MILANO – Italmobiliare cambia lo statuto e rivoluziona la sua governance per proiettarsi in un’ottica più internazionale e diversificare le sue attività. La holding che fa capo alla famiglia Pesenti (47,6% del capitale) chiede all’assemblea dei soci di votare le modifiche per passare al modello monistico, eliminando quindi il collegio sindacale e istituendo un comitato di controllo interno del consiglio di amministrazione.
Dopo 9 anni cambia il cda: esce anche il presidente Zanetti
In parallelo, dopo nove anni in carica, il cda viene riformato a partire dalla presidente Laura Zanetti – che a detta dell’azionista di riferimento ha fatto uno straordinario lavoro sulla governance – anche perché molti dei consiglieri, come l’ex ministra Elsa Fornero o l’ad di Gedi (che controlla Repubblica) Mirja Cartia d’Asero, hanno perso i requisiti di indipendenza. Entranocosì alcuni nuovi amministratori di standing come Alessandra Carra, ad delle librerie Feltrinelli; Rebecca Tusa, chief of staff di …
MILANO – Italmobiliare cambia lo statuto e rivoluziona la sua governance per proiettarsi in un’ottica più internazionale e diversificare le sue attività. La holding che fa capo alla famiglia Pesenti (47,6% del capitale) chiede all’assemblea dei soci di votare le modifiche per passare al modello monistico, eliminando quindi il collegio sindacale e istituendo un comitato di controllo interno del consiglio di amministrazione.
Dopo 9 anni cambia il cda: esce anche il presidente Zanetti
In parallelo, dopo nove anni in carica, il cda viene riformato a partire dalla presidente Laura Zanetti – che a detta dell’azionista di riferimento ha fatto uno straordinario lavoro sulla governance – anche perché molti dei consiglieri, come l’ex ministra Elsa Fornero o l’ad di Gedi (che controlla Repubblica) Mirja Cartia d’Asero, hanno perso i requisiti di indipendenza. Entranocosì alcuni nuovi amministratori di standing come Alessandra Carra, ad delle librerie Feltrinelli; Rebecca Tusa, chief of staff di Unicredit, e Silvia Pezzini, economista, ex membro della Bank of England e della Hong Kong Monetary Authority. Vengono invece confermati, oltre a Carlo Pesenti, anche Livio Strazzera, Giorgio Bonomi, Luca Minoli, Roberto Pesenti e Pietro Ruffini.
Verso la nomina di un comitato del management
Dopo l’assemblea, il nuovo consiglio dovrebbe attribuire le deleghe a Carlo Pesenti, che assumerà anche la carica di presidente. Verrà quindi definito un management committee composto da quattro top manager del gruppo, chiamato a sostenere e affiancare lo stesso consigliere delegato nelle decisioni di indirizzo strategico degli investimenti, per accompagnare i lavori del cda. L’idea è quella di contribuire a un allargamento delle competenze del cda, per accompagnare un cambio di governance con un cambio di strategia. Il futuro consiglio di Italmobiliare nei prossimi anni sarà chiamato a ruotare il portafoglio delle tante partecipazioni che spaziano dal caffè Borbone, alle essenze dell’Officina profumo farmaceutica Santa Maria Novella, agli attrezzi sportivi di Tecnica, per iniziare a diversificare gli investimenti anche all’estero. Una strategia che in parallelo verrà adottata anche da Clessidra, la sgr italiana del private equity e del private debt, di cui Italmobiliare è socio di riferimento dal 2016 nonché investitore.
Pesenti a tendere lascerà le deleghe
Ma il cambio di governance servirà anche ad accompagnare un progressivo passaggio di deleghe: Carlo Pesenti nei prossimi tre anni sarà impegnato nell’individuare un amministratore delegato per ritagliarsi il ruolo di presidente, un passaggio di testimone simile a quello appena intrapreso da altre aziende familiari come il Gruppo Zegna o la Moncler di Remo Ruffini.