razionare energia elettrica, gas e benzina. Stavolta non è solo un allarme informale ma è stato il Commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, ha inviare una lettera ufficiale ai 27 prima del Consiglio dei ministri competenti che si è svolto ieri in videoconferenza. La guerra nel Golfo insomma si abbatte economicamente sull’Europa e sui suoi cittadini.
Conseguenze di lunga durata
Secondo Jorgensen, allora, è importante evitare «misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue». Nella missiva, inviata l’altro ieri, l’espone…
BRUXELLES – Prepararsi a «un’interruzione delle forniture» che potrebbe anche rivelarsi lunga. E quindi anche a razionare energia elettrica, gas e benzina. Stavolta non è solo un allarme informale ma è stato il Commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, ha inviare una lettera ufficiale ai 27 prima del Consiglio dei ministri competenti che si è svolto ieri in videoconferenza. La guerra nel Golfo insomma si abbatte economicamente sull’Europa e sui suoi cittadini.
Conseguenze di lunga durata
Secondo Jorgensen, allora, è importante evitare «misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue». Nella missiva, inviata l’altro ieri, l’esponente dell’esecutivo europeo esorta dunque a risparmiare nell’uso del greggio e «a valutare la possibilità di aumentare l’utilizzo dei biocarburanti, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato». È evidente che oltre a possibili problemi nella fornitura ce ne è uno anche di prezzo. Tra l’altro tutto sta avvenendo mentre i 27 iniziano a fare le scorte di metano per il prossimo inverno. Proprio per questo bisognerebbe agire in maniera coordinata per evitare che i partner si facciano concorrenza vicendevolmente.
Austerity e soluzioni europee
Per provare quindi a ridurre i consumi Jorgensen fa riferimento al recente decalogo della Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia. «Più si riuscirà a economizzare il petrolio, soprattutto il diesel – ha spiegato dopo il vertice ministeriale - tanto meglio sarà per tutti». Banalmente, allora, sarebbe meglio – come sostenuto dall’Aie - utilizzare i mezzi pubblici, guidare piano, ridurre la velocità delle auto, incentivare il telelavoro. Se poi ci fosse una vera carenza nell’approvvigionamento, allora, è già pronto il vademecum che la Commissione preparò all’inizio della guerra in Ucraina per affrontare il razionamento energetico anche per fasce orarie. «La crisi – ha avvisato Jorgensen – non sarà di breve durata, e andrà oltre la guerra, perché le infrastrutture della regione sono state distrutte. Anche se ci fosse la pace domani, non potremmo tornare alla normalità in un futuro prossimo».
Al termine del vertice di ieri, i 27 hanno cercato di rassicurare: «La nostra fornitura energetica è sicura e l’Unione europea dispone già di strumenti e norme per garantirne la stabilità». Ma le parole del Commissario restano e per questo hanno concordato «una risposta forte e coordinata» conservando l’obiettivo della transizione ecologica a fonti di energia rinnovabile. Bisogna poi tenere presente che dall’inizio del conflitto, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 50% per il petrolio, il tutto per un valore di oltre 14 miliardi di euro. Cifre impressionanti. Che rendono più difficile la vita dei cittadini nei confronti dei quali va predisposta una difesa, in particolare per i «più vulnerabili».
Anche la Gran Bretagna, inoltre, si sta apprestando a varare misure analoghe. A dimostrazione che il problema è continentale e non legato alla sola Unione europea. «L’impatto della crisi in Medio Oriente sul settore energetico italiano, allo stato attuale - ha chiarito il ministro Pichetto Fratin - non è sulla sicurezza degli approvvigionamenti di volumi di petrolio e gas ma sui prezzi. Nel caso del gnl, l’attacco ai siti produttivi di Las Raffan in Qatar ha fatto sì che i contratti di importazione di gnl presso il nostro terminale di rigassificazione di Rovigo siano stati interrotti per forza maggiore» e «si sta cercando di sostituire i volumi mancanti con gas proveniente da altre rotte». Una situazione che certo non tranquillizza.