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Ansaldo torna in utile. Previsti due miliardi di ricavi nel 2030

Momento positivo per il mercato delle soluzioni per la generazione di energia. Forte il contributo dei servizi e delle nuove unità vendute
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MILANO – Dopo tre esercizi in rosso, Ansaldo Energia torna in utile. Il gruppo con sede a Genova chiude il 2025 con 20 milioni di euro all’ultima riga di bilancio, in un momento molto positivo per il mercato delle soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete.

Balzo nei servizi e nelle nuove unità vendute

A questo si sommano i risultati in crescita delle divisioni servizi – dalle marginalità più elevate – e new units, che riguarda la vendita di nuove turbine a gas, a vapore, di generatori e compensatori sincroni, che spesso portano con sé contratti di servicing. Gli ordini raggiungono così i 2,3 miliardi, in aumento del 24 per cento sull’anno precedente, sostenendo il balzo dei ricavi, +10% a 1,2 miliardi. Il margine operativo lordo rettificato sa…

MILANO – Dopo tre esercizi in rosso, Ansaldo Energia torna in utile. Il gruppo con sede a Genova chiude il 2025 con 20 milioni di euro all’ultima riga di bilancio, in un momento molto positivo per il mercato delle soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete.

Balzo nei servizi e nelle nuove unità vendute

A questo si sommano i risultati in crescita delle divisioni servizi – dalle marginalità più elevate – e new units, che riguarda la vendita di nuove turbine a gas, a vapore, di generatori e compensatori sincroni, che spesso portano con sé contratti di servicing. Gli ordini raggiungono così i 2,3 miliardi, in aumento del 24 per cento sull’anno precedente, sostenendo il balzo dei ricavi, +10% a 1,2 miliardi. Il margine operativo lordo rettificato sale a 140 milioni, mentre quello netto torna positivo a quota a 31. Migliora anche la liquidità e si rafforza la posizione finanziaria.

Il Europa ad Ansaldo il 42% del mercato

Il 2025 è stato un anno di consolidamento anche sotto il profilo industriale. Nel mercato europeo delle turbine a gas con frequenza 50 Hertz, Ansaldo ha raggiunto una quota del 42% (dati McCoy), davanti anche alla tedesca Siemens (41%). Diversi sono i contratti siglati anche fuori da quello che il gruppo considera il mercato “domestico” del Vecchio continente, dal Medio Oriente al Kazakistan agli Emirati. A livello mondiale, la fetta di Ansaldo è pari al 13%. Anche l’Asia è una geografia a cui il management guarda in cerca di nuove opportunità.

Previsti 2 miliardi di ricavi al 2030

La presenza sui mercati internazionali e la solidità della pipeline commerciale portano il gruppo ad alzare l’asticella per il prossimo piano industriale, prevedendo due miliardi di ricavi nel 2030. “Il piano 2026–2030 poggia su basi commerciali, industriali e finanziarie rafforzate, con un focus sulla realizzazione dei progetti nei tempi e nei costi previsti e sulla sostenibilità economica nel lungo periodo”, ha commentato l’ad Fabrizio Fabbri.

Sotto il profilo finanziario, nel prossimo quinquennio la marginalità è prevista in miglioramento grazie al contributo delle nuove unità, all’espansione dei servizi, ma anche al rafforzamento del perimetro nucleare e alle prospettive di mercato degli elettrolizzatori. Il management prevede un aumento dei flussi di cassa operativi, la riduzione dell’indebitamento finanziario netto e maggiori investimenti.

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