✕

Lmdv accelera sull’eredità: da Unicredit, Bnp e Agricole i fondi per liquidare i fratelli

Ascolta l'audio

Si definisce il maxi-prestito da 10 miliardi per rilevare le quote di Delfin in mano a Paola e Luca Del Vecchio
2 minuti di lettura

MILANO – Leonardo Maria Del Vecchio si avvicina a definire con un pool di primari istituti bancari, un maxi-prestito da circa 10 miliardi di euro, risorse che sono destinate a ricomprare le quote di Delfin in mano ai fratelli Paola (12,5%) e Luca Del Vecchio (12,5%).

Attraverso la sua holding Lmdv, il quartogenito dell’imprenditore che ha fondato Luxottica vuole infatti sbloccare l’impasse che si è creato sull’eredità del padre scomparso nel giugno 2022.

Unicredit, Bnp e Agricole valutano l’operazione

Dopo aver sondato e negoziato le condizioni del prestito con un pool di ben sei banche, Lmdv avrebbe ridefinito l’operazione restringendo la rosa sostanzialmente a tre istituti. Si tratta di Unicredit, Bnp Paribas e Gruppo Crédit Agricole, che in queste ore starebbero valutando e mettendo a punto i dettagli dell’operazione. Fonti finanziarie riferiscono che non è detto che a questa rosa di banche “ancora”, alla fine non si aggiunga anche qualche altro istituto.

I tempi paiono comunque …

MILANO – Leonardo Maria Del Vecchio si avvicina a definire con un pool di primari istituti bancari, un maxi-prestito da circa 10 miliardi di euro, risorse che sono destinate a ricomprare le quote di Delfin in mano ai fratelli Paola (12,5%) e Luca Del Vecchio (12,5%).

Attraverso la sua holding Lmdv, il quartogenito dell’imprenditore che ha fondato Luxottica vuole infatti sbloccare l’impasse che si è creato sull’eredità del padre scomparso nel giugno 2022.

Unicredit, Bnp e Agricole valutano l’operazione

Dopo aver sondato e negoziato le condizioni del prestito con un pool di ben sei banche, Lmdv avrebbe ridefinito l’operazione restringendo la rosa sostanzialmente a tre istituti. Si tratta di Unicredit, Bnp Paribas e Gruppo Crédit Agricole, che in queste ore starebbero valutando e mettendo a punto i dettagli dell’operazione. Fonti finanziarie riferiscono che non è detto che a questa rosa di banche “ancora”, alla fine non si aggiunga anche qualche altro istituto.

I tempi paiono comunque maturi, e sono del tutto scollegati con le ultime vicende bancarie, ovvero rispetto alla decisione di Delfin di supportare con il suo 17% di Mps la lista di Pierluigi Tortora per il rinnovo del cda dell’istituto senese, con la nomina di Luigi Lovaglio come ad, o delle possibili e future ricadute sulla governnace delle Generali.

I negoziati erano infatti iniziati lo scorso febbraio, e si sarebbero intensificati in questi giorni, per arrivare a una soluzione il tempi brevi. L’auspicio sarebbe quello di trovare una quadratura del cerchio entro l’assemblea di EssilorLuxottica per l’approvazione del bilancio 2025 e la conferma di 8 amministratori su 16 della lista che sono in scadenza.

L’assise di Essilux è convocata a Parigi per il prossimo 28 aprile, e anche se dovrebbe essere un’assemblea senza colpi di scena, Leonardo Maria che ha sempre presenziato all’assemblee del gruppo, di cui è chief strategy officer (capo delle strategie), vorrebbe aver definito almeno l’impianto dell’operazione per quella data. Non è detto che ci riesca in tempi cosi così stretti.

Un’operazione articolata, che porterebbe Lmdv al 37.5% di Delfin

L’operazione si presenta infatti complessa e articolata, anche per il difficile momento di mercato, che però ha permesso all’imprenditore di trovare un accordo sul prezzo delle quote dei due fratelli Paola e Luca, che è di circa 5 miliardi a testa.

In questo modo la Lmdv, che tra le altre cose ha investito in Acqua Fiuggi e nell’editoria, dovrebbe salire al 37,5% del capitale della holding che oltre al colosso dell’ottica (32%), possiede la quota di controllo dell’immobiliare francese Covivio (28%), e altre importanti partecipazioni finanziarie tra cui appunto Mps (17%), Generali (10%) e Unicredit (2,7%). Così facendo Delfin potrebbe uscire dallo stallo che si è creato in casa Del Vecchio tra gli 8 soci di Delfin (tutti azionisti al 12,5% ciascuno), i quali non hanno ancora accettato l’eredità e dato esecuzione al testamento. Anche perché nella primavera 2027, quando si dovranno rinnovare i vertici di Essilux, di cui Francesco Milleri e ad e presidente- oltre a essere presidente di Delfin- l’auspicio è che la famiglia si presenti compatta al voto del suo maggiore asset.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti