Mps chiarisce e difende Maione: “Lista rigorosa e trasparente, nell’interesse di tutti i soci”
di Andrea GrecoMILANO – Il cda del Monte dei Paschi risponde alla nota di Iss, consulente degli investitori istituzionali nelle assemblee che ieri, pur consigliando di votare la lista del consiglio uscente, aveva criticato modi e termini della sua formazione, oltre a “bocciarne” otto nomi su 20.
"La lista del cda e i candidati che vi sono inclusi sono il risultato di un processo di selezione strutturato, rigoroso e trasparente, nell'interesse di tutti gli azionisti e che realizza un equilibrio tra continuità e rinnovamento", si legge in una lettera indirizzata ai soci della banca senese e pubblicata sul sito. "Tale processo è stato condotto con il supporto di primari advisor indipendenti dal comitato nomine in applicazione di criteri oggettivi basati sulla matri…
MILANO – Il cda del Monte dei Paschi risponde alla nota di Iss, consulente degli investitori istituzionali nelle assemblee che ieri, pur consigliando di votare la lista del consiglio uscente, aveva criticato modi e termini della sua formazione, oltre a “bocciarne” otto nomi su 20.
"La lista del cda e i candidati che vi sono inclusi sono il risultato di un processo di selezione strutturato, rigoroso e trasparente, nell'interesse di tutti gli azionisti e che realizza un equilibrio tra continuità e rinnovamento", si legge in una lettera indirizzata ai soci della banca senese e pubblicata sul sito. "Tale processo è stato condotto con il supporto di primari advisor indipendenti dal comitato nomine in applicazione di criteri oggettivi basati sulla matrice di competenze e sui requisiti 'fit & proper' ed è stato vagliato e controllato a più livelli - incluse le funzioni di controllo, il collegio sindacale".
Una prima critica verso il principale consulente dei fondi, che può rivelarsi decisivo essendo oltre il 50% del capitale Mps nelle loro mani, è di metodo: e riguarda il fatto che Iss ha espresso pesanti critiche alla lista del cda pur esortando i fondi a votarla nell’assemblea del 15 aprile, dove contenderà la maggioranza dei 15 posti in palio alla lista sfidante di Plt Holding che ha candidato l’ex ad Luigi Lovaglio.
“La raccomandazione di Iss non riflette né la solidità del processo di selezione né le effettive esigenze di governance. E non appare condivisibile, oltre a essere incoerente con l’espresso sostegno alla lista, una valutazione atomistica dei singoli candidati, e men che meno l’imputazione di rilievi di natura procedurale solo ad alcuni degli amministratori uscenti e ricandidati”. Iss, infatti, in caso la lista del cda risulti la più votata – e debba quindi sottoporsi alla seconda votazione sui singoli nomi – aveva consigliato di non votare otto candidati su 20, tra cui il presidente Nicola Maione, il capo del comitato nomine della banca Domenico Lombardi e il Alessandro Caltagirone, figlio di uno dei promotori della scalata a Mediobanca e secondo azionista con l’11,5%.
La difesa delle candidature di Maione e di Lombardi
"Nicola Maione e Domenico Lombardi rappresentano elementi qualificanti dell'assetto complessivo del cda, e come tali debbono essere considerati. La raccomandazione di voto contrario nei loro confronti finisce per incidere su figure che contribuiscono in modo significativo alla qualità e all'efficacia dell'organo amministrativo che la lista del Consiglio aspira a esprimere", continua la lettera della banca, secondo cui la conferma del presidente “costituisce un presidio essenziale di continuità in una fase particolarmente delicata: il suo percorso in Mps, avviato nel 2018, gli ha consentito di acquisire una conoscenza approfondita delle dinamiche aziendali e dei principali fattori di rischio, accompagnando il cda nelle fasi di ristrutturazione e successivo rilancio, inclusa la definizione e l'avvio del piano industriale".
Se i fondi non confermassero Maione, come suggerisce di fare Iss, “si introdurrebbe un elemento di discontinuità non necessario, con possibili riflessi sull'efficacia dell'azione consiliare”. Idem per Lombardi, che “apporta un contributo qualificato ai lavori del cda, e attraverso il ruolo di presidente del comitato nomine ha garantito un processo di selezione strutturato e un costante allineamento con le aspettative regolamentari, anche tramite l'interlocuzione con le autorità di vigilanza, inclusa la Bce”. Una sua eventuale esclusione “determinerebbe una perdita di continuità proprio in un ambito che richiede particolare stabilità in questa fase".