Guardia di finanza, sindacati vs governo: «Basta slogan, sul contratto solo mance e manovre spot»
di Valentina ConteROMA – Scontro aperto tra sindacati della Guardia di finanza e governo sul rinnovo contrattuale 2025-2027. Le sigle Silf, Usif e Siaf hanno respinto la proposta del Dipartimento della funzione pubblica, annunciando lo stop a ogni incontro formale in assenza di nuovi stanziamenti per la previdenza dedicata e la specificità del comparto.
“Il governo tradisce le divise”
Il segretario generale del Silf, Francesco Zavattolo — che guida un’organizzazione di 5mila iscritti, un quinto dei 20mila finanzieri sindacalizzati — usa toni durissimi contro l’esecutivo: «Il governo tradisce le divise. Sul contratto solo parole e zero risorse. È finita l’ora della propaganda: non accettiamo più di essere usati come scenografia per i vostri slogan elettorali ment…
ROMA – Scontro aperto tra sindacati della Guardia di finanza e governo sul rinnovo contrattuale 2025-2027. Le sigle Silf, Usif e Siaf hanno respinto la proposta del Dipartimento della funzione pubblica, annunciando lo stop a ogni incontro formale in assenza di nuovi stanziamenti per la previdenza dedicata e la specificità del comparto.
“Il governo tradisce le divise”
Il segretario generale del Silf, Francesco Zavattolo — che guida un’organizzazione di 5mila iscritti, un quinto dei 20mila finanzieri sindacalizzati — usa toni durissimi contro l’esecutivo: «Il governo tradisce le divise. Sul contratto solo parole e zero risorse. È finita l’ora della propaganda: non accettiamo più di essere usati come scenografia per i vostri slogan elettorali mentre i nostri diritti non vengono rispettati e il nostro futuro previdenziale viene ipotecato dal disinteresse della politica. Mentre questo governo trova senza battere ciglio mezzo miliardo di euro per le accise, ci viene detto che per la sicurezza non ci sono soldi».
La richiesta di un contratto dignitoso
Zavattolo rincara: «È un insulto alla dignità dei finanzieri e di tutti gli appartenenti alle forze armate vedere come l’esecutivo riesca a reperire risorse ingenti per manovre spot, ignorando invece il diritto a un contratto dignitoso per chi garantisce la legalità e la protezione del Paese. Non possiamo più accettare che si faccia cassa sulle spalle di chi rischia la vita ogni giorno». Le altre sigle concordano sulla criticità delle risorse. Eliseo Taverna (Siaf) denuncia il caso dei colleghi che maturano 150 ore di straordinario ricevendone un pagamento minimo, ribadendo che senza un cambio di passo sulla previdenza ogni tavolo tecnico di qui all’estate rimarrà un «inutile esercizio formale».