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Feltrinelli, l’utile sale. Sprint fuori dall’Italia

Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo (ansa)

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L’ad Carra, in un mercato editoriale che si restringe, parla di “traguardo storico”. Il gruppo punta a Spagna e Sud America
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MILANO – Nel pieno di un mercato che arretra, il gruppo Feltrinelli cresce e punta a salire ancora, anche all’estero. Nel 2025 i ricavi sono a 538,5 milioni (+1,5%), l’utile netto più che raddoppiato a 7,3 milioni, e la posizione finanziaria netta che torna in positivo dopo anni di rosso. Una traiettoria che si consolida mentre il settore editoriale italiano, secondo l’Aie, perde terreno sia a valore (-2,1%) sia a volumi (-3%). L’espansione internazionale è ovviamente obiettivo di business, ma significa anche — dice il presidente Carlo Feltrinelli — «superare i confini conosciuti per continuare a cercare, a proporre nuovi orizzonti di senso».

Feltrinelli, crescono i margini e la quota di mercato

Di «traguardo storico» per i conti appena chiusi parla Alessandra Carra, che quattro anni fa è di…

MILANO – Nel pieno di un mercato che arretra, il gruppo Feltrinelli cresce e punta a salire ancora, anche all’estero. Nel 2025 i ricavi sono a 538,5 milioni (+1,5%), l’utile netto più che raddoppiato a 7,3 milioni, e la posizione finanziaria netta che torna in positivo dopo anni di rosso. Una traiettoria che si consolida mentre il settore editoriale italiano, secondo l’Aie, perde terreno sia a valore (-2,1%) sia a volumi (-3%). L’espansione internazionale è ovviamente obiettivo di business, ma significa anche — dice il presidente Carlo Feltrinelli — «superare i confini conosciuti per continuare a cercare, a proporre nuovi orizzonti di senso».

Feltrinelli, crescono i margini e la quota di mercato

Di «traguardo storico» per i conti appena chiusi parla Alessandra Carra, che quattro anni fa è diventata ad del gruppo con il programma di rimettere al centro libri, librai e lettori — «perché il modello Feltrinelli ha dimostrato un’eccezionale capacità non solo di resistere, ma di continuare a crescere». Il cuore del gruppo resta il “Polo Canali”, cioè librerie fisiche e online, che da solo vale circa 440 milioni di fatturato e arriva a sfiorare il 20% delle vendite complessive di libri in Italia, con oltre 20 milioni di copie. Qui si gioca la partita più delicata: quella dei margini. Per anni le librerie hanno fatto volumi senza redditività; oggi, invece, portano un margine positivo tra il 5% e il 7%, segno di una riorganizzazione che negli ultimi tre anni ha inciso sui costi e sul mix di offerta. Il “Polo Contenuti”, ossia l’attività editoriale vera e propria, con dieci marchi, cresce dal 7,1% al 7,4% di quota di mercato, sebbene in valore assoluto — visto il calo di mercato — non ci siano sostanziali variazioni.

La casa editrice guarda all’estero

Ma la vera linea di sviluppo è ormai all’estero. Carra parla di «due direzioni: da una parte radicare il nostro posizionamento, dall’altra aprire nuove finestre di mercato, esplorando percorsi geografici». La Spagna, dove ci sono già cinque librerie, è il primo terreno di espansione: «Un mercato che cresce a doppia cifra», sottolinea l’ad, indicando nel mondo ispanofono la meta naturale per lo sviluppo. Qui il gruppo guarda anche all’America Latina, dove ha appena aperto la prima libreria a Montevideo e non esclude nuove aperture.

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