Unicredit e la sfida Commerz: “Saremo una banca europea”
Giovanni PonsMilano – Unicredit approva il bilancio 2025 con un utile di 8,1 miliardi, il buyback da 4,75 miliardi, la politica di remunerazione e si prepara ad affrontare la campagna di Germania con sempre più intensità. «Accanto alla nostra strategia organica, l’offerta volontaria di scambio su Commerzbank esprime un’ambizione più ampia. Siamo fermamente convinti che l’Europa abbia bisogno di istituzioni più forti e meglio capitalizzate, e Unicredit è pronta a contribuire in modo determinante alla loro creazione», ha detto nel suo intervento all’assemblea degli azionisti il presidente della banca milanese Pier Carlo Padoan. «Rimane salda — ha aggiunto — la nostra volontà di mantenere un dialogo costruttivo con tutti gli stakeholder, con la finalità di favorire un contesto istituzionale più propizio ai processi di integrazione europea».
L’ultima mossa dell’ad Andrea Orcel in terra tedesca è stata quella di lanciare un’Ops sul 100% del capitale partendo dal 30% già posseduto, a un prezzo basso in …
Milano – Unicredit approva il bilancio 2025 con un utile di 8,1 miliardi, il buyback da 4,75 miliardi, la politica di remunerazione e si prepara ad affrontare la campagna di Germania con sempre più intensità. «Accanto alla nostra strategia organica, l’offerta volontaria di scambio su Commerzbank esprime un’ambizione più ampia. Siamo fermamente convinti che l’Europa abbia bisogno di istituzioni più forti e meglio capitalizzate, e Unicredit è pronta a contribuire in modo determinante alla loro creazione», ha detto nel suo intervento all’assemblea degli azionisti il presidente della banca milanese Pier Carlo Padoan. «Rimane salda — ha aggiunto — la nostra volontà di mantenere un dialogo costruttivo con tutti gli stakeholder, con la finalità di favorire un contesto istituzionale più propizio ai processi di integrazione europea».
L’ultima mossa dell’ad Andrea Orcel in terra tedesca è stata quella di lanciare un’Ops sul 100% del capitale partendo dal 30% già posseduto, a un prezzo basso in modo da superare ma non di molto la soglia critica che dà il via alle negoziazioni. E ora c’è tempo fino a maggio per trovare un piano che soddisfi tutti.
Il titolo Unicredit ieri ha chiuso in rialzo dell’1,7% ma il bilancio del mese di marzo è negativo del 13,3%, in linea con il settore bancario che ha sofferto lo scoppio della guerra in Iran e il balzo del prezzo del petrolio. Ma più che dai corsi di Borsa il successo dell’iniziativa in Germania dipenderà dal quadro regolatorio europeo, come dimostra il fatto che nel 2025 l’offerta lanciata da Unicredit su Banco Bpm è fallita per l’intervento a gamba tesa del governo italiano attraverso la legge sul golden power, che ora la Ue ha chiesto di cambiare. «Per l’Europa, le tensioni geopolitiche sempre più acute rendono ancor più urgente avanzare verso una forma più profonda di integrazione — ha detto ancora Padoan — non solo nei mercati finanziari, ma anche attraverso un quadro istituzionale e regolatorio più coerente, capace di sostenere la nascita e la crescita di autentici campioni paneuropei».
Nell’attesa di sapere di più dall’evolversi dei colloqui in Germania, gli azionisti di Unicredit hanno anche approvato la relazione sui compensi corrisposti nel 2025 (64,5% di “sì”). Via libera poi, tra le altre cose, anche alla politica di remunerazione 2026 (93,42%) e al sistema incentivante (96,38%). Dalla lettura del libro soci emerge la natura di public company di Unicredit: gli unici soggetti a possedere quote superiori al 3% sono i fondi Blackrock (7,62%) e Capital Research (5,333%) mentre le fondazioni possiedono complessivamente il 4% del capitale.