✕

Ricavi Hermès in calo nel primo trimestre, il titolo crolla a Parigi

Il colosso del lusso sconta la crisi del Medio Oriente. Il presidente esecutivo Dumas rassicura: "Manteniamo la rotta”. Crolla il titolo, che chiude con un -8,2%
1 minuti di lettura

MILANO – Anche i ricchi smettono di comprare gli orologi di Hermès, per la prima volta da anni chiude in calo disattendendo le attese degli analisti che, abituati a una serie di trimestri di crescita, avevano scommesso che anche questo volta il lusso eterno del colosso francese sarebbe stato più forte della congiunturae delle tensioni geopolitiche.

Invece tra gennaio e marzo i ricavi di Hermès sono scesi dell’1,4% a 4,07 miliardi di euro scontando un impatto negativo dei cambi di 290 milioni di euro, senza il quale la crescita sarebbe stata del 5,6%. «Anche se sono stati già implementati gli aumenti di prezzo annunciati – fa notare Luca Solca, analista globale dei beni di lusso di Bernstein – la griffe ha sofferto per la debolezza della domanda …

MILANO – Anche i ricchi smettono di comprare gli orologi di Hermès, per la prima volta da anni chiude in calo disattendendo le attese degli analisti che, abituati a una serie di trimestri di crescita, avevano scommesso che anche questo volta il lusso eterno del colosso francese sarebbe stato più forte della congiunturae delle tensioni geopolitiche.

Invece tra gennaio e marzo i ricavi di Hermès sono scesi dell’1,4% a 4,07 miliardi di euro scontando un impatto negativo dei cambi di 290 milioni di euro, senza il quale la crescita sarebbe stata del 5,6%. «Anche se sono stati già implementati gli aumenti di prezzo annunciati – fa notare Luca Solca, analista globale dei beni di lusso di Bernstein – la griffe ha sofferto per la debolezza della domanda dei turisti e per l’aumento della competizione di altri brand», tra cui Chanel che vive una fase di rinascimento.

Va detto che nel trimestre precedente il gruppo aveva riportato un fatturato record in aumento del 9,8% permettendo ai dipendenti di incassare un bonus di fine anno di 3mila euro. Sotto il profilo geografico le vendite hanno frenato soprattutto in Asia in termini di valore (-4,5% complessivo di cui il -3,9% in Giappone) ma anche in Francia (-2,8%), mentre la performance migliore è arrivata dalle Americhe (+17% a parità di cambi). Il Medio Oriente, funestato dal conflitto, ha invece accusato un calo del 6% legato soprattutto al mese di marzo. A livello merceologico, invece, il calo più marcato si è sentito nel segmento degli accessori dell’abbigliamento e degli orologi, mentre la seta (+8%) e la pelletteria (+9%) sono continuate a crescere. Segnali che portano il gruppo a confermare un 2026 in crescita.

«In un contesto geopolitico teso, Hermès mantiene la rotta, fedele alla propria strategia di lungo termine - ha commentato Axel Dumas, presidente esecutivo della maison - Forte della sua grande creatività, della qualità senza compromessi e della fedeltà dei propri clienti, Hermès prosegue con fiducia e convinzione la propria crescita profittevole nel 2026». Il mercato però punisce il titolo che è arrivato a perdere oltre il 10% nella seduta di ieri, per chiudere poi in calo dell’8,2% a 175 miliardi di capitalizzazione.

Leggi i commenti