Benetton rilancia sugli aeroporti: “Catania dopo Nizza”
dalla nostra inviata Sara BennewitzNIZZA – Mundys inaugura il nuovo terminal dell’aeroporto di Nizza, parte degli Aéroport de Côte d’Azur, un investimento da 130 milioni che permetterà al colosso delle infrastrutture controllato dalla famiglia Benetton di aumentare del 28% il numero dei passeggeri nello scalo entro il 2030, salendo a quota 18 milioni dai 14,8 milioni di fine 2025.
«In Francia abbiamo investito oltre 11 miliardi in infrastrutture, un Paese che rappresenta circa un terzo dei ricavi e il 28% del nostro margine operativo lordo consolidato – spiega Alessandro Benetton, numero uno di Mundys e presidente esecutivo di Edizione – inoltre la risposta delle autorità francesi è stata molto positiva, un riconoscimento che chiaramente ci fa piacere».
Ieri a Nizza, alla presenza del principe di Monaco Alberto II, il…
NIZZA – Mundys inaugura il nuovo terminal dell’aeroporto di Nizza, parte degli Aéroport de Côte d’Azur, un investimento da 130 milioni che permetterà al colosso delle infrastrutture controllato dalla famiglia Benetton di aumentare del 28% il numero dei passeggeri nello scalo entro il 2030, salendo a quota 18 milioni dai 14,8 milioni di fine 2025.
«In Francia abbiamo investito oltre 11 miliardi in infrastrutture, un Paese che rappresenta circa un terzo dei ricavi e il 28% del nostro margine operativo lordo consolidato – spiega Alessandro Benetton, numero uno di Mundys e presidente esecutivo di Edizione – inoltre la risposta delle autorità francesi è stata molto positiva, un riconoscimento che chiaramente ci fa piacere».
Ieri a Nizza, alla presenza del principe di Monaco Alberto II, il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot ha infatti ringraziato Mundys per i lavori fatti a Nizza, anche in termini di sostenibilità. «Siamo investitori di lungo periodo e abbiamo a cuore l’impatto e la sostenibilità delle nostre infrastrutture – aggiunge Benetton – Nei prossimi mesi guarderemo a tutte le privatizzazioni nei Paesi dove siamo e in quelli dove non siamo ancora presenti, tra cui anche quella dell’aeroporto di Catania. Lo facciamo credendo di poter dare un contributo positivo, anche in termini di emissioni».
Quanto agli Aeroporti di Roma (AdR), dove il gruppo ha un piano di investimenti da 9 miliardi, la risposta delle autorità italiane ancora non c’è. «Vogliamo alimentare un dialogo costruttivo su AdR, al fine di portare avanti un investimento che è nel nostro interesse ma anche in quello del Paese, con importanti ricadute sull’indotto, sull’occupazione e sul turismo – ricorda ancora Benetton – Tuttavia il tempo è limitato, soprattutto perché, mentre noi aspettiamo, i nostri concorrenti vanno avanti e il traffico viene dirottato su altre destinazioni diverse da Roma».
Sempre ieri Mundys ha ricevuto il via libera dal governo britannico a rilevare un altro 6,3% del tunnel sotto il canale della Manica, salendo così al 25% del capitale di Getlink e al 29,9% dei diritti di voto, ovvero al limite prima della soglia d’Opa. «Crediamo molto nelle potenzialità di Getlink, che è un’infrastruttura unica e irreplicabile – spiega Benetton – siamo felici con questa quota, non è nel nostro stile fare mosse conflittuali».
Sulla crisi in Medio Oriente, invece, la capogruppo Edizione continua a monitorare la situazione. «Al momento l’effetto sui nostri investimenti, tra cui quello nei duty free e nella ristorazione in viaggio di Avolta, è stato limitato – osserva Benetton – certo che se la situazione dovesse perdurare a lungo, inevitabilmente si ripercuoterà anche sulla crescita delle nostre infrastrutture». Infine Benetton vede nuove diversificazioni per Edizione. «Con 21 Invest abbiamo lanciato un fondo sulle rinnovabili – conclude – un settore che a differenza dei data center ci piace anche per i temi della sostenibilità».