Sigarette, da oggi nuovi aumenti: ecco le marche coinvolte
a cura della redazione EconomiaAncora un rincaro per i fumatori, al via da oggi 15 aprile.
Sigarette, sigari e tabacco trinciato salgono un altro scalino, a un mese di distanza dall’ultimo, nell'ambito del percorso di ascesa dei prezzi fissato dal governo con l’ultima manovra che vale grossomodo 40 centesimi in tre anni.
L’aumento odierno per alcuni marchi raggiungerà i 30 centesimi a pacchetto e non si fermerà al 2026, in quanto gli aumenti delle accise sul tabacco saranno progressivi e proseguiranno fino al 2028, ricorda Assoutenti. Tra i marchi per i quali sono previsti gli aumenti, John Player Special, Gauloises e West ma anche i tabacchi trinciati Drum e Golden Virginia.
I marchi che aumentano
Il percorso della legge di bilancio
La manovra - ricorda l'associazione - prevede un aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell'importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, e ridetermina i coefficienti per il calcolo dell'accisa sui prodotti a tabacco riscaldato.
Nello specifico …
Ancora un rincaro per i fumatori, al via da oggi 15 aprile.
Sigarette, sigari e tabacco trinciato salgono un altro scalino, a un mese di distanza dall’ultimo, nell'ambito del percorso di ascesa dei prezzi fissato dal governo con l’ultima manovra che vale grossomodo 40 centesimi in tre anni.
L’aumento odierno per alcuni marchi raggiungerà i 30 centesimi a pacchetto e non si fermerà al 2026, in quanto gli aumenti delle accise sul tabacco saranno progressivi e proseguiranno fino al 2028, ricorda Assoutenti. Tra i marchi per i quali sono previsti gli aumenti, John Player Special, Gauloises e West ma anche i tabacchi trinciati Drum e Golden Virginia.
I marchi che aumentano
Il percorso della legge di bilancio
La manovra - ricorda l'associazione - prevede un aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell'importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, e ridetermina i coefficienti per il calcolo dell'accisa sui prodotti a tabacco riscaldato.
Nello specifico l'accisa sui tabacchi lavorati passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 ai 32 euro del 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028 - spiega Assoutenti - L'importo minimo dell'accisa sui sigaretti sale da 37 a 47 euro il chilogrammo convenzionale per l'anno 2026, a 49 euro per l'anno 2027 e, a decorrere dall'anno 2028 a 51 euro il chilogrammo convenzionale.
L'importo minimo dell'accisa sul trinciato (tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette) sale da 148,50 euro il chilogrammo convenzionale a 161,50 euro per l'anno 2026, a 165,50 euro per l'anno 2027 e a 169,50 euro il chilogrammo a decorrere dall'anno 2028.
Colpite anche le sigarette elettroniche: il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina è stabilito pari al 18% per l'anno 2026; 20% per l'anno 2027; 22%, a decorrere dall'anno 2028. Invece, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide senza nicotina è previsto nella seguente misura: 13% per l'anno 2026; 15% per l'anno 2027; 17% per l'anno 2028.
"Secondo le previsioni del governo l'aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l'anno 2026, 465,8 milioni per l'anno 2027 e 796,9 milioni per l'anno 2028. E' bene ricordare che la tassazione sul tabacco porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro. Speriamo che parte delle maggiori entrate siano utilizzate dal governo per potenziare misure contro i danni da fumo e incrementare la prevenzione specie in favore dei più giovani", conclude il presidente Gabriele Melluso.
Dal mercato illegale danni all’Erario per 690 milioni
Un aumento che arriva all’indomani della rilevazione presentata da Logista sul valore del mercato illegale dei prodotti da fumo e non da fumo vale il 4,8% del valore totale di mercato nel 2025 (1,2 miliardi), determinando perdite dirette per il Paese con mancate entrate erariali pari a 690 milioni. Numeri fotografati dalla terza edizione dello studio Ipsos Doxa sul fenomeno dell'illegalità dei prodotti da fumo e non da fumo: “L'utilizzo di canali non ufficiali - sottolinea il report - rappresenta un trend in crescita costante negli ultimi tre anni: 11,5% nel 2023, 12,2% nel 2024 e 13,8% nel 2025, pari a 1,8 milioni di persone”. Per il tabacco tradizionale, circa due terzi delle vendite non ufficiali passano ancora attraverso canali fisici, mentre nel caso delle sigarette elettroniche, l'illegalità corre soprattutto online, da cui proviene circa il 61% degli acquisti illeciti.