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Bollette, carburanti e voli: i ribassi possono attendere

(ansa)

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Il ministro Urso convoca subito le compagnie: “In linea con i ribassi del greggio sui mercati internazionali si adeguino subito i prezzi alla pompa”. Ma ci vorranno settimane prima di veder tornare i valori dei distributori a quelli prima dell’inizio del conflitto. E i camionisti pensano a uno sciopero per il diesel alle stelle
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Consumi. Luce e gas, il risparmio si avvertirà soltanto nei prossimi mesi

Tanto rapida la scalata quanto lenta la discesa. Settimane di conflitto hanno infiammato le quotazioni di gas, con ricadute pesanti sulle bollette di famiglie e imprese. Basti pensare al balzo del 19,2 per cento stimato per le tariffe del gas di marzo degli utenti vulnerabili. Ieri i future al Ttf hanno lasciato sul terreno il 15%, ma tra il mercato e il portafoglio dei consumatori non c’è un ascensore diretto. «Le bollette hanno una cadenza periodica e il prezzo riflette la media dei mesi precedenti: per registrare cali servono quotazioni stabilmente “basse”, pochi giorni non bastano», commenta Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. Inoltre, il boom dei prezzi di marzo inciderà sulle bollette dei consumi di quel mese, ma le fatture arriveranno tra aprile e maggio. Tradotto, rincari e ribassi accumulano un “ritardo”. Va precisato che con l’arrivo della primavera in media aumenta i…

Consumi. Luce e gas, il risparmio si avvertirà soltanto nei prossimi mesi

Tanto rapida la scalata quanto lenta la discesa. Settimane di conflitto hanno infiammato le quotazioni di gas, con ricadute pesanti sulle bollette di famiglie e imprese. Basti pensare al balzo del 19,2 per cento stimato per le tariffe del gas di marzo degli utenti vulnerabili. Ieri i future al Ttf hanno lasciato sul terreno il 15%, ma tra il mercato e il portafoglio dei consumatori non c’è un ascensore diretto. «Le bollette hanno una cadenza periodica e il prezzo riflette la media dei mesi precedenti: per registrare cali servono quotazioni stabilmente “basse”, pochi giorni non bastano», commenta Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. Inoltre, il boom dei prezzi di marzo inciderà sulle bollette dei consumi di quel mese, ma le fatture arriveranno tra aprile e maggio. Tradotto, rincari e ribassi accumulano un “ritardo”. Va precisato che con l’arrivo della primavera in media aumenta il contributo delle fonti rinnovabili alla formazione del prezzo dell’elettricità. Energia più economica che contiene eventuali rincari del metano. Non tutti comunque registreranno il calo: chi ha un contratto a prezzo fisso sarà meno esposto ai ribassi (così come lo è stato per i rialzi) di chi ha sottoscritto una tariffa variabile.

Carburanti. Primi cali per i prezzi della benzina, per il diesel servirà più tempo

Chi si aspettava un calo rapido dei carburanti alle stazioni di rifornimento potrebbe rimanere deluso. Il primo a sgonfiarsi sarà il valore internazionale della benzina, quello cresciuto meno. Per il gasolio, invece, bisognerà essere più pazienti. Alla pompa, i listini dovranno però ancora tenere conto dei rincari della logistica, come il costo dei noli triplicato dallo scoppio della guerra. «Non vedremo uno scalino, ma una discesa ci sarà già in questi giorni», sintetizza Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’associazione italiana dei petrolieri. Intanto, il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato le compagnie per chiedere un adeguamento immediato dei prezzi alla pompa. Veniamo ai numeri: Unimpresa stima che due settimane di tregua potrebbero provocare un calo nel carburante di 8,4 centesimi al litro, con risparmi per le famiglie nell’ordine di al massimo 10 euro e di oltre 500 euro nell’autotrasporto, considerando una flotta di 10 mezzi. Molto dipenderà anche dalla rapidità con cui la produzione delle raffinerie del Golfo tornerà a regime e dalle prossime dichiarazioni dei leader. Parole e fatti: «Più che in passato, – nota Murano – i mercati si sono dimostrati sensibili alle comunicazioni del presidente Usa, Donald Trump».

Compagnie aeree. Il jet-fuel resta a livelli stellari e c’è il rischio del razionamento

L’emergenza del jet-fuel, il sofisticato cherosene che fa volare gli aerei, non è finita. «Serviranno dei mesi perché le cose tornino alla normalità», avverte Willie Walsh. Secondo il direttore generale della Iata, casa comune delle compagnie aeree, riaprire lo Stretto di Hormuz non risolve automaticamente, come per magia, le due criticità del settore. Primo problema è il prezzo stellare del jet-fuel (non frenato) mentre potrebbe manifestarsi ancora la carenza fisica del combustibile negli scali. Vediamo perché. Gli attacchi mirati degli iraniani hanno ridotto la capacità dei Paesi del Golfo Persico di raffinare il petrolio per ottenere il jet-fuel. Tra Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, le raffinerie bersagliate hanno perso capacità di raffinazione per oltre 3 milioni di barili al giorno. E riportarle in perfetto funzionamento – da Ras Tanura in Arabia a Sitrah in Bahrein – non è come cambiare una gomma bucata a un’auto. Il secondo problema è che il traffico dei mercantili lungo Hormuz non rientra nella normalità in poche ore. Hapag-Lloyd, quarta società al mondo nel trasporto container, stima serviranno fino a 8 settimane per recuperare la capacità di carico. Nell’area sarebbero ferme 1.000 navi.

Autotrasporto. I tir sono pronti alla serrata: “Bonus fiscale da 100 milioni”

I Tir minacciano di fermarsi contro il caro gasolio, ancora in agguato malgrado la tregua bellica. A minacciare la serrata è Unatras (Confartigianato) che ha già convocato un Comitato Esecutivo per il 17 aprile con il blocco del trasporto merci all’ordine del giorno della riunione. Spiega Unatras che «il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro diesel, con prezzi stabilmente oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. La dinamica — che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui per veicolo pesante — mette fuori mercato migliaia di aziende italiane». E ancora: «Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari. Ed è inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto legge sui carburanti, considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale». Unatras chiede subito quattro misure: riconoscere il bonus fiscale da 100 milioni, confermare gli aiuti alle imprese, garantire liquidità a costi calmierati e pagare più in fretta i rimborsi sulle accise.

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