✕

Nomine, intesa in due tempi. Del Fante ok, nodo Leonardo

Ascolta l'audio

La tornata di rinnovi nelle partecipate inizia da Poste. Tra stasera e domani vertice di maggioranza, Di Foggia verso la conferma a Terna
1 minuti di lettura

Giorni caldi nelle stanze romane della politica per la nuova tornata di nomine nelle partecipate di Stato. Con le assemblee di aprile e maggio scadono i consigli di amministrazione di Eni, Enel, Poste, Leonardo e Terna, cioè delle grandi società quotate in Borsa.

La prima scadenza importante è quella di domani, ultimo giorno utile per presentare la lista di Poste, che tiene l’assemblea il 27 aprile. Tra stasera e domani dovrebbe quindi tenersi un vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, leader dei tre partiti di maggioranza, per confermare Matteo Del Fante nel ruolo di ad e Silvia Maria Rovere alla presidenza.

Ma non è detto, anzi al momento sembra assai improbabile, che nella stessa riunione la premier e i suoi vice trovino l’accordo anche su tutte le altre aziende. L’idea prevalente è che si proceda quindi a uno spacchettamento delle nomine tra le varie società.

I termini ultimi per il deposito delle liste da parte del Mef sono fissati al 13 aprile per Eni e Leon…

Giorni caldi nelle stanze romane della politica per la nuova tornata di nomine nelle partecipate di Stato. Con le assemblee di aprile e maggio scadono i consigli di amministrazione di Eni, Enel, Poste, Leonardo e Terna, cioè delle grandi società quotate in Borsa.

La prima scadenza importante è quella di domani, ultimo giorno utile per presentare la lista di Poste, che tiene l’assemblea il 27 aprile. Tra stasera e domani dovrebbe quindi tenersi un vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, leader dei tre partiti di maggioranza, per confermare Matteo Del Fante nel ruolo di ad e Silvia Maria Rovere alla presidenza.

Ma non è detto, anzi al momento sembra assai improbabile, che nella stessa riunione la premier e i suoi vice trovino l’accordo anche su tutte le altre aziende. L’idea prevalente è che si proceda quindi a uno spacchettamento delle nomine tra le varie società.

I termini ultimi per il deposito delle liste da parte del Mef sono fissati al 13 aprile per Eni e Leonardo, qualche giorno più tardi per Enel (il 17, proprio due giorni dopo l’altra assemblea calda di Mps) e Terna (che non ha ancora formalmente convocato l’assemblea) che riuniranno i soci entrambe il 12 maggio.

È tuttavia probabile che già dopo Pasqua i summit si intensifichino. Finora la poltrona più traballante sembrava quella di Giuseppina Di Foggia, ad di Terna, unica donna al vertice di una grande società quotata e sostenuta da Giorgia e Arianna Meloni tre anni fa. Ma al momento sembra che Di Foggia sia riuscita a respingere l’attacco di Pasqualino Monti, ad di Enav, che aspira a prendere quel posto.

Mentre non sembrano esserci problemi per la riconferma di Claudio Descalzi alla guida dell’Eni per la quinta volta, e di Flavio Cattaneo, che dovrebbe continuare a dirigere l’Enel con un secondo mandato triennale.

Cambiamenti sono attesi invece per le presidenze di Eni e Leonardo. Per la prima è in pole Andrea De Gennaro, il comandante generale della Guardia di finanza che si appresta a lasciare la guida delle Fiamme gialle (il mandato scade a maggio).

Al vertice del colosso della difesa e dell’aerospazio potrebbe approdare invece Elisabetta Belloni, l’ex direttrice del Dis. Negli ultimi giorni l’atmosfera si è scaldata anche intorno al ceo di Leonardo Roberto Cingolani. Fonti di governo riferiscono che nei giorni scorsi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, ha incontrato Alessandro Ercolani, numero uno di Rheinmetall Italia. Altre voci parlano di una possibile sostituzione di Cingolani con Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, ma questa opzione aprirebbe un problema al vertice della società di cantieristica. Di più. Meloni non è convinta che un avvicendamento ai vertici di Leonardo sia la soluzione migliore.

Leggi i commenti