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Rc auto, calano gli incidenti ma i premi continuano a crescere: ecco perché

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A spiegare le ragioni dei rincari delle polizze è Ivass nel bollettino statistico su 2024 e prima metà del 2025
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Cresce la raccolta premi nell’rc auto, cresce l’importo medio pagato dai clienti e, allo stesso tempo, calano anche gli incidenti. Com’è possibile? La “colpevole” individuata da Ivass è l’inflazione. Nel bollettino dedicato all’rc auto, che cita dati 2024, l’autorità fa il punto su un settore che, da diverso tempo ormai, sta provocando grattacapi agli italiani a causa dei continui rincari che registrano le tariffe.

Premi in crescita ma incidenti in calo

L’analisi spiega anzitutto che i premi raccolti dalle imprese assicurative dell’rc auto ammontano a 13 miliardi di euro, il 6,5% in più rispetto al 2023 quando hanno ricominciato a crescere, dopo alcuni anni di calo. La crescita, tra l’altro, continua anche nel primo semestre 2025 (i dati…

Cresce la raccolta premi nell’rc auto, cresce l’importo medio pagato dai clienti e, allo stesso tempo, calano anche gli incidenti. Com’è possibile? La “colpevole” individuata da Ivass è l’inflazione. Nel bollettino dedicato all’rc auto, che cita dati 2024, l’autorità fa il punto su un settore che, da diverso tempo ormai, sta provocando grattacapi agli italiani a causa dei continui rincari che registrano le tariffe.

Premi in crescita ma incidenti in calo

L’analisi spiega anzitutto che i premi raccolti dalle imprese assicurative dell’rc auto ammontano a 13 miliardi di euro, il 6,5% in più rispetto al 2023 quando hanno ricominciato a crescere, dopo alcuni anni di calo. La crescita, tra l’altro, continua anche nel primo semestre 2025 (i dati più recenti citati dal bollettino) sebbene a un ritmo inferiore: +3,8%. In un quadro in cui le immatricolazioni soffrono e il parco auto cala (dello 0,6%), l’unica spiegazione a questo aumento è la crescita dei premi, ovvero quanto pagano gli automobilisti per assicurarsi. Ivass certifica ancora una volta un rincaro: il premio medio per veicolo nel 2024 è stato di 338,5 euro, +7,1% rispetto al 2023.

Cresce anche il premio puro, che è la componente del premio che serve a coprire i costi di un eventuale incidente ed è arrivato a 270 euro (contro i 256 euro del 2023). Il premio puro esclude spese di gestione, costi di acquisizioni, profitto delle compagnie e imposte. Le assicurazioni a canale diretto (quelle esclusivamente online o telefoniche) vanno ben oltre con 302 euro, perché con queste compagnie gli automobilisti hanno una sinistrosità più alta (6%). Tutto questo è avvenuto in un anno in cui gli incidenti sono diminuiti. Nel 2024 sono stati 1,9 in totale, con una frequenza del 4,97%, mentre nei due anni precedenti superava il 5% e che, comunque, rimane ben sotto la media pre-pandemia: basti pensare che nel 2019 era del 5,89%. Dunque se gli incidenti calano - e le compagnie pagano meno risarcimenti agli automobilisti - perché il premio continua a salire?

Il virus inflazione

L’Ivass individua la causa nell’aumento del costo dei sinistri. Significa che per ogni riparazione, le compagnie pagano “strutturalmente” (termine usato da Ivass) di più a causa dell’inflazione, con pezzi di ricambio e manodopera più cari. Tradotto in cifre, nei primi sei mesi del 2025 il costo delle riparazioni è cresciuto del 5,9% su base annua. A ben vedere il grafico, dal 2020 il costo medio complessivo è in crescita costante, dopo anni di sostanziale immobilismo.

Lotta alle frodi

Le società assicurative lo ripetono da anni: se il costo dell’rc auto rimane tra i più alti in Europa è anche per colpa delle tante frodi che funestano il settore. Nel bollettino di Ivass però emergono dei segnali positivi, quantomeno sull’efficienza dei controlli che le compagnie realizzano per arginare il fenomeno. Nell’indagine infatti si legge che “nelle province con i più elevati valori della quota di sinistri a rischio frode si registrano anche i margini più elevati”. Ad esempio a Napoli i sinistri a rischio frode “sono pari al 35,4% (rispetto alla media nazionale del 10,8%) e si registra un margine medio per polizza di 136,9 euro” dove per margine si intende il guadagno della compagnia. Può sembrare contro-intuitivo, ma è il frutto di una maggiore attenzione delle società, che liquidano con maggior cautela, con importi più bassi e, se necessario, trasformando la pratica in contenzioso per rallentare o ridurre gli esborsi.

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