Autotrasporto, Trasportounito: “Sospendiamo lo stop dopo investimento camionista”
a cura della redazione EconomiaMILANO – Sospeso il blocco dell'autotrasporto annunciato da Trasportounito, dopo l'investimento mortale di un camionista travolto da un'auto avvenuto questa notte a Caserta.
A confermare telefonicamente con Repubblica quanto annunciato all’Ansa è il segretario generale dell'organizzazione, Maurizio Longo: “I presidi si stanno sciogliendo in queste ore”, conferma. Il fermo era partito a mezzanotte, si stavano predisponendo i presidi ma dopo l’incidente di Caserta – ha spiegato all’agenzia – “abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona giovane con famiglia". In una nota ufficiale, Trasportounito ha quindi aggiunto: “In questo momento sentiamo il dovere di unirci al dolore della famiglia, sottolineando una volta di più quanto la vita dei nostri associati sia davvero legata a un filo sempre più sottile, in una crisi che è ormai globale e probabilmente irrecuperabile”.
La protesta per i rincari
La fermata dei Tir era stata dispost…
MILANO – Sospeso il blocco dell'autotrasporto annunciato da Trasportounito, dopo l'investimento mortale di un camionista travolto da un'auto avvenuto questa notte a Caserta.
A confermare telefonicamente con Repubblica quanto annunciato all’Ansa è il segretario generale dell'organizzazione, Maurizio Longo: “I presidi si stanno sciogliendo in queste ore”, conferma. Il fermo era partito a mezzanotte, si stavano predisponendo i presidi ma dopo l’incidente di Caserta – ha spiegato all’agenzia – “abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona giovane con famiglia". In una nota ufficiale, Trasportounito ha quindi aggiunto: “In questo momento sentiamo il dovere di unirci al dolore della famiglia, sottolineando una volta di più quanto la vita dei nostri associati sia davvero legata a un filo sempre più sottile, in una crisi che è ormai globale e probabilmente irrecuperabile”.
La protesta per i rincari
La fermata dei Tir era stata disposta per protestare contro i rincari del gasolio, effetto della fiammata dei prezzi di petrolio e gas provocati dalla guerra nel Golfo. Dopo lo stop annunciato nei giorni scorsi da Unatras, oggi era stata l’organizzazione di rappresentanza Trasportounito a dare avvio allo sciopero che minacciava di durare fino al 25 aprile.
La condanna di Unatras
Venerdì scorso Unatras aveva proclamato il fermo dei servizi di autotrasporto: “È una decisione sofferta ma inevitabile di fronte alla preoccupante e inspiegabile insensibilità da parte del Governo”, commentava il presidente Fai e Unatras, Paolo Uggè. In un’intervista a Repubblica spiegava le motivazione della protesta: “Con il decreto che ha stabilito gli interventi a favore di chi si rifornisce di carburante il governo ha pensato a tutti tranne che agli autotrasportatori, che con il loro lavoro permettono all’Italia di crescere”.
Dopo l’incidente verificatosi nella notte, Unatras – che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane dell’autotrasporto – ha espresso il proprio cordoglio e ha condannato l’azione di Trasportounito. Quella sigla, “del tutto estranea a Unatras”, recita una nota, “era pienamente consapevole dell'impossibilità di procedere”. La loro azione, è la tesi, “ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa esisteva proprio per prevenire, e che Unatras giudica inaccettabile. Per queste ragioni, Unatras comunica che non intende sedersi allo stesso tavolo istituzionale con chi ha dimostrato di non rispettare le regole fondamentali del confronto, e chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste dalla Legge 146/1990”. Confermato, invece, il fermo proclamato da Unatras, dalle ore 00:01 del 25 alle ore 24:00 del 29 maggio 2026.
Domani la convocazione al Mit
Quella dei rincari “fuori controllo del carburante”, scrive Trasportounito in una nota, è “un’assoluta emergenza” che “incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto”.
A livello locale, invece, il blocco dei porti siciliani da parte dei Tir, inizialmente previsto tra il 17 e il 22 aprile, è stato sospeso dopo che i sindacati hanno ottenuto una convocazione dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per mercoledì. Per domani è fissato un altro incontro al Mit con l’Unatras.
Proteste simili si erano già verificate in altri Paesi europei, con blocchi dall’Irlanda alla Norvegia.
L’appello del trasporto locale
Anche Agens, l’associazione che rappresenta il settore all’interno del sistema Confindustria, ha lanciato un appello per il trasporto pubblico locale. L’apprezzato taglio delle accise, dice, è una misura che, da sola, non basta a sostenere nessun settore. “L'attuale crisi – continua l'associazione – ha generato i seguenti aggravi economici per il Tpl: oneri giornalieri aggiuntivi stimati in 0,54 milioni di euro per il solo combustibile diesel; extracosto annuo prospettico di oltre 200 milioni di euro e, infine, l'extracosto complessivo del settore che è di oltre 400 milioni di euro, includendo il trasporto commerciale operato con il restante 47% della flotta nazionale. Questo scenario sta portando in sofferenza le aziende del settore che rischiano di dover tagliare servizi o peggio ancora fermarsi".