MILANO – Il mondo della sanità privata si prepara a incrociare le braccia per lo sciopero nazionale di 24 ore previsto per il prossimo venerdì 17 aprile. Una mobilitazione per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale in un comparto che, ricordano i sindacati, in totale coinvolge 300mila lavoratori. Un settore – rimarcano le organizzazioni sindacali – che sta attraversando "un'autentica età dell'oro. Nel 2023 il fatturato complessivo ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019", si legge in una nota di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
"La capacità di generare cassa del comparto è salita a 1.105,5 milioni di euro, mentre l'utile netto è raddoppiato in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro.…
MILANO – Il mondo della sanità privata si prepara a incrociare le braccia per lo sciopero nazionale di 24 ore previsto per il prossimo venerdì 17 aprile. Una mobilitazione per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale in un comparto che, ricordano i sindacati, in totale coinvolge 300mila lavoratori. Un settore – rimarcano le organizzazioni sindacali – che sta attraversando "un'autentica età dell'oro. Nel 2023 il fatturato complessivo ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019", si legge in una nota di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
"La capacità di generare cassa del comparto è salita a 1.105,5 milioni di euro, mentre l'utile netto è raddoppiato in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro. Le aziende dispongono oggi di una liquidità impressionante che sfiora gli 1,8 miliardi di euro", aggiungono i sindacati. "Eppure, a fronte di questo boom finanziario, si continua a negare il rinnovo a chi aspetta da 8 anni nella sanità privata e da ben 14 anni nelle Rsa".
Sciopero sanità privata, le ragioni della protesta
Pesa, inoltre, la disparità di trattamento rispetto ai lavoratori del pubblico. "Un infermiere della sanità privata guadagna oggi mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del pubblico", aggiungono i sindacati. Su questo aspetto è intervenuta anche la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), che, condividendo "l'allarme lanciato dai sindacati confederali, pone l'attenzione sugli almeno 65mila infermieri impiegati nel settore privato, affinché non subiscano alcun tipo di discriminazione retributiva dalla parte datoriale".