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Auto, la produzione di Stellantis in crescita nel primo trimestre (+9,5%) dopo il 2025 nero

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Trend positivo grazie ai nuovi modelli. Rimane la questione Cassino, unico stabilimento in calo (-37,4%). Uliano: "Siamo aperti a discutere se la collaborazione con Leapmotor o altri accelera modelli e porta lavoro"
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ROMA – Nel primo trimestre del 2026 la produzione di Stellantis in Italia è in recupero rispetto all'anno precedente, ma rimane la questione Cassino, il vero buco nero della rete di stabilimenti della casa guidata da Antonio Filosa. L'incremento complessivo della produzione è stato del +9,5% tra gennaio e marzo. Nel dettaglio – secondo il periodico report messo a punto dalla Fim-Cisl - sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025, anno nero per l'auto in Italia. La produzione di autovetture registra un aumento del +22%, raggiungendo 73.841 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una flessione del -5,8%, attestandosi a 46.525 unità.

Stellantis, produzion…

ROMA – Nel primo trimestre del 2026 la produzione di Stellantis in Italia è in recupero rispetto all'anno precedente, ma rimane la questione Cassino, il vero buco nero della rete di stabilimenti della casa guidata da Antonio Filosa. L'incremento complessivo della produzione è stato del +9,5% tra gennaio e marzo. Nel dettaglio – secondo il periodico report messo a punto dalla Fim-Cisl - sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025, anno nero per l'auto in Italia. La produzione di autovetture registra un aumento del +22%, raggiungendo 73.841 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una flessione del -5,8%, attestandosi a 46.525 unità.

Stellantis, produzione aumenta con 500 ibrida e Jeep Compass

Il risultato positivo delle auto è determinato in larga parte dal lancio produttivo, nell’ultimo trimestre 2025, della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. Questi modelli hanno permesso di recuperare parte delle perdite registrate nel 2025, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024. Per quanto riguarda gli stabilimenti di assemblaggio auto, solo Cassino (-37,4%) continua a perdere volumi anche rispetto al 2025. In crescita, invece: Melfi (+92,5%), Torino Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena (+583%). Lo stabilimento Sevel di Atessa, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra una flessione del -5,8% rispetto al primo trimestre 2025, dovuta principalmente all’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura.

La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023. Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. "È prevedibile che il livello produttivo sarà superiore a quello del 2025, intorno a 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila; tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato", sottolinea Ferdinando Uliano, segretario della Fim-Cisl.

Lo stabilimento di Cassino

La preoccupazione maggiore è quella per Cassino, dove i sindacati si sono ritrovati poche settimane fa per una marcia per salvare la fabbrica e dove lavorano circa 2.100 persone per un massimo di 5-6 giorni al mese. Nel primo trimestre meno di 3mila vetture fatte tra Alfa Giulia e Stelvio oltre alla Maserati Grecale. Nel 2026, con questi numeri, si arriverà a 13 mila vetture, meno delle 20 mila del 2026. Stellantis ha annunciato un modello top di gamma, ma senza dare certezze sulle tempistiche. Per Cassino, unica realtà in cui non si sono concretizzati gli impegni di adeguamento al cambio di strategia sul full electric per la piattaforma Large. "È necessario rendere operativi in tempi brevi i progetti relativi a Giulia e Stelvio, anche attraverso soluzioni innovative, anticipando il lancio del nuovo modello di alta gamma e valutando l’assegnazione di ulteriori modelli, per garantire sostenibilità produttiva e occupazionale", sottolinea Uliano.

A maggio il Piano industriale di Filosa

Molto si capirà, anche sul fronte delle alleanze con il socio cinese Leapmotor sugli stabilimenti europei e italiani, dalla presentazione del piano il 21 maggio negli Usa da parte dell'ad Filosa. "Ci aspettiamo che il nuovo piano industriale di Stellantis riveda scelte concrete e credibili, capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti gli stabilimenti italiani, cogliendo anche le opportunità legate alla revisione del regolamento europeo sulle emissioni", rimarca Uliano che si dice "aperto al fatto che la collaborazione con il socio cinese possa portare all'accelerazione di alcuni prodotti. E il Made in Europe portato avanti dalla Ue potrebbe favorire un effetto di dislocazione della produzione in alcuni siti europei". Uliano chiede anche al governo di fare la propria parte: "Individui risorse adeguate per sostenere e rilanciare l'intero comparto e la filiera dell'indotto auto".

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