MILANO – Dolce & Gabbana arruola Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e ancora prima vice presidente di Louis Vuitton dopo un lungo passato ai vertici di Prada, per rilanciare la maison milanese. Il patto di non concorrenza di Cantino con il gruppo Kering è scaduto a fine marzo, e a breve D&G dovrebbe formalizzare il suo ingresso al vertice, per accompagnare una nuova fase della griffe, che da mesi è impegnata nella strutturazione del proprio debito bancario, e che in passato ha anche sondato la possibilità di trovare un socio finanziario per una quota di minoranza. Cantino ha già lavorato con molte famiglie dell’industria della moda, ed è stato scelto dall’ad Alfonso Dolce per arricchire e completare l’organigramma della maison fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Ma le novità non finiscono qui. Stefano Gabbana, che insieme a Domenico Dolce ha fondato la griffe, farà un passo indietro dalla presidenza e vorrebbe cedere la sua quota di minoranza nella g…
MILANO – Dolce & Gabbana arruola Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e ancora prima vice presidente di Louis Vuitton dopo un lungo passato ai vertici di Prada, per rilanciare la maison milanese. Il patto di non concorrenza di Cantino con il gruppo Kering è scaduto a fine marzo, e a breve D&G dovrebbe formalizzare il suo ingresso al vertice, per accompagnare una nuova fase della griffe, che da mesi è impegnata nella strutturazione del proprio debito bancario, e che in passato ha anche sondato la possibilità di trovare un socio finanziario per una quota di minoranza. Cantino ha già lavorato con molte famiglie dell’industria della moda, ed è stato scelto dall’ad Alfonso Dolce per arricchire e completare l’organigramma della maison fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Ma le novità non finiscono qui. Stefano Gabbana, che insieme a Domenico Dolce ha fondato la griffe, farà un passo indietro dalla presidenza e vorrebbe cedere la sua quota di minoranza nella griffe, scrive Bloomberg.
Nuova governance e nuove linee di credito
Del resto anche la questione della governance delle aziende familiari, è uno dei temi attenzionato dalle banche creditrici del gruppo, che in questa fase sono impegnate in un maxi piano di rifinanziamento da 450 milioni di euro. E nel dettaglio 150 milioni sarebbero relativi ai piani di sviluppo legati soprattutto all’espansione dei negozi dedicati al beauty della griffe, mentre gli altri 300 milioni sono relativi all’operatività del gruppo che nel 2025 ha dovuto affrontare un contesto molto sfidante tra i dazi Usa e il calo delle vendite di lusso in Cina, In proposito l’azienda, che non ha bisogno di ricapitalizzarsi, ha dato mandato a Rothschild & co per negoziare con un pool di istituti di credito le migliori condizioni possibili. Il beauty - da cui nel 2025 erano attesi 700 milioni di ricavi ed è già presente in 27 Paesi- lo scorso anno ha continuato a investire con 50 nuove aperture tra cui quella nel Dubai Mall. Inoltre, anche grazie al recente contratto con EssilorLuxottica per gli occhiali della griffe – che è stato rinegoziato ed esteso fino al 2050 –l’azienda può contare su un importante flusso di royalties future. In ogni caso Dolce & Gabbana ha comunque immobili e asset che eventualmente potrebbero essere valorizzati. Secondo fonti finanziarie la nomina di Cantino sarebbe imminente, interpellata la società al riguardo si è trincerata dietro un «no comment».