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D&G cambia pelle, Cantino prende le redini

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L’ad condividerà il ruolo con Alfonso Dolce, fratello di Domenico. Va rifinanziato il debito. Ai fondatori la gestione della creatività
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MILANO - Domenico Dolce e Stefano Gabbana rinnovano l’assetto di verticedell’azienda nata nel 1985. Viene diviso il ruolo dei manager, da quello dei fondatori nonché anima creativa della maison che, a dispetto di bilanci appesantiti da anni duri per tutto il lusso, è stata scelta da Jeff Bezos e Lauren Sánchez per le nozze a Venezia dello scorso giugno, con la sfilata di settembre ripresa dal Diavolo Veste Prada 2, e che da anni veste Madonna, testimonial anche del nuovo profumo The One.

Nuova governance da lunedì: Cantino ad e Alfonso Dolce ad e presidente

D&G ha infatti scelto di dare un nuovo look anche alla governance, ma per ora resta confermata la stabilità dell’assetto proprietario, per affrontare una fase di rilancio che viaggia in parallelo a quella di una ristrutturazione del debito, che negli ultimi anni si è fatto pesante. Pertanto dopo le dimissioni dalla presidenza di Stefano Gabbana - annunciate a gennaio e confermate ieri in una nota dall’azienda- al vertice è in a…

MILANO - Domenico Dolce e Stefano Gabbana rinnovano l’assetto di verticedell’azienda nata nel 1985. Viene diviso il ruolo dei manager, da quello dei fondatori nonché anima creativa della maison che, a dispetto di bilanci appesantiti da anni duri per tutto il lusso, è stata scelta da Jeff Bezos e Lauren Sánchez per le nozze a Venezia dello scorso giugno, con la sfilata di settembre ripresa dal Diavolo Veste Prada 2, e che da anni veste Madonna, testimonial anche del nuovo profumo The One.

Nuova governance da lunedì: Cantino ad e Alfonso Dolce ad e presidente

D&G ha infatti scelto di dare un nuovo look anche alla governance, ma per ora resta confermata la stabilità dell’assetto proprietario, per affrontare una fase di rilancio che viaggia in parallelo a quella di una ristrutturazione del debito, che negli ultimi anni si è fatto pesante. Pertanto dopo le dimissioni dalla presidenza di Stefano Gabbana - annunciate a gennaio e confermate ieri in una nota dall’azienda- al vertice è in arrivo Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e ancora prima vicepresidente di Vuitton dopo un lungo passato ai vertici di Prada. Il patto di non concorrenza di Cantino con il gruppo Kering è scaduto a fine marzo, e probabilmente già lunedì 13 D&G formalizzerà il suo ingresso come ad della maison, per accompagnare una nuova fase della griffe, che è impegnata anche nella strutturazione del proprio debito bancario. Cantino ha già lavorato con molte famiglie dell’industria del lusso ed è stato scelto proprio da Alfonso Dolce per arricchire e completare l’organigramma della maison.

L’attuale ad, nonché socio della società e fratello di Domenico Dolce, dividerà il ruolo di capo azienda con Cantino e sommerà su di sé anche il ruolo di presidente finora ricoperto da Gabbana.

Stabile l’azionariato quattro banche Cdp e Sace per rifinanziare i debiti

Cambia il vertice, con i fondatori impegnati nei ruoli di creativi e di marketing, e il tandem Alfonso Dolce e Cantino alla guida, ma non cambiano l’azionariato: Dolce e Gabbana mantengono, al 50% ciascuno, l’80% del gruppo, con Alfonso e Dorotea Dolce al 20%. Del resto, anche la questione della governance delle aziende familiari è un tema caro alle banche, che in questa fase sono impegnate in un maxi rifinanziamento da 450 milioni di euro, a fronte di un bilancio 2025 che è stato chiuso a fine marzo e deve ancora essere comunicato (ma che non sarà di quelli di lusso). In proposito l’azienda, che non ha bisogno di ricapitalizzarsi, ha dato mandato a Rothschild&co per negoziare con un pool di istituti di credito le migliori condizioni possibili: tra questi c’è Banco Bpm, Bnl, il gruppo Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo ma anche Cdp e Sace (che ha messo 100 dei 450 milioni, ma garantiti al 50%). L’obiettivo è allungare le scadenze e abbassare gli oneri finanziari, prevedendo anche un progressivo rimborso delle passività. D&G si è invece resa disponibile a contribuire - qualora ce ne fosse bisogno - cedendo eventuali asset (tra cui gli immobili) e rinunciando a chiedere nuova finanza. Intanto la crescita della divisione beauty, così come i costi del mega nuovo negozio di Madison Avenue a New York saranno finanziati con le royalties delle licenze in essere e future. A cominciare da quella con EssilorLuxottica per gli occhiali – appena rinegoziata ed estesa fino al 2050 – ma anche altre già in essere (come quella con Kim Kardashian, Bacardi o Smeg) e da nuove collaborazioni in rampa di lancio (tra cui quella con un gruppo italiano delle sneaker).

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