Milano – Nella battaglia per il rinnovo del cda Mps arrivano le prime adesioni importanti per la lista Plt-Lovaglio, alternativa a quella del cda. Il fondo norvegese Norges Bank Investment, che ha una quota di poco sotto il 3% del capitale di Mps, ha dichiarato sul suo sito che all’assemblea del 15 aprile esprimerà voto favorevole per la lista Plt della famiglia Tortora con l’ex ceo Luigi Lovaglio come amministratore delegato. Il fondo motiva così il razionale di voto: «Gli azionisti dovrebbero avere il diritto di chiedere modifiche al cda quando quest’ultimo non agisce nel loro interesse». E aggiunge: «Nel votare una proposta di revoca delle responsabilità del cda, valuteremo se vi siano elementi che sollevino ragionevoli dubbi sull’operato del consiglio stesso. Prenderemo inoltre in considerazione risultati finanziari e strategici insoddisfacenti, una gestione inadeguata dei rischi, un trattamento inaccettabile delle parti interessate o conseguenze ambientali o sociali indesiderate …
Milano – Nella battaglia per il rinnovo del cda Mps arrivano le prime adesioni importanti per la lista Plt-Lovaglio, alternativa a quella del cda. Il fondo norvegese Norges Bank Investment, che ha una quota di poco sotto il 3% del capitale di Mps, ha dichiarato sul suo sito che all’assemblea del 15 aprile esprimerà voto favorevole per la lista Plt della famiglia Tortora con l’ex ceo Luigi Lovaglio come amministratore delegato. Il fondo motiva così il razionale di voto: «Gli azionisti dovrebbero avere il diritto di chiedere modifiche al cda quando quest’ultimo non agisce nel loro interesse». E aggiunge: «Nel votare una proposta di revoca delle responsabilità del cda, valuteremo se vi siano elementi che sollevino ragionevoli dubbi sull’operato del consiglio stesso. Prenderemo inoltre in considerazione risultati finanziari e strategici insoddisfacenti, una gestione inadeguata dei rischi, un trattamento inaccettabile delle parti interessate o conseguenze ambientali o sociali indesiderate derivanti dalle attività aziendali».Una presa di posizione molto dura nei confronti del processo che ha portato alla formazione della lista del cda, e che viene confermata anche con l’indicazione del fondo per la seconda votazione, individuale, prevista dalla nuova Legge Capitali. Norges infatti esprimerà voto contrario alle nomine del presidente uscente Nicola Maione, ma anche di Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Domenico Lombardi e Alessandro Caltagirone.
Sul fronte della lista del cda continano gli incontri di Maione e Palermo con i fondi, come rivelato dall’Ansa i due manager avrebbero sottolineato che il piano Mps «verrà attuato secondo le modalità già approvate dal cda e sottoposte alla Vigilanza».
A questo punto l’attenzione si sposta sugli altri azionisti forti di Mps, istituzionali e non, che non hanno ancora espresso una preferenza. Il fondo Blackrock, che ha circa il 5% di Mps, dovrebbe far sapere a breve come voterà, e così anche Vanguard. Mentre il 14 aprile si riuniranno i board di Delfin, primo azionista con il 17,5% di Mps, e di Banco Bpm che ha un 3,7 (e Anima un altro 1,6%)%, per decidere come votare.
Per Delfin la scelta è molto delicata perché in ballo c’è anche il controllo futuro di Generali. Un voto a favore della lista del cda - in cui non ha indicato neanche un consigliere - ma anche un’astensione, favorirebbe Francesco Gaetano Caltagirone che diventerebbe il principale elettore dell’ad Palermo e di Alessandro Melzi d’Eril, ad di Mediobanca, capace di indirizzare le prossime mosse sulla quota del 13,2% di Generali custodita in Piazzetta Cuccia.
Delfin ha sempre sostenuto Lovaglio sia nella Ops su Mediobanca sia sul suo piano industriale di fusione con Mps, e quindi nessuno potrebbe stupirsi per un voto a sostegno della lista Plt. Ma essendo il 17,5% posseduto da Delfin a titolo finanziario, come da autorizzazione Bce, potrebbe anche scegliere di votare la terza lista, quella dei fondi. Insomma la partita è ancora aperta e si deciderà all’inizio della prossima settimana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA