Orcel presenta il piano di Unicredit: "Per Commerz fino a 6 miliardi di utili con la fusione"
di Andrea GrecoMILANO – Unicredit anticipa al mercato il suo piano per Commerzbank, che stima un aumento dell’utile netto da 4,5 a 5,1 miliardi nel 2028 per la banca tedesca di cui detiene il 26%, e un balzo a 6 miliardi nel 2030, quando la fusione proposta dagli italiani potrebbe essere completata, portando a 21 miliardi i profitti di un eventuale polo unico. Unicredit a marzo ha lanciato un’offerta di scambio per salire poco oltre il 30% di Commerz: l’offerta partirà il 5 maggio, il prospetto è in preparazione e l’ad Andrea Orcel inizia ad allineare le aspettative degli investitori, con una presentazione basata su dati pubblici e intitolata “Commerzbank. Un nuovo capitolo”.
“La storia di Commerzbank è una storia di underperformance. La crescita è stata debole, soprattutto nel suo core business in Germania, …
MILANO – Unicredit anticipa al mercato il suo piano per Commerzbank, che stima un aumento dell’utile netto da 4,5 a 5,1 miliardi nel 2028 per la banca tedesca di cui detiene il 26%, e un balzo a 6 miliardi nel 2030, quando la fusione proposta dagli italiani potrebbe essere completata, portando a 21 miliardi i profitti di un eventuale polo unico. Unicredit a marzo ha lanciato un’offerta di scambio per salire poco oltre il 30% di Commerz: l’offerta partirà il 5 maggio, il prospetto è in preparazione e l’ad Andrea Orcel inizia ad allineare le aspettative degli investitori, con una presentazione basata su dati pubblici e intitolata “Commerzbank. Un nuovo capitolo”.
“La storia di Commerzbank è una storia di underperformance. La crescita è stata debole, soprattutto nel suo core business in Germania, e gli investimenti per la trasformazione sono stati limitati”, ha detto il numero uno di Unicredit in una conference call. “Commerzbank è una banca debole, che oggi ha come priorità la crescita fuori dai suoi mercati tradizionali di Germania e Polonia, è troppo legata a 'scommesse rischiose' nella gestione finanziaria ed è sopravvalutata in base ai fondamentali”, ha detto Orcel. Nella nuova strategia Unicredit interpreta i dati di Commerzbank secondo i criteri della strategia interna "Unicredit Unlocked", che in base ai dati forniti da Orcel sono superiori in tutte le loro dinamiche rispetto a quelli del piano “Momentum” della rivale Bettina Orlopp.
I due scenari per gli azionisti italiani e tedeschi
Il manager romano ha individuato due scenari ben distinti, sul dossier: nel primo, finita l’offerta in Borsa, Unicredit rimane sotto la soglia di controllo, “che possiamo gestire se raggiungiamo una percentuale che non assicura ritorni superiori al nostro costo del capitale”, assicurandosi “un rendimento netto sopra il 20%, con una protezione in caso di ribasso dei titoli”. Nel secondo scenario, gli italiani ottengono il controllo, raggiungendo “una quota che assicura ritorni superiori al costo del capitale” e avviando “una transazione strategicamente e industrialmente valida”, che nel medio termine (il banchiere ha parlato di “due o tre anni”, stimando non prima di fine 2028 l’eventuale integrazione con la controllata tedesca Hvb) produca un rendimento superiore all’attuale per gli azionisti Unicredit. “Entrambi gli scenari sono una vittoria per noi, e nella nostra opinione gli azionisti di Commerzbank aderiranno all'offerta”, ha aggiunto.
Quanto al premio garantito agli azionisti tedeschi dall’Ops, un misero 4% rispetto alla chiusura del 13 marzo in cui l’Ops fu lanciata, Orcel ha specificato che Commerz giù incorpora il premio speculativo per le avance di Unicredit: dal settembre 2024, quando fu acquisito il primo 9,9%, l’azione tedesca è quasi raddoppiata, e ha colmato uno sconto sul rapporto tra prezzo e utili che ai tempi era del 22% rispetto al settore. In più, Unicredit ha risentito negativamente per gli acquisti delle quote residue di Commerz, mentre il titolo saliva “all’attuale valutazione non sostenuta dai fondamentali”, ha detto il banchiere. Questi fattori a suo dire “limitano il premio pagabile” nell’Ops, anche se Orcel ha aggiunto che, “in caso di adesioni rilevanti, ci potrebbe essere un lieve ritocco del premio proposto”.
Il nodo dei tagli: saranno metà rispetto alle peggiori previsioni
Anche se riuscisse a incorporare la preda tedesca, Unicredit stima che Commerz rimarrebbe autonoma fino al 2028, il tempo necessario ad “allinearla industrialmente e culturalmente” con la banca italiana. Unicredit replica anche alle accuse per cui 15 mila posti di lavoro sarebbero persi in Germania, notando che “il 60% dei risparmi verrebbe da attività della rete internazionale non legate al personale né ai business caratteristici”. In sintesi, Unicredit stima che “la riduzione di personale nell’arco di cinque anni sarebbe meno della metà del numero suggerito per la Germania”, pari a circa 7.500 lavoratori.