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Rc auto, Ivass ferma Dallbogg: i consigli ai clienti rimasti senza rimborsi

L’autorità ha vietato alla compagnia bulgara di far partire nuovi contratti. Da anni gli automobilisti aspettano risarcimenti. L’avvocato Sacchi: “Non sono gli unici a comportarsi così”
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La festa è finita, ma nel frattempo i danni lasciati sono notevoli. E non è ben chiaro chi pagherà. L’Ivass infatti ha appena vietato alla compagnia assicurativa bulgara Dallbogg di concludere nuovi contratti di rc auto e cauzioni. Ai più, il nome della compagnia potrebbe risultare oscuro, ma per molti automobilisti - e per la stessa autorità - è ben nota e da diversi anni: è una compagnia low-cost, molto attraente al momento del preventivo ma problematica quando si tratta di liquidare. Fondamentalmente perché non versa i risarcimenti o gli indennizzi dovuti. Ma Dallbogg è tristemente nota anche perché non trasmette gli attestati di rischio. Per un automobilista che vuole cambiare assicurazione, non ricevere l’attestato può significare stipulare con il rischio di partire dall’ultima classe.

Il logo della compagnia assicurativa bulgara Dallbogg 

La decisione di Ivass , spiega la stessa autori…

La festa è finita, ma nel frattempo i danni lasciati sono notevoli. E non è ben chiaro chi pagherà. L’Ivass infatti ha appena vietato alla compagnia assicurativa bulgara Dallbogg di concludere nuovi contratti di rc auto e cauzioni. Ai più, il nome della compagnia potrebbe risultare oscuro, ma per molti automobilisti - e per la stessa autorità - è ben nota e da diversi anni: è una compagnia low-cost, molto attraente al momento del preventivo ma problematica quando si tratta di liquidare. Fondamentalmente perché non versa i risarcimenti o gli indennizzi dovuti. Ma Dallbogg è tristemente nota anche perché non trasmette gli attestati di rischio. Per un automobilista che vuole cambiare assicurazione, non ricevere l’attestato può significare stipulare con il rischio di partire dall’ultima classe.

Il logo della compagnia assicurativa bulgara Dallbogg 

La decisione di Ivass , spiega la stessa autorità, ha l’obiettivo di “proteggere gli interessi delle persone assicurate e garantire la solvibilità dell'azienda”. Parole che lasciano intendere una situazione finanziaria piuttosto complessa. Il divieto ha effetto immediato e rimarrà in vigore “fino alla cessazione delle violazioni”. L’Italia si è accodata a quanto già stabilito dalle autorità di altri tre Paesi europei. Prima la Bulgaria, che aveva vietato qualsiasi attività transfrontaliera per alcuni mesi lo scorso anno; più efficace la misura della Polonia e della Romania, che hanno vietato a Dallbogg di offrire polizze Rc auto a tempo indefinito.

I racconti degli utenti

Le testimonianze degli assicurati, sia sul web che raccolte da Repubblica, sono diverse e parlano quasi tutte della stessa cosa: dopo un incidente, Dallbogg non ha risarcito i clienti dei danni subiti. In alcuni casi ha inviato una prima stima del danno per poi fare melina, altrimenti la strategia è piuttosto semplice: sparire e non rispondere a reclami o telefonate.

“Negli ultimi tempi, da Dallbogg è capitato di ricevere proposte per pagare il 10% del risarcimento. In questo caso consiglio ai miei clienti di accettare subito, per quanto lontani dalla cifra cui si avrebbe diritto, perché l’alternativa sarebbe una trafila giudiziaria costosa e neanche proficua”, spiega l’avvocato Alfredo Sacchi, esperto di rc auto che ha più volte assistito clienti Dallbogg. Il meccanismo del risarcimento diretto - secondo il quale ogni automobilista deve chiedere l’indennizzo alla propria compagnia, a prescindere dal fatto che nel sinistro abbia torto o ragione - ha peggiorato la situazione, perché i clienti Dallbogg si sono trovati in un vicolo cieco, senza possibilità di rivolgersi alla controparte.

Cosa deve fare chi è assicurato con Dallbogg

La decisione di Ivass non impatta chi è già assicurato: la società bulgara continua a operare come sempre, solo che non può aprire nuove polizze. Chi ha avuto già un sinistro non liquidato deve anzitutto presentare un reclamo alla Dallbogg. Se dopo 45 giorni non si è ricevuta risposta, o questa non è soddisfacente, si può scegliere tra negoziazione assistita e ricorso all’Arbitro assicurativo, che è stato istituito di recente e pur operando nelle sue sedi è indipendente da Ivass. Rivolgersi all’Arbitro costa 20 euro e la decisione arriva entro 180 giorni. Non si può agire in giudizio senza prima aver tentato una di queste due strade.

Stefano Cherti, docente di diritto assicurativo all’università di Cassino, consiglia di muoversi subito ma di non disperare: “Ora la palla passa di nuovo alle autorità bulgare: non possiamo escludere che la società venga commissariata o, meglio ancora, acquisita da un gruppo solvibile che potrebbe sanare la situazione”. L’arbitro, ricorda Cherti, “ha la facoltà di chiedere alle compagnie il ristoro del danno subito”.

Meno ottimista appare Sacchi: “La compagnia sa benissimo che, non avendo beni in Italia né una sede nel nostro Paese, a parte un ufficio, ha un patrimonio difficile da aggredire, e questo la rende di fatto insolvibile. Applicano prezzi più bassi anche del 60% rispetto alla concorrenza italiana perché calcolano fin dall’inizio che non verseranno gli indennizzi. Tanto che, se citati in giudizio, nemmeno si presentano”.

Falla di sistema?

La storia della Dallbogg è emersa. Ma Sacchi, che è “sul campo” da diversi anni, precisa che ci sono diverse altre compagnie - spesso dell’Europa dell’est - che offrono tariffe super-convenienti a fronte di servizi scarsi o nulli. “Il fenomeno è in aumento. Ed evidentemente le autorità di alcuni Paesi non irrogano le sanzioni che dovrebbero”. Qualche responsabilità, dice l’avvocato, ce l’ha anche Ivass: “In questi anni l’autorità è stata sepolta di ricorsi che sono stati totalmente ignorati. Altrimenti la decisione di sospendere le nuove polizze non sarebbe arrivata solo adesso, ma da anni”.

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