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Biglietti cari e meno navi. Anche i traghetti in crisi: “Serve aiuto dal governo”

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Il prezzo del carburante minaccia il portafoglio dei viaggiatori e Sicilia e Sardegna diventano le nuove Maldive
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ROMA – Brutte notizie per chi pensava di risolvere il problema delle vacanze imbarcandosi sul caro vecchio traghetto. Anche in questo caso il prezzo del carburante minaccia il portafoglio dei viaggiatori e Sicilia e Sardegna diventano le nuove Maldive. Almeno in termini difficoltà per raggiungerle. I rischi più probabili – a ridosso dell’estate – sono i biglietti alle stelle, la riduzione dell’offerta ma soprattutto il venir meno di alcuni collegamenti. C’è infatti il pericolo che agli armatori convenga tenere la nave ferma pagando tutti i costi di equipaggio. Le tratte più delicate sono quelle a lungo raggio, come quelle verso la Sicilia (ad esempio Genova-Palermo) e la Sardegna (Genova-Olbia).

A lanciare l’allarme sono stati Assarmatori e Confitarma che hanno ipotizzato scenari foschi se il prezzo dei carburanti dovesse rimanere alle stelle. «Il trasporto marittimo, e nello specifico il comparto dei traghetti, è un elemento essenziale per garantire la continuità territoriale in un …

ROMA – Brutte notizie per chi pensava di risolvere il problema delle vacanze imbarcandosi sul caro vecchio traghetto. Anche in questo caso il prezzo del carburante minaccia il portafoglio dei viaggiatori e Sicilia e Sardegna diventano le nuove Maldive. Almeno in termini difficoltà per raggiungerle. I rischi più probabili – a ridosso dell’estate – sono i biglietti alle stelle, la riduzione dell’offerta ma soprattutto il venir meno di alcuni collegamenti. C’è infatti il pericolo che agli armatori convenga tenere la nave ferma pagando tutti i costi di equipaggio. Le tratte più delicate sono quelle a lungo raggio, come quelle verso la Sicilia (ad esempio Genova-Palermo) e la Sardegna (Genova-Olbia).

A lanciare l’allarme sono stati Assarmatori e Confitarma che hanno ipotizzato scenari foschi se il prezzo dei carburanti dovesse rimanere alle stelle. «Il trasporto marittimo, e nello specifico il comparto dei traghetti, è un elemento essenziale per garantire la continuità territoriale in un Paese come l’Italia», hanno dichiarato il presidente di Confitarma Mario Zanetti e il presidente di Assarmatori Stefano Messina. «Per questo ci siamo rivolti al governo per chiedere interventi correttivi, che abbiamo ipotizzato in un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio per l’acquisto di carburante».

I blocchi in Calabria

Le prime proteste arrivano dal “comitato pendolari” che ha denunciato gli aumenti della compagnia Caronte & Tourist (per chi viaggia tra Sicilia e Calabria) come ingiustificabili: «Si tratta di un rincaro che pesa sulle tasche di chi ogni giorno attraversa lo Stretto per lavoro o necessità». Non sono solo i vacanzieri a lamentarsi dunque. Anzi.

Caos tra Toscana e Corsica

Regna il caos anche nei collegamenti marittimi tra la Corsica e la Toscana. Le navi dirette a Livorno non sono partite nei giorni scorsi e gli arrivi verso lo scalo toscano sono stati sospese per parecchie ore. Una situazione che ha creato disagi crescenti per turisti, lavoratori e famiglie rimaste bloccate sull’isola, in particolare nell’area di Bastia.

In questo caso a creare problemi c’è stata la mobilitazione dei pescatori corsi, che hanno scelto la linea dura contro l’aumento del prezzo del carburante deciso dal governo francese. Un rincaro che, spiegano associazioni di categoria e sindacati, rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto ittico dell’isola. La situazione però – almeno in questo caso - sembra momentaneamente risolta ed è stato raggiunto un accordo in cui si prevede di riportare i prezzi del carburante in Corsica a livello continentale, dato il dislivello di 50 centesimi a litro.

La situazione in Sardegna

Per quanto riguarda la Sardegna la raffineria di Sarroch (il principale punto di trasformazione del petrolio in carburanti per l’isola) ha contenuto l’emergenza, i prossimi tre mesi rappresentano una prova di tenuta. Il carburante raffinato a Sarroch alimenta traghetti e trasporto su gomma. È plausibile un rallentamento delle navi (slow steaming) per contenere i consumi, con tempi di percorrenza allungati fino a due ore.E intanto alcune compagnie stanno cercando soluzioni alternative: aumentare il numero di passeggeri e merci a bordo, così da distribuire i costi su più utenti e ridurre l’impatto del caro carburante.

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