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I rincari. Stangata sul diesel: sarà a 3 euro a giugno, colpa del super Brent

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Per i gestori non si registrano criticità sull’offerta. Jorgensen: “Effetti di lunga durata”
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Allarme prematuro o rischio concreto? Come per le altre stime sugli effetti economici della guerra in Iran, anche per l’ipotesi che il prezzo del diesel sfiori i tre euro, paventata l’altro ieri dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, la risposta non può che essere una. Dipende.

Prima di tutto, da quanto ancora durerà il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz. E in secondo luogo da come reagiranno i mercati delle materie prime, petrolio e gas, da settimane alle prese con gli attacchi militari e le continue piroette del presidente Trump.

Di certo, i numeri tracciano una strada in salita. Tra metà febbraio e metà marzo, rivelano le elaborazioni dell’Unem, il sindacato dei petrolieri, il prezzo internazionale del gasolio è raddoppiato superando l’euro al litro. Alla pompa, il valore si traduce in un prezzo industriale del diesel di circa due euro, quanto apparso sui listini dei benzinai.

Procedendo di questo passo – e senza assumere quindi ulteriori escalation o ac…

Allarme prematuro o rischio concreto? Come per le altre stime sugli effetti economici della guerra in Iran, anche per l’ipotesi che il prezzo del diesel sfiori i tre euro, paventata l’altro ieri dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, la risposta non può che essere una. Dipende.

Prima di tutto, da quanto ancora durerà il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz. E in secondo luogo da come reagiranno i mercati delle materie prime, petrolio e gas, da settimane alle prese con gli attacchi militari e le continue piroette del presidente Trump.

Di certo, i numeri tracciano una strada in salita. Tra metà febbraio e metà marzo, rivelano le elaborazioni dell’Unem, il sindacato dei petrolieri, il prezzo internazionale del gasolio è raddoppiato superando l’euro al litro. Alla pompa, il valore si traduce in un prezzo industriale del diesel di circa due euro, quanto apparso sui listini dei benzinai.

Procedendo di questo passo – e senza assumere quindi ulteriori escalation o accordi di pace, ma neanche variazioni su accise o Iva – nell’arco di due mesi le quotazioni internazionali dovrebbero raggiungere i due euro, proiettando il diesel a quota tre per giugno.

Nel caso della benzina, invece, il rincaro è meno accentuato, per cui la fatidica soglia, sempre a parità di condizioni, slitterebbe a settembre. Il dollaro al gallone - l’unità di misura del carburante - segue passo passo l’andamento del petrolio Brent, che nell’ultimo mese è salito di oltre il 40%.

E anche ieri ha messo a segno un altro +8%, portando le quotazioni sopra i 109 dollari al barile. L’effetto? Lo vedremo la prossima settimana sui prezzi alla pompa, secondo i calcoli del centro studi di Figisc Confcommercio, una delle associazioni di categoria dei benzinai.

C’è un altro aspetto del racconto, e per una volta è positivo. Nonostante gli spostamenti per il weekend pasquale, la federazione non registra criticità per mancanza di carburante sulla rete italiana. Diverso - e più cupo - è il parere del commissario Ue Dan Jorgensen.

L’Europa, ribadisce in un’intervista al Financial Times, deve prepararsi a uno shock energetico «di lunga durata» e per contenere gli effetti Bruxelles sta valutando «tutte le possibilità», tra cui il razionamento del carburante e il rilascio di maggiori quantità di petrolio dalle riserve strategiche. In questo quadro, il taglio delle accise è un’arma spuntata: allevia temporaneamente i dolori ma non basta a compensare i rincari delle materie prime.

Bollette. Per luce e gas costi annuali già oltre i 2mila euro

Non solo gas e petrolio. La fiammata delle materie prime si è già tradotta in un rincaro delle bollette. Esemplare la stangata a doppia cifra sul gas per gli utenti vulnerabili, attestata ieri dall’Arera: nel primo mese intero di guerra i prezzi sono schizzati del 19,2%. In euro, significa un balzo di 232,6 su base annua rispetto alle tariffe di febbraio. Per gli utenti vulnerabili la bolletta media del gas - stima Codacons - l’associazione dei consumatori, sale a 1.440,6 euro per famiglia, oppure oltre i due mila annui se si considerano anche le spesa per la luce, stimati intorno ai 605 euro. Assoutenti nota come le tariffe siano tornate ai livelli della crisi energetica del 2022, mentre l’agenzia Humans&Data lancia una provocazione: se l’Italia fosse oggi in linea con gli obiettivi della direttiva Case Green, l’impatto della guerra sul portafoglio delle famiglie sarebbe ridotto di oltre un terzo.

Aerei. Tempesta perfetta nei cieli, meno decolli e biglietti su

Le vacanze degli italiani rischiano di infilarsi in una tempesta perfetta. Se la domanda di voli comincia a salire in vista dell’estate, le compagnie aeree meditano un taglio dei decolli (da Ryanair, Lufthansa, Sas, United i primi annunci). Pesano il caro cherosene e la riduzione nelle forniture di questo carburante, causa guerra. Ora, la regola base dice che una forte domanda porta a un aumento dei prezzi se c’è una contestuale riduzione dell’offerta. Con meno voli, si restringerà anche la scelta. Spariscono gli orari più comodi, sono più rari i collegamenti diretti, a volte bisogna partire prima, rientrare dopo o accettare uno scalo. Il sistema è anche più rigido. Se un volo è cancellato, riproteggere i passeggeri diventa difficile, perché ci sono meno posti disponibili sui decolli successivi. Il disagio si scarica così sul viaggiatore tra attese lunghe, partenze spostate di ore, coincidenze perse.

Autobus. Turismo e trasporti locali, senza aiuti sarà paralisi

La fiammata del diesel - sempre più costoso - rovina la Pasqua alle aziende dei bus. Speravano in un aiuto mirato, che anche il secondo decreto Carburanti però nega. Soffocate da questa tenaglia, le associazioni di settore si fanno sentire. Spiegano Anav, Asstra ed Agens che il taglio delle accise - appena prolungato dal nostro governo - non aiuta i bus, alimentati dal gasolio commerciale. Un carburante che, nei quasi 35 giorni di guerra, è aumentato del 20%, con un aggravio di spesa di 40 milioni. Ora traballano i servizi di trasporto pubblico locale, di trasporto scolastico, e quelli a supporto delle ferrovie. Decine di mezzi - dice An.Bti Confcommercio - sono fermi nei depositi malgrado i tanti visitatori in giro per le feste. Anche la Cna lancia l’allarme per le 350 imprese di bus turistici di Roma che impiegano 4.000 persone. In 5 settimane, il loro fatturato si è già ridotto del 60%.

Agricoltura. Boom gasolio e fertilizzanti. Allarme Fao sulle colture

Gasolio agricolo e fertilizzanti non fermano la loro corsa. Risultato: costi insostenibili per le imprese agricole, colture a rischio e un allarme inflazione che suona sempre più forte da quando è iniziata la nuova guerra in Medio Oriente. Il gasolio agricolo ha registrato aumenti tra il 55 e il 60%, denunciano le organizzazioni dei produttori, passando da 85-90 centesimi a quota 1,45 euro al litro: dopo il credito di imposta del 20% per il mese di marzo annunciato dal governo, che soddisfa le organizzazioni, dovrebbe scendere a 1,15 euro. Sul fronte fertilizzanti basta un esempio. Il costo dell’urea – utilizzata in questo periodo sui campi di cerali – è raddoppiato: 800 euro a tonnellata. Per tutto questo, a marzo la Fao ha osservato un aumento medio del 2,4% dell’indice dei prezzi degli alimentari, su base mensile. Máximo Torero, capo economista Fao: «Se il conflitto si protrarrà oltre i 40 giorni, la superficie coltivata potrebbe ridursi».

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