MILANO – Con i risultati del primo trimestre ancora in calo, ma in graduale miglioramento, Kering pone le basi per la sua ripartenza. Il gruppo del lusso francese tra gennaio e marzo ha registrato ricavi in calo del 6% a 3,56 miliardi di euro – che sarebbero stati piatti a parità di cambi – con segnali molto positivi come la divisione gioielleria (+14% e +22% a parità di cambi) e altri negativi come le vendite di Gucci (-14%, ma -8% a parità di cambi e di perimetro) che vive una fase di transizione dato che la nuova collezione di Demna Gvasalia ancora non è arrivata nei negozi. Pesa poi la crisi in Medio Oriente, dove il gruppo realizza il 5% del suo fatturato, che nel trimestre ha visto i ricavi scendere dell’11% (colpa del crollo di marzo, perché gennaio e febbraio erano partiti bene).
Parte la ReconKering targata de Meo
Domani Luca de Meo annuncerà il nuovo piano industriale e illustrerà agli investitori la strategia per la sua ReconKering. «Gucci rimane la nostra priorità assolut…
MILANO – Con i risultati del primo trimestre ancora in calo, ma in graduale miglioramento, Kering pone le basi per la sua ripartenza. Il gruppo del lusso francese tra gennaio e marzo ha registrato ricavi in calo del 6% a 3,56 miliardi di euro – che sarebbero stati piatti a parità di cambi – con segnali molto positivi come la divisione gioielleria (+14% e +22% a parità di cambi) e altri negativi come le vendite di Gucci (-14%, ma -8% a parità di cambi e di perimetro) che vive una fase di transizione dato che la nuova collezione di Demna Gvasalia ancora non è arrivata nei negozi. Pesa poi la crisi in Medio Oriente, dove il gruppo realizza il 5% del suo fatturato, che nel trimestre ha visto i ricavi scendere dell’11% (colpa del crollo di marzo, perché gennaio e febbraio erano partiti bene).
Parte la ReconKering targata de Meo
Domani Luca de Meo annuncerà il nuovo piano industriale e illustrerà agli investitori la strategia per la sua ReconKering. «Gucci rimane la nostra priorità assoluta - ha commentato ieri de Meo - è in corso una trasformazione di ampia portata, fondata su interventi strutturali in termini di esperienza per il cliente, rete distributiva e, soprattutto, prodotto». Di buono c’è che Gucci continua a crescere negli Usa (+8%) e che la ristrutturazione dei negozi di proprietà (-9%) ha fatto salire i ricavi dei negozi di terzi (+2%). Tuttavia, dato che il marchio rappresenta un terzo del fatturato consolidato di Kering, il rilancio della maison e la nuova collezione di Demna saranno cruciali per imboccare la via della ripresa. Se de Meo è determinato - a dispetto di un contesto geopolitico che resta sfidante - a chiudere il 2026 in crescita e a recuperare la redditività persa negli ultimi anni, gli analisti restano scettici, perché anche questo trimestre da Gucci si aspettavano di più. Quanto agli altri marchi va segnalata la buona performance di Saint Laurent e di Brioni, quella dei gioielli di Boucheron e Pomellato (con Raselli Franco che inizierà a contribuire dal secondo semestre), e la positiva performance di Kering Eyewear (più 7% a parità di cambi).