✕

Pnrr all’ultima chiamata tra rincari e rischio incompiute

Ascolta l'audio

Si attendono le linee guida sull’ultimo miglio del Piano in vista della scadenza del 30 giugno. Sui cantieri aperti del Recovery pesa il caro costruzioni
4 minuti di lettura

ROMA – La scadenza del 30 giugno, giorno della fine del Pnrr, non trova in forte difficoltà le amministrazioni che, però, aspettano con una certa urgenza le linee guida sull’ultima fase del Piano, messe a punto dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi e dalla Ragioneria generale, che dovrebbero anche garantire una certa flessibilità nella rendicontazione e nel collaudo.

A pesare sull’ultimo miglio nei cantieri aperti dal Recovery il caro costruzioni: dopo l’attacco all’Iran le aziende hanno segnalato aumenti che vanno dal 30 al 70% per materiali essenziali come il bitume e i polimeri. «Stiamo ancora aspettando due miliardi per le impennate dei costi dovuti alla guerra in Ucraina – afferma la presidente dell’Ance Federica Brancaccio –. Per i casi più gravi chiediamo la possibilità di sospendere i lavori senza penali, e più in generale un po’ di respiro, per esempio che si fermi il recupero degli anticipi».

La gravità della situazione è riconosciuta anche dall’Anci: il presidente Ga…

ROMA – La scadenza del 30 giugno, giorno della fine del Pnrr, non trova in forte difficoltà le amministrazioni che, però, aspettano con una certa urgenza le linee guida sull’ultima fase del Piano, messe a punto dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi e dalla Ragioneria generale, che dovrebbero anche garantire una certa flessibilità nella rendicontazione e nel collaudo.

A pesare sull’ultimo miglio nei cantieri aperti dal Recovery il caro costruzioni: dopo l’attacco all’Iran le aziende hanno segnalato aumenti che vanno dal 30 al 70% per materiali essenziali come il bitume e i polimeri. «Stiamo ancora aspettando due miliardi per le impennate dei costi dovuti alla guerra in Ucraina – afferma la presidente dell’Ance Federica Brancaccio –. Per i casi più gravi chiediamo la possibilità di sospendere i lavori senza penali, e più in generale un po’ di respiro, per esempio che si fermi il recupero degli anticipi».

La gravità della situazione è riconosciuta anche dall’Anci: il presidente Gaetano Manfredi ha appena inviato una lettera al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al ministro per gli Affari Europei e il Pnrr Tommaso Foti per chiedere misure per garantire il completamento, proponendo anche l’accesso immediato per gli enti locali al Fondo Opere Indifferibili. Si tratta di un fondo creato nel maggio 2022 proprio per far fronte ai maggiori costi.

Gli enti territoriali sono responsabili di oltre 96 mila progetti, che valgono 47 miliardi. Secondo l’ultima rilevazione della Corte dei Conti lo stato di avanzamento medio a dicembre era del 33% del valore complessivo delle opere, con le Province in testa. L’Ance calcola che la spesa al 31 dicembre era ancora ferma a 105 miliardi, di cui 51,6 in costruzioni. Ma non mancano, come emerge dall’inchiesta condotta da Repubblica, situazioni che richiedono interventi su misura per evitare una lunga lista di “incompiute”.

MILANO

In bilico 40 milioni, nodo piste ciclabili

La Città metropolitana di Milano gestisce circa 400 milioni di euro del Pnrr, ma una quota intorno al 10%, circa 40 milioni di euro, è a rischio per ritardi nei cantieri. I problemi riguardano soprattutto alcune piste ciclabili del Biciplan e lavori nelle scuole superiori. I ritardi dipendono in gran parte da difficoltà nei rapporti con le imprese appaltatrici e da aumenti dei costi. Nonostante le criticità, i cantieri sono già avviati. «Siamo in contatto con Roma per possibili finanziamenti alternativi al Pnrr, a carico del bilancio dello Stato», spiega il vicesindaco della Città Metropolitana Francesco Vassallo.

TORINO

Biblioteca Civica ok, Regione in affanno

Il Pnrr avanza a velocità diverse tra Torino e il Piemonte. Nel capoluogo, dove sono in gioco 382 milioni di euro, tutti gli interventi programmati sono stati avviati. Il cantiere simbolo è la Biblioteca Centrale, al parco del Valentino: uno spazio pubblico tra i più grandi del mondo dedicati al libro. A livello regionale, su 1,76 miliardi per 2.039 progetti, solo il 21% è concluso o operativo secondo le stime della Corte dei conti. Le performance variano: l’istruzione è al 100%, la sanità supera il 50%, in ritardo transizione ecologica e digitalizzazione, sotto il 12%, e ferme le infrastrutture strategiche.

GENOVA

Fuori dal piano l’ospedale degli Erzelli

La partita più rilevante è quella delle infrastrutture. Il Pnrr in Liguria, infatti, ha finanziato oltre 5.800 interventi per un investimento di 12,4 miliardi di euro, gran parte delle quali assorbiti proprio dalle infrastrutture.C’è però un grande rammarico, il progetto bandiera da oltre 400 milioni diventato il grande escluso. È successo al nuovo ospedale del ponente genovese, tutto ancora da costruire sulla collina degli Erzelli. Non è chiara la formula con cui partirà. La Regione guarda alle possibili alternative di finanziamento, fondi nazionali da trasferire sul territorio o partenariato pubblico-privato.

BOLOGNA

Edilizia scolastica allo sprint finale

Le risorse destinate dal Pnrr all’Emilia-Romagna ammontano a circa 10 miliardi di euro, la metà per le costruzioni. Secondo gli ultimi dati Ance di inizio febbraio, si contavano 1.280 cantieri Pnrr aperti o già conclusi a quella data, pari al 62% del totale. Tra i dati più positivi l’edilizia scolastica dove oltre la metà dei cantieri è già concluso. Si contano comunque 782 cantieri non ancora avviati, ma per il 72% si tratta di interventi di importo inferiore al milione di euro. Grazie ai cantieri Pnrr sono attive 562 imprese, di cui il 54% emiliano-romagnole, con la creazione di 10mila posti di lavoro tra il 2017 e il 2024.

FIRENZE

Completamento al 75%, criticità sulle scuole

La Toscana conta 42 mila progetti finanziati, di cui un quarto in provincia di Firenze, per un valore complessivo di 14 miliardi. Il 75% dei progetti, ovvero circa 32 mila, sono stati terminati, o vengono valutati dalla Regione in via di conclusione, perché ad esempio in fase di collaudo. Nel complesso ne sono stati avviati il 96% di quelli previsti. Ne mancano oggi oltre 8 mila da portare a compimento e alcuni avrebbero bisogno di mesi in più: tra questi alcuni lavori di edilizia scolastica. In Toscana 5 miliardi sono stati messi su verde e transizione, 2 ciascuno su istruzione e su digitalizzazione e cultura.

NAPOLI

Bene gli asili nido ma non le case popolari

Quattro miliardi di euro, suddivisi in 4.442 progetti: la spesa in provincia è al 28% (dati OpenPnrr di ottobre). Se si guarda solo a Napoli, a febbraio la spesa sale al 35% su 745 milioni. L’avanzamento fisico dei lavori è intorno al 65% su cantieri e forniture. Buone performance per progetti su asili nido, scuole e digitalizzazione : 26 strutture al 70 %, con punte del 90. Tre gli interventi più indietro: ampliamento del deposito e officina della Linea 1 della metro a Piscinola (74 milioni): la riqualificazione di Taverna del Ferro, le case del cosiddetto Bronx (61 milioni) al 31%; il restyling dell’Opg di Materdei (17 milioni) al 24%.

BARI

Niente mercato, si accelera sui trasporti

Le Fiabe, la Rondine e La Nave saranno consegnati prima dell’estate. Gli altri quattro asili, dai nomi altrettanto fantasiosi, entro la fine dell’anno. A Bari è corsa contro il tempo per chiudere entro giugno. Ma le rinunce ci sono: come quella della Camera di commercio sul mercato ortofrutticolo di Mungivacca. Si stanno accelerando i lavori per il Brt la nuova linea di trasporto pubblico che è al 50%. L’altro grande intervento è Parco Costa Sud, la rigenerazione urbana del litorale, per un importo di 75 milioni. Al quartiere San Pio i lavori sono al 55%. Entro aprile saranno consegnati anche i 135 bus elettrici.

PALERMO

Occasione mancata, specie sul turismo

A 80 giorni alla scadenza, il Pnrr rischia di essere l’ennesimo treno mancato. Delle risorse disponibili nell’Isola, poco meno di due miliardi di euro, sono stati spesi meno di 700 milioni (il 36% delle somme totali) e rendicontato il 9% dei pagamenti. Con un paradosso: se l’Isola punta al rilancio dell’economia a partire dal settore turistico, ecco che i Beni culturali sono il fanalino di coda nell’utilizzo delle somme. Dei 66 milioni di euro disponibili per la digitalizzazione, la valorizzazione dei giardini storici, ne sono stati spesi meno di 13 milioni (il 19%) e rendicontato appena un milione e mezzo (il 2,5%).

hanno collaborato: Stefania Aoi, Marco Bettazzi, Davide Carlucci, Marina De Ghantuz Cubbe, Miriam Di Peri, Alessio Gemma, Massimo Minella, Adele Palumbo, Miriam Romano, Andrea Vivaldi

Leggi i commenti