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Turismo, allarme per le vacanze rinviate: “Giù le prenotazioni degli americani”

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Pure gli asiatici rinunciano per i problemi con gli scali in Medio Oriente. Federalberghi: “Contiamo sugli arrivi dall’Europa”. Nel 2024 gli 8,1 milioni di statunitensi arrivati in Italia hanno speso 6,4 miliardi di euro
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ROMA – Gli americani, a malincuore, cominciano a voltare le spalle all’Italia. Sognavano Roma, Firenze, Torino, Napoli, Palermo. Il nostro mare, il cibo, l’arte, ovviamente. Ma rinviano il viaggio, in parecchi, all’estate del 2027 quando le armi si saranno forse fermate in Medio Oriente.

Arrivederci Roma, insomma. La rinuncia viene percepita, ovvio, da chi aspettava i facoltosi turisti statunitensi a braccia aperte. Federalberghi – che dà voce a 20.000 hotel dei 32.000 del Paese – vede nitidamente la frenata.

Dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: «Su maggio e giugno, siamo già in ritardo rispetto all’anno scorso. Tutti dicono che c’è ancora tempo per recuperare», tra prime tregue e complesse trattative diplomatiche, «però il novantesimo minuto della partita si sta avvicinando».

A meno di una pace veloce e duratura pioveranno cancellazioni anche dall’Asia. Conferma Bocca: «Per arrivare in Europa e in Italia, «la maggioranza dei voli fa scalo a Doha, Dubai e Abu Dhabi». I pro…

ROMA – Gli americani, a malincuore, cominciano a voltare le spalle all’Italia. Sognavano Roma, Firenze, Torino, Napoli, Palermo. Il nostro mare, il cibo, l’arte, ovviamente. Ma rinviano il viaggio, in parecchi, all’estate del 2027 quando le armi si saranno forse fermate in Medio Oriente.

Arrivederci Roma, insomma. La rinuncia viene percepita, ovvio, da chi aspettava i facoltosi turisti statunitensi a braccia aperte. Federalberghi – che dà voce a 20.000 hotel dei 32.000 del Paese – vede nitidamente la frenata.

Dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: «Su maggio e giugno, siamo già in ritardo rispetto all’anno scorso. Tutti dicono che c’è ancora tempo per recuperare», tra prime tregue e complesse trattative diplomatiche, «però il novantesimo minuto della partita si sta avvicinando».

A meno di una pace veloce e duratura pioveranno cancellazioni anche dall’Asia. Conferma Bocca: «Per arrivare in Europa e in Italia, «la maggioranza dei voli fa scalo a Doha, Dubai e Abu Dhabi». I problemi di questi aeroporti di scambio - soprattutto in Qatar, ma non solo - «fanno sì che neanche i mercati orientali viaggino bene».

I lunghi soggiorni

L’emorragia di visitatori statunitensi, giapponesi, cinesi non è una gran notizia, per due ragioni. Primo: chi arriva da così lontano non si ferma certo per un fine settimana e deve soggiornare per almeno quattro giorni, con punte di 10.

Questi turisti, poi, spendono abbastanza. Nel trionfale 2024, gli 8,1 milioni di americani ospiti del nostro Paese hanno sganciato 6,4 miliardi di euro (tra alberghi, ristoranti, taxi, gadget, varie ed eventuali). Parliamo di oltre 790 euro a testa.

In questo mare globale in tempesta, prende forma una scialuppa di salvataggio. Il primo maggio cade, quest’anno, di venerdì. Nel prossimo fine settimana lungo, le cose andranno benissimo per il nostro turismo perché si muovono e viaggiano soprattutto gli italiani e gli europei. Ed è questo lo schema di gioco che può imporsi anche in estate.

Spagna e Portogallo

La flessione dei visitatori americani e orientali – certo dolorosa – in parte sarà compensata dalle maggiori presenze italiane e comunitarie nel nostro Paese. Secondo l’agenzia d’informazione Reuters, molti turisti del centro e Nord Europa stanno già scegliendo la Spagna, il Portogallo e in parte l’Italia invece delle località esotiche orientali che implicano (spesso) uno scalo nel Golfo Persico.

E anche i tempi di soggiorno medi di questi turisti (italiani ed europei) si possono allungare. Lo svedese che verrà a Roma, per fare un esempio, è più incline a restare in Italia perché teme sorprese nel caso pensasse di spostarsi in Francia o in Grecia, in aereo.

La preferenza per il “viaggio lento”, con poche destinazioni concentrate in un solo Paese, viene fotografata anche da Google. Nell’ultimo mese, tra metà marzo e metà aprile, sono cresciute del 100% le ricerche con le parole “slow travel Italy” (rispetto al mese precedente).

Il cherosene

Muoversi in aereo, d’altra parte, può essere una cattiva idea. Ad aprile, stanno crescendo a livelli record le importazioni europee di cherosene dagli Stati Uniti (per 200.000 barili al giorno) e dalla Nigeria (per 66.000). Le forniture americane e africane, benedette, non pareggiano però i mancati arrivi dal Golfo Persico. Morale: pende ancora sull’estate 2026 la spada di Damocle di cancellazioni ricorrenti dei voli.

E anche le dinamiche dei prezzi restano imprevedibili. In questo scenario, la compagnia Volotea si riserva di scaricare fino a 14 euro sul prezzo di alcuni biglietti già venduti, in caso di aumento del greggio rispetto ai suoi valori medi.

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