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Ex Ilva, la mossa di Jindal: manager a Taranto e Genova per accelerare l’acquisto

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Il sopralluogo per verificare lo stato degli impianti. L’offerta degli indiani in vantaggio rispetto a quella di Flacks
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Jindal Steel International prova a stringere i tempi. Una delegazione della multinazionale indiana dell’acciaio, composta dai livelli più alti del management, ieri ha effettuato un sopralluogo nello stabilimento ex Ilva di Taranto. I rappresentanti della società hanno verificato lo stato degli impianti acquisendo dai commissari di Ilva spa e Acciaierie d’Italia elementi riguardanti i livelli di produzione. La missione italiana potrebbe essere propedeutica all’avvio di una trattativa in esclusiva per l’acquisizione del complesso siderurgico. Nella giornata di oggi i dirigenti di Jindal saranno a Genova e a Novi Ligure per analoghi sopralluoghi di carattere tecnico.

Anche se, allo stato, pure Flacks Group è in corsa per rilevare l’ex Ilva, l’offerta del colosso indiano appare più convin…

Jindal Steel International prova a stringere i tempi. Una delegazione della multinazionale indiana dell’acciaio, composta dai livelli più alti del management, ieri ha effettuato un sopralluogo nello stabilimento ex Ilva di Taranto. I rappresentanti della società hanno verificato lo stato degli impianti acquisendo dai commissari di Ilva spa e Acciaierie d’Italia elementi riguardanti i livelli di produzione. La missione italiana potrebbe essere propedeutica all’avvio di una trattativa in esclusiva per l’acquisizione del complesso siderurgico. Nella giornata di oggi i dirigenti di Jindal saranno a Genova e a Novi Ligure per analoghi sopralluoghi di carattere tecnico.

Anche se, allo stato, pure Flacks Group è in corsa per rilevare l’ex Ilva, l’offerta del colosso indiano appare più convincente sia sotto il profilo industriale sia sotto il profilo finanziario. A parte le dichiarazioni rassicuranti del proprietario Michael Flacks, il fondo di investimento statunitense non ha ancora fornito le garanzie necessarie a sostegno dell’offerta di acquisto. Non è escluso che nei prossimi giorni anche Flacks incontri i commissari, come ha richiesto lui stesso.

I dubbi sul piano di Jindal

Il Mimit auspica che la scelta dell’acquirente, con cui proseguire la negoziazione in esclusiva, sia effettuata entro la fine del mese. Sulla proposta di Jindal restano timori di natura industriale e occupazionale. La multinazionale indiana ha dato la disponibilità a mantenere l’attività degli stabilimenti fino alla conclusione del processo di decarbonizzazione. Le perplessità riguardano la fase successiva. Il piano di Jindal, infatti, prevede un solo forno elettrico, nello stabilimento di Taranto, con il perimetro occupazionale complessivo che dalle attuali 9.741 scenderebbe a 4.500 unità. Per gli indiani non ci sarebbe bisogno neanche di impianti di preridotto di ferro: lo farebbero arrivare dai loro stabilimenti in Oman. I commissari dal canto loro puntano a migliorare questi aspetti nel corso della trattativa.

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