ROMA – Agnello e uova, di cioccolato e non, sempre più cari, colombe stabili nonostante il calo di burro e farina. La Pasqua 2026 rischia di essere più costosa per milioni di italiani, che sia a tavola con i parenti a casa o al ristorante. Colpa dell’inflazione, che si è già scaricata sul carrello della spesa. E che ora colpisce anche i prodotti tipici della tradizione pasquale.
Agnello, conigli, uova da consumo
Il prezzo degli agnelli da carne rilevato nei listini delle Camere di commercio e borse merci, rilevato da Borsa merci telematica italiana, ha mostrato una crescita rispetto allo scorso anno fino al +20% sulle diverse piazze. Il confronto con lo scorso anno, mette in evidenza una crescita, seppur più contenuta, del +5% anche per il prezzo …
ROMA – Agnello e uova, di cioccolato e non, sempre più cari, colombe stabili nonostante il calo di burro e farina. La Pasqua 2026 rischia di essere più costosa per milioni di italiani, che sia a tavola con i parenti a casa o al ristorante. Colpa dell’inflazione, che si è già scaricata sul carrello della spesa. E che ora colpisce anche i prodotti tipici della tradizione pasquale.
Agnello, conigli, uova da consumo
Il prezzo degli agnelli da carne rilevato nei listini delle Camere di commercio e borse merci, rilevato da Borsa merci telematica italiana, ha mostrato una crescita rispetto allo scorso anno fino al +20% sulle diverse piazze. Il confronto con lo scorso anno, mette in evidenza una crescita, seppur più contenuta, del +5% anche per il prezzo all'ingrosso della carne di coniglio, grazie a una domanda leggermente più vivace in vista della Pasqua ed ai rialzi osservati nelle scorse settimane nel circuito del vivo. Rialzo sostenuto, invece, per i prezzi delle uova da consumo: l'aumento rispetto alla settimana precedente la Pasqua 2025 è del +18%, legato a una disponibilità di prodotto inferiore alla domanda. I prezzi attuali (2,67 euro per le uova da allevamento a terra, taglia L), segnano una crescita ancor più ampia rispetto a due anni fa, pari ad un +43%.
Uova di cioccolato più care, colombe stabili
Brutte notizie anche per le uova di cioccolato. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori un prodotto medio di marca da 220 grammi si attestava sui 15,99 euro nel 2025. La variazione quest’anno è del 6%, un euro in più, per un costo costo medio di 16,99 euro. Prendendo in esame un uovo piccolo, di marca, da 150 grammi, l’aumento percentuale è anche maggiore: da 12,99 a 13,99 euro. Un euro di aumento, pari all'8%. Anche Udicon, nell’indagine con l’Istituto Piepoli, registra rincari simili. Un uovo di cioccolato di marca industriale può superare nel 2026 i 77 euro al chilo, contro i circa 70 euro del 2025. E questo nonostante il calo del prezzo del cacao sui mercati internazionali tra il 2024 e il 2025. Anche le colombe aumentano, ma in misura più contenuta. Gli aumenti si aggirano intorno al +3% per le versioni classiche, con prezzi medi tra 5,40 e 15,90 euro.
I rincari delle uova di Pasqua, tuttavia, non dipendono dalla guerra in Medio Oriente, spiega il portavoce Codacons, Stefano Zerbi: "Nonostante il calo delle quotazioni del cacao, i dolci a base di cioccolato continuano a costare di più perché prodotti venduti oggi nei supermercati sono stati realizzati dalle industrie alimentari con la materia prima acquistata nei mesi scorsi a prezzi elevatissimi. L'effetto Iran si avverte invece sulle altre spese alimentari di Pasqua delle famiglie: i fortissimi rialzi del gasolio e l'aumento dei costi di logistica hanno portato a rincari dei listini al dettaglio soprattutto per i prodotti freschi, dalla carne alle uova passando per frutta e verdura, beni che, come noto, viaggiano su gomma e risentono in modo diretto dei maggiori costi di trasporto".
Scendono le materie prime
Tra le materie prime utilizzate per la preparazione di piatti e dolci pasquali, i mesi recenti hanno mostrato variazioni limitate per i prezzi all'ingrosso della farina di grano tenero, un andamento che riflette la sostanziale stabilità che si è osservata per le quotazioni dei grani teneri nazionali, su cui, al momento, non si sono ripercosse le tensioni in atto nel mercato dei fertilizzanti. A marzo i prezzi della farina sono diminuiti del -1,1% rispetto a febbraio. Rispetto a un anno fa, invece, si registra un calo del -3,7%. Dopo i consistenti ribassi dei mesi scorsi, a marzo si sono rilevati dei rialzi per i prezzi all'ingrosso del burro, in aumento del +12% rispetto al mese precedente. Resta ampio il calo rispetto a un anno fa, con i prezzi attuali praticamente dimezzati (-49,7%).
Nei ristoranti sale la spesa ma scendono le prenotazioni
Saranno circa 6,2 milioni i clienti pronti a sedersi ai tavoli degli oltre 113mila ristoranti aperti in tutta Italia. La stima è del Centro Studi Fipe-Confcommercio. Pur registrando una lieve flessione delle presenze (-4,4% rispetto allo scorso anno) dovuta a comportamenti di consumo più conservativi, il comparto tiene le posizioni: la spesa complessiva si attesterà intorno ai 403 milioni di euro (+1,2%), una lieve crescita trainata principalmente dalle dinamiche inflattive più che dai volumi. "Le aspettative del settore per le feste riflettono il clima di diffusa preoccupazione, spingendo verso comportamenti di consumo attenti e più conservativi - dichiara il presidente Lino Enrico Stoppani - tuttavia, la netta prevalenza del menu tipico regionale confermano un forte legame con la tradizione sia da parte dei ristoratori sia dei consumatori".