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Volotea inventa i biglietti a prezzo variabile e retroattivo: “Legato alla quotazione del greggio”

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Il vettore spagnolo a basso costo si riserva di correggere il costo del viaggio a 7 giorni della partenza collegandolo al valore del petrolio Brent al barile. Ecco come funziona il meccanismo
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ROMA – Volotea prova a cambiare una delle regole più consolidate del trasporto aereo: il prezzo del biglietto non è più davvero definitivo nemmeno dopo l’acquisto. La compagnia spagnola vuole ritoccare il costo del volo a ridosso della partenza, in aumento ma anche in diminuzione, legandolo all’andamento del mercato del carburante. E l’aggiustamento successivo può colpire anche prenotazioni già confermate e pagate. Il modello si chiama “Fair Travel Promise” e, precisa Volotea, si applica alle prenotazioni effettuate dal 16 marzo 2026. Questa regola – altra condizione – vale solo se hai comprato il biglietto almeno 8 giorni prima del volo. Se lo compri 7 giorni prima o meno, il meccanismo non si attiva.

Sette giorni prima

In concreto, la novità funziona così. Sette giorni prima del volo, la compagnia verifica l’andamento del prezzo del carburante prendendo a riferimento una quotazione media compresa tra i 65 e i 75 dol…

ROMA – Volotea prova a cambiare una delle regole più consolidate del trasporto aereo: il prezzo del biglietto non è più davvero definitivo nemmeno dopo l’acquisto. La compagnia spagnola vuole ritoccare il costo del volo a ridosso della partenza, in aumento ma anche in diminuzione, legandolo all’andamento del mercato del carburante. E l’aggiustamento successivo può colpire anche prenotazioni già confermate e pagate. Il modello si chiama “Fair Travel Promise” e, precisa Volotea, si applica alle prenotazioni effettuate dal 16 marzo 2026. Questa regola – altra condizione – vale solo se hai comprato il biglietto almeno 8 giorni prima del volo. Se lo compri 7 giorni prima o meno, il meccanismo non si attiva.

Sette giorni prima

In concreto, la novità funziona così. Sette giorni prima del volo, la compagnia verifica l’andamento del prezzo del carburante prendendo a riferimento una quotazione media compresa tra i 65 e i 75 dollari a barile. Se la variazione nel costo supera determinate soglie, può scattare un adeguamento del biglietto con una diminuzione, ma anche con un aumento fino a 14 euro.

La compagnia precisa anche che, qualora l’applicazione del meccanismo produca una riduzione del prezzo, il rimborso verrà effettuato. Invece, in caso di aumento, il passeggero riceverà una comunicazione almeno 7 giorni prima del volo con il link per completare il pagamento.

La rinuncia

La compagnia sostiene di voler evitare sovrapprezzi arbitrari e fissi, sostituendoli con un sistema dichiarato più trasparente e simmetrico.

Per rendere più digeribile la formula, Volotea affianca al nuovo schema il servizio Flex senza costi aggiuntivi per le prenotazioni interessate (“salvo eventuale differenza tariffaria”). Significa che il cliente può cambiare il volo o cancellare fino a quattro ore prima della partenza, ricevendo un credito Volotea per uso futuro.
Sul piano industriale, la decisione nasce dalla forte volatilità energetica e, secondo Volotea, dalla guerra in Medio Oriente “che si è aggravata dal 28 febbraio”. Ma sul piano simbolico il passaggio è più profondo: per una low cost, toccare il prezzo dopo la vendita significa spostare una parte del rischio di mercato sul cliente, pur dentro limiti prefissati.

Le altre compagnie

È qui che il modello può aprire una discussione ampia nell’aviazione europea. Se questa formula dovesse reggere senza provocare una fuga dei passeggeri, altre compagnie potrebbero essere tentate di studiare strumenti simili.

Resta quindi un doppio messaggio. Da una parte Volotea presenta la misura come temporanea, eccezionale e più equa di un sovrapprezzo rigido. Dall’altra, però, introduce un principio che fino a oggi appariva quasi intoccabile: un biglietto aereo acquistato non è più, necessariamente, un prezzo chiuso.

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