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Governo in stallo sul nome del nuovo comandante della Gdf, prorogato De Gennaro

Il comandante della Guardia di finanza Andrea De Gennaro 

 (ansa)

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La scadenza è stata allungata a fine anno ma così vengono esclusi dalla corsa due favoriti come Buratti e Cuneo
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ROMA – Nessun cambio al vertice, almeno per ora. Il governo prende tempo e sceglie la strada della proroga: sei mesi in più per il comandante generale della Guardia di finanza, Andrea De Gennaro, che resterà così in carica fino al 31 dicembre. La decisione è contenuta in un emendamento al decreto sicurezza, messo a punto per ragioni tecniche, ma dalle conseguenze fortemente politiche. Non potranno ambire alla successione infatti due dei favoriti: Bruno Buratti, attuale vice di De Gennaro, e Fabrizio Cuneo, comandante interregionale dell’Italia centrale. Entrambi andranno in pensione prima della fine del prossimo mandato e, dunque, non potranno essere scelti. Nel testo, la scelta della proroga viene motivata con il contesto internazionale. Il governo richiama infatti le «esigenze connesse all’attuale straordinaria situazione geostrategica e di tensione internazionale» che renderebbero non consigliabile un cambio al vertice.

Una scelta — che sarebbe stata condivisa con il Quirinale — ch…

ROMA – Nessun cambio al vertice, almeno per ora. Il governo prende tempo e sceglie la strada della proroga: sei mesi in più per il comandante generale della Guardia di finanza, Andrea De Gennaro, che resterà così in carica fino al 31 dicembre. La decisione è contenuta in un emendamento al decreto sicurezza, messo a punto per ragioni tecniche, ma dalle conseguenze fortemente politiche. Non potranno ambire alla successione infatti due dei favoriti: Bruno Buratti, attuale vice di De Gennaro, e Fabrizio Cuneo, comandante interregionale dell’Italia centrale. Entrambi andranno in pensione prima della fine del prossimo mandato e, dunque, non potranno essere scelti. Nel testo, la scelta della proroga viene motivata con il contesto internazionale. Il governo richiama infatti le «esigenze connesse all’attuale straordinaria situazione geostrategica e di tensione internazionale» che renderebbero non consigliabile un cambio al vertice.

Una scelta — che sarebbe stata condivisa con il Quirinale — che però ha un forte aspetto pratico all’interno dell’esecutivo: consente al governo di rinviare una decisione complessa senza aprire subito un confronto che avrebbe potuto creare ulteriori tensioni. La nomina del comandante generale passa dal ministro dell’Economia, di concerto con quello della Difesa, e approda poi in Cdm, ma è un dossier che inevitabilmente incrocia gli equilibri politici. Tre anni fa, per arrivare alla scelta di De Gennaro, fu necessario un lungo lavoro di mediazione tra Giancarlo Giorgetti, Guido Crosetto e Palazzo Chigi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano che ebbe di fatto l’ultima parola. Vista la situazione attuale, non era il caso – hanno pensato a Chigi – di riaccendere un fuoco. Di più: la proroga lascia un posto libero nella catena che tradizionalmente accompagna questo tipo di nomine, tra uscite e nuovi incarichi nelle partecipate pubbliche. De Gennaro aspirava legittimamente a entrare in una grande azienda, come accadde tre anni fa per il suo predecessore, Giuseppe Zafarana, oggi in uscita da Eni. E invece resterà dov’è, almeno per i prossimi sei mesi. Mentre c’è una poltrona in più da assegnare.

Che succederà invece a dicembre nelle Fiamme gialle? Troppo presto per saperlo. Con Buratti e Cuneo fuori, i nomi più accreditati sono quelli dei generali Vito Augelli e Leandro Cuzzocrea. Così come può giocarsi le sue carte anche Francesco Greco. Più defilato Umberto Sirico, considerato vicino all’asse Giorgetti-Crosetto ma finito nelle polemiche per il caso Striano sugli accessi abusivi, attaccato in particolare dai deputati di maggioranza nella relazione della Commissione antimafia. Ma con la proroga tutto potrebbe essere rimesso in discussione: possono cambiare gli equilibri politici e i pesi specifici all’interno del corpo. La partita, insomma, non è affatto finita. Ma appena cominciata.

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