✕

Eni scopre un mega giacimento di gas al largo dell’Egitto

(reuters)
Le prime stime parlano di circa 56 miliardi di metri cubi di metano. Ancora nessuna decisione presa sull’export, in ogni caso sarà una boccata d’aria per il Paese, in difficoltà a causa della guerra in Iran
2 minuti di lettura

MILANO – Prosegue la ricca stagione esplorativa dell’Eni. Il Cane a sei zampe inanella un’altra scoperta di gas e condensati in Egitto, dopo quella in Libia e i recenti accordi tra Argentina, Venezuela e Indonesia.

Circa 56 miliardi di metri cubi di gas

Il pozzo esplorativo Denise W 1 si trova nella concessione Temsah, a 70 chilometri dalle coste egiziane del Mediterraneo orientale, 95 metri di profondità e soprattutto a 10 km dalle infrastrutture esistenti, fattore che potrebbe accelerare lo sviluppo del campo. Le stime preliminari indicano circa 2 trilioni di piedi cubi di gas – circa 56 miliardi di metri cubi – inizialmente in posto (i volumi totali, compresi quelli che non potranno essere prodotti) e 130 milioni di barili di condensati associati. Come il vicino giacimento…

MILANO – Prosegue la ricca stagione esplorativa dell’Eni. Il Cane a sei zampe inanella un’altra scoperta di gas e condensati in Egitto, dopo quella in Libia e i recenti accordi tra Argentina, Venezuela e Indonesia.

Circa 56 miliardi di metri cubi di gas

Il pozzo esplorativo Denise W 1 si trova nella concessione Temsah, a 70 chilometri dalle coste egiziane del Mediterraneo orientale, 95 metri di profondità e soprattutto a 10 km dalle infrastrutture esistenti, fattore che potrebbe accelerare lo sviluppo del campo. Le stime preliminari indicano circa 2 trilioni di piedi cubi di gas – circa 56 miliardi di metri cubi – inizialmente in posto (i volumi totali, compresi quelli che non potranno essere prodotti) e 130 milioni di barili di condensati associati. Come il vicino giacimento Temsah, in produzione dal 2001, presenta un serbatoio di arenarie mineralizzate a gas di eccellente qualità, con circa 50 metri di net pay (la parte di roccia serbatoio capace di produrre idrocarburi).

La perforazione del pozzo Denise W 1 segue l’accordo vincolante firmato nel luglio 2025 con Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc) ed Egyptian Natural Gas Holding Company (Egas) per il rinnovo ventennale della concessione Temsah. La licenza di sviluppo Denise, parte della concessione, è operata da Eni e Bp con una partecipazione paritetica del 50-50. L’asset, invece, è gestito da Petrobel, la joint venture tra l’italiana ed Egpc.

Misure dure in Egitto

Il tempismo è eccellente, soprattutto per l’Egitto. Con l’intensificarsi della guerra in Iran, il Paese ha dovuto fare i conti con forniture a singhiozzo di metano da Qatar e Israele. La situazione ha spinto il Cairo a varare una serie di misure di risparmio energetico temporanee, come il coprifuoco per le attività commerciali o la riduzione dell’illuminazione stradale per tagliare la domanda elettrica. Già a marzo, spiegava allora il primo ministro Mostafa Madbouly, il conflitto aveva quasi triplicato la bolletta egiziana per l'importazione di gas naturale, passata da 560 milioni a 1,65 miliardi di dollari al mese.

Tempi rapidi, destinazione del gas ancora da definire

Nel medio periodo, la scoperta dell’Eni – che nel Paese è presente dal 1954 con una produzione di petrolio e gas propri pari a 242 mila barili equivalenti al giorno nel 2025 – potrà alleviare il caro materie prime, contribuendo a incrementare le riserve e la produzione propria.

Adesso tra le società e le istituzioni locali inizia una delicata fase di trattative su come sviluppare i giacimenti, compresa la destinazione degli idrocarburi. La prassi vuole che il Paese dove avviene il ritrovamento attinga dal nuovo campo per quanto ritiene necessario a coprire la propria domanda, per poi vendere l’eccedenza all’estero. Non è da escludersi però che prezzi alle stelle sui mercati internazionali possano convincere il Cairo a favorire l’export. La decisione finale di investimento, attesa nel giro di pochi mesi, stabilirà anche questi dettagli. Da allora, il tempo scorrerà rapido: non saranno necessari grossi lavori di ingegneria, per cui il percorso verso l’avvio della produzione dovrebbe essere breve.

Scoperto un nuovo pozzo nel Golfo di Suez

Inoltre, a stretto giro l’Egitto potrebbe beneficiare di altri volumi di idrocarburi provenienti da un nuovo pozzo scoperto nel Golfo di Suez. Dai primi test sembra che il campo possa fornire circa 2.500 barili di petrolio al giorno e 3 milioni di piedi cubi di gas, da confluire rapidamente negli impianti di produzione esistenti. La perforazione è stata condotta dalla Gulf of Suez Petroleum Company (Gupco) in collaborazione con la Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc) e il suo partner di investimento, Dragon Oil degli Emirati Arabi Uniti.

Leggi i commenti