Gronchi: “La vera emergenza è l’impennata delle bollette. L’inflazione tornerà a correre”
di Valentina ConteNico Gronchi, presidente di Confesercenti
ROMA – «Bene la soluzione su Transizione 5.0: evitare il taglio era necessario. Ma l’emergenza vera resta l’energia: l’inflazione sta tornando a mordere e le bollette stanno esplodendo. Gli effetti su consumi e turismo si vedono già», dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti.
Presidente, è davvero chiusa la partita sul bonus 5.0?
«È un passo avanti importante. Il governo ha confermato le risorse e le ha anche rafforzate. Sarebbe stato un errore togliere fondi agli investimenti in innovazione e sostenibilità».
Che cosa è successo?
«Il governo si è trovato di fronte a una scelta tra emergenza e strumenti già programmati. Tra gli scenari possibili c’era anche il taglio del 5.0. Le imprese hanno detto che era la strada sbagliata e il governo ha corretto il tiro».
Perché il taglio vi toccava?
«Perché nel terziario gli investimenti sono diffusi: alberghi, franchising, reti. Tanti interventi sul territorio. Avrebbe creato problemi a catena».
Su che tipo di investimenti?
«Sostenibilità,…
ROMA – «Bene la soluzione su Transizione 5.0: evitare il taglio era necessario. Ma l’emergenza vera resta l’energia: l’inflazione sta tornando a mordere e le bollette stanno esplodendo. Gli effetti su consumi e turismo si vedono già», dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti.
Presidente, è davvero chiusa la partita sul bonus 5.0?
«È un passo avanti importante. Il governo ha confermato le risorse e le ha anche rafforzate. Sarebbe stato un errore togliere fondi agli investimenti in innovazione e sostenibilità».
Che cosa è successo?
«Il governo si è trovato di fronte a una scelta tra emergenza e strumenti già programmati. Tra gli scenari possibili c’era anche il taglio del 5.0. Le imprese hanno detto che era la strada sbagliata e il governo ha corretto il tiro».
Perché il taglio vi toccava?
«Perché nel terziario gli investimenti sono diffusi: alberghi, franchising, reti. Tanti interventi sul territorio. Avrebbe creato problemi a catena».
Su che tipo di investimenti?
«Sostenibilità, digitale, fotovoltaico, efficientamento. Settori su cui le imprese stanno puntando molto. Ridurre l’incentivo avrebbe frenato una trasformazione in corso».
Non basta la retromarcia?
«Il nodo vero oggi è l’energia. Negli ultimi tre mesi le imprese del terziario hanno pagato circa 800 milioni in più di bollette, oltre 300 milioni solo negli ultimi 15 giorni. Livelli pesanti».
Lo avete detto al governo?
«Abbiamo chiesto di intervenire rapidamente sulle bollette più che sulle accise, perché il rischio è che i rincari si scarichino subito su prezzi e consumi».
L’inflazione tornerà a salire?
«È molto probabile. I dati di marzo sono ancora contenuti, ma l’effetto reale degli aumenti energetici si vedrà nelle prossime settimane. Ed è un’inflazione che nasce dall’energia, più difficile da governare».
Che impatto può avere?
«Se torna tra il 2,5 e il 3%, i consumi possono ridursi di 4-5 miliardi e il Pil perdere tra 0,2 e 0,3 punti. In un’economia già debole è un rischio serio».
Cosa auspicate?
«Anche un intervento Ue. Senza una vera politica energetica comune, le conseguenze ricadranno su centinaia di milioni di consumatori europei».
Sforare il 3% di deficit serve?
«I vincoli europei non devono essere un dogma, ma neppure una scorciatoia. In emergenza si possono valutare strumenti straordinari».
Come morde la guerra sin qui?
«Nel turismo registriamo un raffreddamento di prenotazioni e oltre 100 milioni di danni da disdette. Proprio a ridosso della Pasqua che dovrebbe segnare l’avvio della stagione».
La vostra priorità?
«Mettere sotto controllo l’energia ed evitare l’esplosione dei prezzi. Da lì passa tutto: consumi, investimenti e crescita».