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Decreto Primo maggio, bonus solo a chi paga il “salario giusto”. Il piano di Palazzo Chigi

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Il governo pensa a incentivi selettivi per le imprese che garantiscono “retribuzioni eque” basate sul trattamento economico complessivo. Nel pacchetto anche la stretta contro il caporalato dei rider
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ROMA – Bonus legati al salario “giusto”. Incentivi pubblici selettivi, erogati quindi solo o soprattutto alle aziende che applicano una “retribuzione equa”. A questo punta il decreto Primo maggio. Tutta da scrivere la definizione di “retribuzione equa”. Ma il governo ora guarda al Tec come riferimento, il trattamento economico complessivo: non solo quindi la paga base da minimo tabellare, ma anche ferie, permessi, Tfr, tredicesima, quattordicesima, altri benefit contrattuali.

Il confronto a Palazzo Chigi

Ne hanno parlato ieri a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni, di rientro dal Salone del Mobile. Con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini videocollegati. I sottosegretari Tommaso Foti, Giovanbattista Fazzolari, Luigi Sbarra, Alfredo Mantovano. I m…

ROMA – Bonus legati al salario “giusto”. Incentivi pubblici selettivi, erogati quindi solo o soprattutto alle aziende che applicano una “retribuzione equa”. A questo punta il decreto Primo maggio. Tutta da scrivere la definizione di “retribuzione equa”. Ma il governo ora guarda al Tec come riferimento, il trattamento economico complessivo: non solo quindi la paga base da minimo tabellare, ma anche ferie, permessi, Tfr, tredicesima, quattordicesima, altri benefit contrattuali.

Il confronto a Palazzo Chigi

Ne hanno parlato ieri a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni, di rientro dal Salone del Mobile. Con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini videocollegati. I sottosegretari Tommaso Foti, Giovanbattista Fazzolari, Luigi Sbarra, Alfredo Mantovano. I ministri dell’Economia e del Lavoro, Giancarlo Giorgetti e Marina Calderone. Alla presenza anche della Ragioniera generale dello Stato, Daria Perrotta.

Le risorse e i bonus per giovani, donne e Sud

Le risorse certe del decreto al momento sarebbero 500 milioni. Ma si punta a salire verso il miliardo. Verranno confermati e prorogati i bonus giovani, donne e Sud per le aziende che assumono, probabilmente senza il vincolo dell’occupazione incrementale sull’anno prima.

Ma saranno bonus mirati alle aziende che pagano il “giusto”, tutto da definire. Il governo, dopo la richiesta delle parti sociali, rinuncia ad entrare nel merito della contrattazione e della rappresentanza.

Ma non rinuncia a dare indicazioni, annunciando un «pacchetto organico di misure a sostegno delle categorie più esposte al caro vita, con interventi volti a garantire una retribuzione equa».

La norma per i rider

Come raccontato da Repubblica, ci saranno anche norme per «un più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato». A partire dai rider.

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