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Il governo paracaduta Fiorini in Ita. La compagnia: “Nessuna violazione”

Benedetta Fiorini 

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La manager entra nella compagnia aerea come capo della strategia di marketing e comunicazione. Lascia l’Enac, l’ente che controlla le compagnie aeree. Per i legali il trasloco è legittimo
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ROMA - Nella cabina di comando di Ita arriva l’ex deputata leghista Benedetta Fiorini. Direttamente dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’autorità che controlla le compagnie del settore civile. Tutte. Anche quella dove la neo dirigente lavorerà d’ora in poi come capo della strategia di marketing e comunicazione.

È questo l’incarico che,ha anticipato Repubblica, le è stato conferito ieri dal cda del vettore a partecipazione pubblica (il Mef ha il 59%), ma lanciato verso la privatizzazione (i tedeschi di Lufthansa sono in predicato di arrivare al 90% delle azioni, dall’attuale 41%).

Almeno così è scritto sulla carta. La realtà, però, è assai diversa. Da un lato la guerra in Medio Oriente e il caro cherosene potrebbero rallentare la scalata tedesca a Ita (prevista per giugno, quando le armi ancora tacevano). Dall’altro, l’azionista pubblico si dimostra molto attivo. Come prova appunto la nomina di Fiorini. Che – raccontano fonti di mercato – è stata voluta «fortemente» dal govern…

ROMA - Nella cabina di comando di Ita arriva l’ex deputata leghista Benedetta Fiorini. Direttamente dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’autorità che controlla le compagnie del settore civile. Tutte. Anche quella dove la neo dirigente lavorerà d’ora in poi come capo della strategia di marketing e comunicazione.

È questo l’incarico che,ha anticipato Repubblica, le è stato conferito ieri dal cda del vettore a partecipazione pubblica (il Mef ha il 59%), ma lanciato verso la privatizzazione (i tedeschi di Lufthansa sono in predicato di arrivare al 90% delle azioni, dall’attuale 41%).

Almeno così è scritto sulla carta. La realtà, però, è assai diversa. Da un lato la guerra in Medio Oriente e il caro cherosene potrebbero rallentare la scalata tedesca a Ita (prevista per giugno, quando le armi ancora tacevano). Dall’altro, l’azionista pubblico si dimostra molto attivo. Come prova appunto la nomina di Fiorini. Che – raccontano fonti di mercato – è stata voluta «fortemente» dal governo.

La vecchia Alitalia

Con un’operazione che ricorda un po’ la stagione della vecchia Alitalia, quando la commistione tra lo Stato, azionista unico, e la società aerea si alimentava anche di nomine suggerite – eufemismo – dai partiti.

E così Fiorini, che ha un curriculum a metà tra privato (da Unicredit a Max Mara) e pubblico (ha lavorato con i governi Monti e Letta), con una lunga esperienza politica (prima in Forza Italia, poi nel Carroccio), arriva ora ai piani alti dell’ex compagnia di bandiera. Parola d’ordine: rilanciare l’identità italiana.

La nomina di Fiorini intercetta anche una questione di incompatibilità, per il trasloco da un soggetto controllore (Enac) a uno controllato (Ita). La manager e la società - che avevano ben presente il problema - si sono cautelate.

La normativa

Ita fa sapere che «le parti hanno provveduto a un approfondito, scrupoloso esame della normativa vigente in materia di pantouflage e della relativa giurisprudenza. Le conclusioni alle quali sono giunti i rispettivi legali, in modo del tutto indipendente l’uno dall’altro, hanno escluso entrambi, radicalmente, ogni violazione diretta o indiretta della stessa».

Perché? Fiorini – spiega ancora la compagnia – non ha esercitato «poteri provvedimentali o negoziali individualmente rivolti a singoli soggetti», quindi a Ita. In più, il neo incarico non attiene «in alcun modo all’ambito di competenza dell’Ente pubblico di provenienza» (l’Enac).

Trasloco legittimo, senza doppio incarico. Fiorini si è dimessa dall’Enac. Entra in Ita. Resta nella commissione degli esperti di cinema e audiovisivo del ministero di Giuli. Presto siederà anche nel cda di Eni. Sempre per volontà del governo.

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