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Da Casablanca a Shanghai: Borsalino porta il fedora di Humphrey Bogart in Cina

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Il marchio dei cappelli di lusso aprirà il suo primo punto vendita nel Paese vendita in estate e punta ad avere quattro negozi entro l’anno
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LONDRA - La Cina è molto vicina, anche per il leggendario “fedora” di Humphrey Bogart del film Casablanca. Perché Borsalino, il più antico produttore italiano di cappelli di lusso fondato ad Alessandria nel 1857, ha deciso di espandersi anche oltre la muraglia cinese, nonostante il mercato dei prodotti di alta e costosa qualità sia da anni in difficoltà nel Paese, anche a causa del rallentamento dell’economia del Dragone.

Tuttavia, come racconta il Financial Times, l’azienda Italiana ha deciso di aprire un punto vendita in uno dei più importanti centri commerciali di lusso di Shanghai la prossima estate, dopo aver inaugurato questo mese un negozio pop-up. “L’obiettivo – spiega il quotidiano finanziario londinese – è aprire altri quattro negozi in Cina entro la fine dell’anno, rispetto ai venti attualmente operativi nel mondo”. “Riteniamo che questo sia il momento giusto”, dichiara al Financial Times l’amministratore delegato Mauro Baglietto, sottolineando che la Cina è “un mercato mol…

LONDRA - La Cina è molto vicina, anche per il leggendario “fedora” di Humphrey Bogart del film Casablanca. Perché Borsalino, il più antico produttore italiano di cappelli di lusso fondato ad Alessandria nel 1857, ha deciso di espandersi anche oltre la muraglia cinese, nonostante il mercato dei prodotti di alta e costosa qualità sia da anni in difficoltà nel Paese, anche a causa del rallentamento dell’economia del Dragone.

Tuttavia, come racconta il Financial Times, l’azienda Italiana ha deciso di aprire un punto vendita in uno dei più importanti centri commerciali di lusso di Shanghai la prossima estate, dopo aver inaugurato questo mese un negozio pop-up. “L’obiettivo – spiega il quotidiano finanziario londinese – è aprire altri quattro negozi in Cina entro la fine dell’anno, rispetto ai venti attualmente operativi nel mondo”. “Riteniamo che questo sia il momento giusto”, dichiara al Financial Times l’amministratore delegato Mauro Baglietto, sottolineando che la Cina è “un mercato molto importante”.

Il mercato cinese per il lusso europeo

L’azienda, che produce circa 300mila cappelli all’anno e realizza ancora a mano i suoi iconici panama, crede di avere un potenziale fino a quaranta negozi in Cina, Hong Kong, Macau e Taiwan, anche se marchi come Gucci sono stati colpiti duramente dal calo delle vendite sul mercato locale. Ma altri brand credono ancora nel Dragone, come Louis Vuitton, che lo scorso anno ha aperto a Shanghai un negozio a forma di nave contribuendo a un aumento del 7% dei ricavi del gruppo in Cina nel terzo trimestre del 2025. Per Borsalino, la Cina rappresenta parte di un più ampio rilancio dopo il fallimento del 2017 e la successiva acquisizione da parte del fondo svizzero di private equity Haeres Equita per 18 milioni di euro.

Il negozio “pop-up” di Borsalino a Shanghai, che offre acquisti da remoto con interazione con i clienti tramite WeChat e un’esperienza immersiva reinterpretando l’eredità del grande marchio italiano in chiave contemporanea, è situato all’interno del prestigioso centro commerciale di lusso Plaza 66: grande circa 20 metri quadrati, resterà operativo fino ai primi di agosto, preparando il terreno per una boutique permanente nella stessa posizione.

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